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Mosque in Iraq

Wikimedia Commons

Iraq: la chiesa di Sant’Efrem trasformata in moschea

Il Califfato “festeggia” così l’anniversario della conquista di Mosul

È trascorso un anno da quella fatidica notte tra il 9 e 10 giugno, in cui un gruppo di miliziani estremisti, autoproclamatosi in seguito Stato Islamico, conquistava la cittadina irachena di Mosul. Per festeggiare questo anniversario, l’Isis ha annunciato l’imminente apertura della “moschea dei mujiahiddin”, ricavata dalla trasformazione in luogo di culto islamico della ex chiesa dedicata a Sant’Efrem.

La notizia è stata diffusa dagli stessi jihadisti attraverso avvisi affisi per le strade di Mosul, come riferito da fonti locali al sito iracheno ankawa.com e contattate anche dall’agenzia Fides.  

Sant’Efrem era uno dei luoghi di culto cristiano più grandi tra quelli disseminati nel centro urbano di Mosul, e apparteneva alla Chiesa siro-ortodossa. Alcuni indizi lasciavano da tempo supporre l’intenzione dei jihadisti di trasformarlo in moschea, dopo che miliziani del Califfato già a luglio dello scorso anno avevano scelto gli edifici annessi alla chiesa come sede del Consiglio di stato dei mujiahiddin.

La croce che svettava sulla cupola era stata divelta e, durante lo scorso autunno, la chiesa era stata svuotata dei suoi arredi interni: i banchi e altre suppellettili erano stati esposti come merce in vendita nell’area antistante il luogo sacro. 

Lo scorso 9 settembre, inoltre, i raid aerei compiuti per colpire le postazioni dei jihadisti del sedicente Califfato avevano danneggiato gravemente alcuni edifici adiacenti alla chiesa di Sant’Efrem e a quella siro-cattolica dedicata a San Paolo, anch’essa situata nel cosiddetto “quartiere della polizia”.  

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