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In Kosovo si auspica “un nuovo inizio” per l’armonia religiosa

Grazie all’apertura di una nuova Cattedrale

KÖNIGSTEIN, domenica, 8 marzo 2009 (ZENIT.org).- Una nuova Cattedrale in Kosovo fa sperare in “un nuovo inizio” per l’armonia religiosa in una regione dilaniata dai conflitti.

In un’intervista rilasciata all’associazione caritativa cattolica Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), il Vescovo Gjergji, la cui Diocesi abbraccia Prizen e tutto il Kosovo, ha affermato che la Cattedrale in costruzione nella capitale Pristina rappresenta “un contributo pratico alla riconciliazione” tra cattolici, ortodossi e musulmani.

Il tempio disporrà di un centro pastorale e culturale di 6.200 metri quadri nella parte della cripta e di un complesso multifunzionale vicino che verrà usato da tutti i gruppi religiosi.

“In futuro ci sarà spazio per chiunque, cristiano o musulmano, cattolico o ortodosso”, ha affermato il presule.

Il Vescovo Gjergji ha ringraziato ACS per il sostegno che ha fornito per la costruzione della Cattedrale. Riconoscendo l’importanza del progetto come importante passo avanti per la riconciliazione religiosa e culturale, l’associazione ha infatti donato 400,000 euro.

Attualmente, ha riconosciuto il presule, la Chiesa sta attirando più interesse, soprattutto da parte dei giovani. “Molti vengono da noi, principalmente giovani kosovari, sia musulmani che cristiani. Vogliamo poterli aiutare e rispondere loro”.

Il Vescovo non considera contraddittorio costruire una chiesa nella capitale di un Paese per il 95% musulmano, in cui i cattolici sono appena 65.000. “Per molti è un simbolo di un nuovo inizio e di una nuova speranza, sia per i cristiani che per i musulmani”, ha commentato.

Il progetto ha ottenuto il sostegno di membri influenti di tutte le confessioni religiose fin da quando è stato proposto. Lo stesso primo Presidente del Kosovo, Ibrahim Rugova, musulmano, ha usato la propria influenza personale per assicurare ai cattolici di poter costruire una chiesa nel centro di Pristina.

La prima fase della costruzione, che comprende le fondamenta e la cripta, è già stata completata, e i lavori stanno procedendo anche nel resto dell’edificio.

Iniziata dal Vescovo Marco Sopi, predecessore del Vescovo Gjergji, la Co-cattedrale di Madre Teresa dovrebbe essere terminata per il 2010, in tempo per il centenario della nascita della religiosa.

Il Kosovo, teatro di scontri storici tra ottomani musulmani e serbi cristiani, è precipitato in un conflitto etnico tra serbi e albanesi alla fine degli anni ’90. Dopo intensi negoziati di pace, ha dichiarato la propria indipendenza dalla Serbia circa un anno fa.

A dieci anni dalla guerra, il 50% della popolazione è disoccupato e le infrastrutture sono ancora carenti. Più della metà degli abitanti ha meno di 25 anni.

“La gente qui ha sopportato tempi duri – confessa il Vescovo Gjergji -. Ora cerca Dio”.

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