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Il seminario Quarenghi: una vacanza per la vita!

I responsabili del Movimento per la Vita Giovani raccontano il loro entusiasmo per un’esperienza di formazione e di amicizia unica nel suo genere

Si sono appena aperte le iscrizioni per la edizione del Life Happening “V. Quarenghi”, organizzato dal Movimento Per la Vita: centinaia di giovani provenienti da tutta Italia si troveranno a Maratea dal 26 Luglio al 2 Agosto, per vivere una settimana di crescita, nella riflessione di temi legati alla bioetica, e di vacanza.

Abbiamo posto alcune domande ai responsabili del Movimento Per la Vita Giovani, Tony Persico e Marco Alimenti, per entrare nel vivo di quella che i ragazzi che vi partecipano da più anni, definiscono un’“esperienza unica”.

Che cos’è il Seminario Quarenghi?

Tony Persico: Il Quarenghi è un grande momento di incontro: una settimana di incontri in prima persona che fanno crescere dal punto di vista umano oltre che della formazione sui temi della bioetica. Questo perché è impossibile parlare di difesa della vita senza esserne testimoni diretti. Una settimana all’insegna del protagonismo dei giovani in cui crescono sia la voglia di impegnarsi sia le amicizie perché si tratta di un impegno all’insegna della solidarietà.

Marco Alimenti: È il frutto del lavoro di una squadra di amici. È un’alchimia tra momenti di formazione e di divertimento.

Da quanti anni partecipate al Life Happening e perché?

T.P.: Partecipai – mi tocca usare il passato remoto… – al primo seminario più di dieci anni fa, da allora è diventato un appuntamento fisso dell’agenda perché rappresenta un momento in cui il gruppo dei giovani del Movimento per la Vita non solo si forma, ma si fa “presente”, nel senso che prende coscienza di quello che è stato capace di fare negli anni e delle sfide che ci aspettano.

M.A.: Il mio primo Quarenghi è stato nel 2011 a Squillace, il prossimo sarà il mio quinto. Vi partecipo perché mi incuriosisce sentir trattare scientificamente argomenti che mi interessano e perché mi permette di sviluppare un “sano senso critico” verso alcuni aspetti della nostra società.

Che cosa vi rimane più impresso di questa settimana?

T.P.: Potrei rispondere mille cose… di certo la familiarità e i cambiamenti: giovani timidi o sfiduciati che trovano non solo la voglia di fare ma anche compagni per questo vero e proprio “compito generazionale” che è l’affermazione del diritto alla vita: siamo nati per vivere!

M.P.: Vedere nascere tante amicizie fra ragazzi di diverse età e regioni.

Cosa portano a casa i ragazzi dal Quarenghi?

T.P.: È sempre difficile capire ciò che portiamo con noi di una esperienza tanto coinvolgente… Probabilmente la cosa più evidente è la consapevolezza di poter fare qualcosa, di poter fare la differenza per qualcuno: in una parola di essere “eroici” nella vita di tutti i giorni. Negli anni il Quarenghi ha sparso tanti semi ed oggi iniziamo a vedere i primi frutti: ragazzi che creano nuovi gruppi di volontari, nuovi Centri di aiuto alla Vita, nuove forme di volontariato.

M.P.: Il partecipante medio è al suo primo Quarenghi, non conosce né il Movimento per la Vita, né gli altri ragazzi e inizia l’esperienza con qualche perplessità. La settimana scorre veloce fra una chiacchierata ed un convegno, una partita di beach volley ed una discussione… e il giorno della partenza tutti si promettono di rincontrarsi. I ragazzi portano a casa tante amicizie e delle riflessioni sulla dignità della propria vita che altrove forse non sentono.

Perché un ragazzo dovrebbe decidere di trascorrere con voi (e con altri 180 ragazzi) questa vacanza?

T.P.: Perché è un esperienza che risponde al bisogno di fare qualcosa con amore per sé e per gli altri. Di più, anzi, risponde dicendo: “facciamolo insieme”, perché insieme potremo farlo meglio.

M.P.: La prima ragione è perché è una settimana divertente e unica, non  paragonabile a nessun ritiro, campo scuola o scout! La seconda è che durante il Quarenghi è possibile confrontarsi con noti relatori in modo familiare che aiutano ad ampliare il proprio punto di vista.

 

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