La sovrabbondante regia dell'amore

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

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Lettura

C’è una caratteristica nel modo di agire di Gesù che questa pagina ci descrivere bene: Egli ama la comunione. Questo miracolo così rilevante, viene fatto da Gesù con la collaborazione dei suoi discepoli. Desidera proprio che essi diventino pienamente consapevoli del grido dell’umanità, che se ne facciano carico, che se ne sentano responsabili. Allora diverranno quei “pescatori di uomini”, come prometteva loro quando li ha chiamati. Anche da noi Gesù desidera la piena collaborazione alla sua opera. Ci promette la gioia e lo stupore nel vedere la sovrabbondanza del suo amore per l’uomo.

Meditazione

«La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l’illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza… Siamo una società che ha dimenticato l’esperienza del piangere, del patire-con. La globalizzazione dell’indifferenza ci ha tolto la capacità di piangere!». È stato il messaggio di Papa Francesco nel suo viaggio a Lampedusa (8 luglio 2013) ed è quello che invita a fare Gesù. Egli per primo ha compassione della tanta gente che lo aspetta, smarrita come un gregge senza pastore. A loro regala il cibo nonché la sua presenza e la sua parola. Ma non agisce da solo. Potrebbe sfamare quella grande folla con un semplice gesto, ma vuole aver bisogno dei Dodici, vuole coinvolgerli in questo dramma umano. E così, come un abile regista dietro le quinte, li guida sul da farsi. Ha bisogno di una sola cosa: che si fidino di Lui e docilmente facciano ciò che chiede loro di fare. Ed ecco che i Dodici diventano, con la loro obbedienza, attori protagonisti del miracolo, che è sovrabbondante, esagerato, ma non sciupato (ciò che avanza viene raccolto con cura nelle ceste, perché la grazia non va mai sprecata!). Il Signore non costringe mai nessuno; siamo liberi di essere canali di salvezza per i fratelli. La stessa libertà che abbiamo di accorgerci o meno del passaggio del Signore nella nostra vita, con tutta la grazia che ci regala. Quante di quelle persone si saranno solo preoccupate di mangiare, senza accorgersi e senza essere grate per quanto Gesù stava facendo? Eppure la Grazia non è negata a nessuno. Anzi, è sempre sovrabbondante! 

Preghiera

«Donaci occhi per vedere le necessità e le sofferenze dei fratelli; infondi in noi la luce della tua parola per confortare gli affaticati e gli oppressi: fa che ci impegniamo lealmente al servizio dei poveri e dei sofferenti. La tua chiesa sia testimonianza viva di verità e di libertà, di giustizia e di pace, perché tutti gli uomini si aprano alla speranza di un mondo nuovo». (Preghiera eucaristica V/c). 

Agire

Mi priverò di qualcosa dalla mia mensa, o rinuncerò al caffè o al dolce e offrirò questo piccolo sacrificio per i tanti che sono privi del necessario. 

Meditazione del giorno a cura delle Monache Agostiniane della Comunità Santi Quattro Coronati a Romatratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti: info@edizioniart.it

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ZENIT Staff

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