Lettura

Siamo alla conclusione del confronto che Gesù fa con la Legge antica. L’ultimo «ma io vi dico» riguarda il significato della parola fratello: chi è mio fratello? Chi è mio prossimo? È nota, a questo proposito, la parabola che Gesù racconta per rispondere a questa domanda (cfr. Lc 10,29-37). “Amare il prossimo come se stessi” era già scritto nella Legge antica (cfr. Lv 19,18). Citando questo testo, tuttavia, Gesù aggiunge quanto era entrato nel pensiero comune: amare il prossimo come se stessi e odiare il nemico. Di fatto succedeva così: l’ebreo sincero amava i suoi fratelli, il suo prossimo, quelli della sua casa, del suo paese, della sua nazione. Ma il nemico andava combattuto. Gesù scardina anche questo baluardo della morale ebraica e allarga gli orizzonti: bisogna amare tutti, anche i nemici.

Meditazione

La proposta di un amore “a tutto campo”, che non fa distinzione di persone, si fonda sull’amore divino. Dio, il Padre, ama tutti. La semplice e ovvia considerazione che Dio fa sorgere il sole indistintamente sui buoni e sui cattivi e fa cadere la pioggia sia sui giusti che sugli ingiusti, dimostra e conferma questa verità: Dio ama ed è benevolo verso tutti. Così i figli del Padre celeste. Sono tali se ripetono nella loro vita queste modalità di comportamento. È figlio di Dio chi ama, ripete san Giovanni, senza porre condizione alcuna. «In questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chi non pratica la giustizia non è da Dio, e neppure lo è chi non ama il suo fratello» (1Gv 3,10). La perfezione cristiana consiste in questo: amare come Dio ci ha amati. L’amore del Padre si è svelato pienamente in Cristo. Perciò dobbiamo guardare al Figlio di Dio; e, di nuovo, cosa vediamo? Un uomo che, mentre eravamo ancora peccatori, è morto per gli empi (cfr. Rm 5,8).Amare i nemici, si dice, è impossibile. Così dicendo smentiamo il Signore. Noi crediamo che, con una ricca vita interiore, con la forza della fede e con la perseveranza nella Grazia di Dio, ciò sia possibile. Nel brano si parla anche di preghiera per i nemici. San Giovanni Crisostomo indica la preghiera per i nemici come il nono gradino verso la perfezione: esso consiste «nel pregare Dio per chi ci perseguita. Vedete la sublimità della virtù cristiana? Per questo Cristo annette a tale perfezione un premio splendido».

Preghiera

«Soffrire insieme a te, rassomigliare a te, condividere le tue pene, è gioia delle gioie per il cuore che ti ama. Rassomigliare, imitare è una violenta necessità dell’amore. La rassomiglianza è la misura dell’amore» (beato Charles de Foucauld).

Agire

«Sforzati, se è necessario, di perdonare sempre coloro che ti offendono, fin dal primo istante, perché, per quanto grande sia il danno o l’offesa che ti fanno, molto di più ti ha perdonato Iddio» (san Josemaría Escrivá de Balaguer).

Meditazione del giorno a cura di monsignor Douglas Regattieri, Vescovo di Cesena-Sarsina, tratta dal mensile "Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ARTPer abbonamenti: 
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