Un insegnamento autorevole

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

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Lettura

Con il capitolo undici, Marco apre la quarta parte del suo Vangelo. Essa si concentra sulla presenza di Gesù a Gerusalemme, in particolare nel tempio. Tra il tripudio della folla, Gesù fa il suo ingresso in Gerusalemme, entra nel tempio, osserva ogni cosa e si ritira a Betania. Il giorno dopo ritorna in città e nel tempio scaccia i venditori. La sera rientra nuovamente a Betania per far ritorno, il mattino seguente, nel tempio dove discute animatamente con i capi sulla questione della sua identità. Pure Matteo e Luca riferiscono questo episodio qualificandolo come un’occasione di insegnamento da parte di Gesù; Marco invece dice che Gesù fa tutto questo camminando… Il camminare di Gesù è già un insegnamento!

Meditazione

Due domande: quella dei sacerdoti, degli scribi, degli anziani del popolo e quella di Gesù. Entrambe con l’intento di mettere in difficoltà l’interlocutore. Dobbiamo ammetterlo: anche Gesù sta al gioco e va al contrattacco. Nessuna risposta ai due quesiti: né a quella provocatoria dei capi, né a quella un po’ risentita di Gesù. Tuttavia, le due provocazioni intendono concentrare l’attenzione, da punti di vista diversi, sull’identità di Gesù: chi è quest’uomo che compie e dice cose straordinarie? E anche Gesù, ponendo la questione di Giovanni, il battezzatore, intende condurre l’interlocutore a comprendere chi è lui stesso. Il brano riprende quanto Marco aveva messo a fuoco nei primi capitoli del suo Vangelo, quando Gesù inizia la sua missione di predicatore del Regno, e tutti, demoni compresi, si chiedono: chi è costui? «Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: “Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!”» (Mc 1,26-27). Sant’Agostino, commentando il testo, rileva che gli interlocutori di Gesù non sanno rispondere perché sono chiusi al dono della Grazia. Tale chiusura giustifica la risposta di Gesù: «Il Signore, vedendo che quelli si erano chiusi essi stessi la porta negando di sapere ciò che invece sapevano, neppure lui volle aprire, perché essi non avevano bussato». Chi volutamente si chiude a Dio e al suo Spirito è rispettato dal Signore, anche se forte è l’invito della Parola: bussate e vi sarà aperto. E il Signore, che a suo volta bussa alla nostra porta, entra solo se uno, ponendosi in atteggiamento di ascolto, gli apre (cfr. Ap 3,20).

Preghiera

In Dio è la mia salvezza e la mia gloria; il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Dio. Confida in lui, o popolo, in ogni tempo;davanti a lui aprite il vostro cuore: nostro rifugio è Dio (Sal 62,8-9).

Agire

«T’affanni a essere mondano, frivolo, superficiale, perché sei vigliacco. Che cos’è, se non vigliaccheria, quel non voler affrontare te stesso?» (san Josemaría Escrivá de Balaguer).

Meditazione del giorno a cura di monsignor Douglas Regattieri, Vescovo di Cesena-Sarsina, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ARTPer abbonamenti: info@edizioniart.it

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ZENIT Staff

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