Un Vescovo avverte della situazione critica ai confini del Sudan

KOENIGSTEIN (Germania), domenica, 19 giugno 2011 (ZENIT.org).- Un Vescovo sudanese avverte di un nuovo genocidio in Sudan, mentre la popolazione della regione di frontiera del Sud Kordofan fugge per cercare sicurezza.

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A poche settimane dalla separazione del Sud Sudan dal suo vicino del nord, la regione tra loro è un focolaio di conflitto.

Il Vescovo Macram Max Gassis di El Obeid ha parlato mercoledì all’associazione caritativa internazionale “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS), affermando che migliaia di persone stanno fuggendo dallo Stato di frontiera del Sud, dove la situazione “è estremamente critica, soprattutto nella capitale Kadugli”.

Tra le popolazioni più colpite ci sono i Nuba, sia musulmani che cristiani, ha spiegato il Vescovo Gassis. La regione del Sud Kordofan fa parte della Diocesi del Vescovo di El Obeid, che si estende prevalentemente nella metà settentrionale del Sudan.

Il conflitto nel Sud Kordofan risale all’inizio di questo mese, quando Kadugli è stata attaccata dall’esercito del Nord; un pastore protestante è stato ucciso.

Giovedì, l’esercito del Nord Sudan e il Sudanese People’s Liberation Army (SPLA) hanno avviato dei negoziati.

Il Sud Kordofan, insieme all’Abyei e al Blue Nile, è una delle tre regioni tra Nord e Sud il cui status non è ancora stato stabilito. Nel referendum di gennaio, il Sud del Sudan ha votato con una schiacciante maggioranza per l’indipendenza dal Nord, e diventerà ufficialmente una Nazione indipendente il 9 luglio.

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ZENIT Staff

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