Sant’Ambrogio, un esempio anche per i nostri giorni

Corso di formazione teologico-pastorale per sacerdoti alla Lateranense

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di Massimiliano Padula

ROMA, mercoledì, 1° dicembre 2010 (ZENIT.org).- Illustrare i principi che hanno ispirato la vita di sant’Ambrogio, vescovo di Milano tra il 374 e il 397. E’ stato questo il proposito al centro della lezione del Vescovo Enrico dal Covolo, Rettore Magnifico della Pontificia Università Laterenense, in occasione del secondo incontro del Corso di formazione teologico-pastorale per sacerdoti, il 29 novembre, nell’aula Paolo VI dell’ateneo del Laterano.

«I padri – ha spiegato dal Covolo -, realizzando una sintesi armonica tra intimità con la Parola e servizio del prossimo, hanno marcato in modo irreversibile la storia del cristianesimo, a tal punto che ogni pastore della Chiesa, se vuole essere un pastore autentico, deve confrontarsi con il loro esempio e la loro testimonianza».  

Il Rettore ha raccontato poi alcune tappe della vita di Ambrogio soffermandosi sul suo ruolo di maestro di formazione sacerdotale e sul suo incontro con Agostino. Quest’ultimo, dopo le sue esperienze negative di maestro a Cartagine e a Roma, approdò a Milano e rimase letteralmente affascinato da Ambrogio e dalla lettura che egli faceva delle Scritture.

Mons. dal Covolo, citando più volte le Confessioni, ha ricordato come nonostante tra i due non ci fu mai un dialogo intenso, Agostino restò positivamente contagiato «dalla vita di Ambrogio, dal suo spirito di preghiera, dalla sua carità verso il prossimo e dal fatto che egli si manifesta uomo di Chiesa impegnato nell’animazione delle liturgie. Agostino colse nel suo maestro il progetto coraggioso di edificare una Chiesa unita e matura».   

«Esempi come quelli di Vescovi santi come Ambrogio e Agostino rappresentano – ha concluso– un modello per i sacerdoti del duemila. Essi affidano a noi il testimone che è passato tra le loro mani, perché la fede, la speranza e l’amore possano vincere il mondo». 

La lezione di dal Covolo è stata introdotta dal direttore dell’Ufficio per la pastorale universitaria del Vicariato di Roma, mons. Lorenzo Leuzzi, che ha sottolineato come il corso di formazione per sacerdoti sia «l’occasione per creare un gruppo di presbiteri che proseguano la relazione per diffondere i contenuti acquisiti ai propri confratelli e diventare pastori in Cristo a servizio della Chiesa». 

Sono circa quaranta i sacerdoti iscritti. Tra questi, don Gibu, diacono indiano e studente di cristologia, secondo cui «la conoscenza profonda della teologia pastorale» potrà arricchire in futuro il suo «ministero sacerdotale quotidiano». Anche don Miguel, studente spagnolo di teologia, giudica interessante questa iniziativa: «sono stato ordinato da un anno e, quindi, seguo questo corso per avere una visione pastorale più ampia e efficace».

L’iniziativa, dopo la lezione introduttiva del 15 novembre scorso del Prefetto della Congregazione per il Clero, Cardinale Mauro Piacenza e dopo l’intervento di mons. dal Covolo, proseguirà con altri quattro incontri.

Il prossimo 17 gennaio sarà Sergio Lanza a relazionare su Evangelizzatori della nuova evangelizzazione mentre le due ultime lezioni frontali saranno tenute dallo stesso mons. Leuzzi (31 gennaio) e da mons. Antonio Staglianò (14 febbraio). Il corso si concluderà il 28 febbraio, con una giornata teorico-pratica coordinata da mons. Dario Edoardo Viganò e don Antonio Sabetta e presieduta da mons. Arturo Aiello, Vescovo di Teano-Calvi.  

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ZENIT Staff

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