Verbum Domini: riflessioni e applicazioni

Secondo monsignor Gianfranco Ravasi e monsignor Nikola Eterović

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di Carmen Elena Villa

CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 12 novembre 2010 (ZENIT.org).- Se Papa Benedetto XVI ha voluto dedicare un’Assemblea sinodale alla Parola di Dio nel 2008 “forse c’era un po’ di polvere e bisognava rimetterla al centro”, ha affermato il Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, monsignor Gianfranco Ravasi.

Il futuro Cardinale è intervenuto questo giovedì alla presentazione dell’Esortazione Apostolica post-sinodale Verbum Domini, svoltasi nella Sala Stampa della Santa Sede e che ha contato anche sulla presenza del Cardinale Marc Ouellet P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi, di monsignor Nikola Eterović, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, e del sottosegretario monsignor Fortunato Frezza.

Monsignor Eterović ha affermato che il titolo dell’Esortazione Apostolica permette di “percepire la concordanza e quindi la continuità tra l’Antico e il Nuovo Testamento”.

Gli obiettivi di questo documento pontificio, ha segnalato, sono “comunicare i risultati dell’Assemblea sinodale, riscoprire la Parola di Dio, fonte di costante rinnovamento ecclesiale”, “promuovere l’animazione biblica della pastorale, essere testimoni della Parola” e “intraprendere una nuova evangelizzazione”.

I pericoli del fondamentalismo

Monsignor Ravasi ha definito il documento pontificio “altamente teologico e pastorale”.

E’ un’Esortazione Apostolica che invita a compiere una retta interpretazione delle Sacre Scritture e avverte dei pericoli dei gruppi fondamentalisti, “che usano a volte una traduzione da una traduzione dell’inglese”, ha osservato.

“L’illusione è tale che la fedeltà materiale diventa l’infedeltà al contenuto”, ha sottolineato il Presidente del dicastero vaticano riferendosi al fondamentalismo biblico.

Mezzi che aiutano a comprendere la Parola

Monsignor Eterović ha sottolineato dal canto suo come il documento sottolinei alcuni mezzi che aiutano ad approfondire il messaggio della Parola di Dio, come la liturgia, le missioni, i ritiri spirituali, i pellegrinaggi.

Quanto alle celebrazioni liturgiche, ha detto che è necessario prestare una particolare attenzione a risorse esteriori come “il tempio, l’ambone, l’altare”, e “agli stessi strumenti di diffusione acustica delle letture bibliche”.

Allo stesso modo, risulta di grande importanza il canto, che “favorisce la percezione unitaria della liturgia”, che “si alimenta della Parola di Dio dall’inizio e nello svolgimento delle diverse parti celebrative”.

Il presule ha quindi rimarcato come il Papa, oltre a sintetizzare gli interventi dei Padri sinodali, illumini il tutto con aspetti chiave del suo magistero.

“Prendendo in considerazione tali fatti, si potrebbe concludere che il Santo Padre Benedetto XVI può essere definito il Papa della Parola di Dio”, ha concluso.

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ZENIT Staff

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