Omaggio dei medici cattolici latinoamericani al genetista Lejeune

Congresso celebrato a Buenos Aires si conclude nel Santuario di Luján

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BUENOS AIRES, martedì, 20 ottobre 2009 (ZENIT.org).- Con una Messa di azione di grazie celebrata questa domenica nel Santuario nazionale di Nostra Signora di Luján si è concluso il V Congresso della Federazione delle Associazioni Mediche Cattoliche Latinoamericane e Primo Congresso Latinoamericano dell’Équipe Sanitaria, realizzato nelle strutture del Collegio Champagnat di Buenos Aires dal 16 al 18 ottobre.

Il Congresso, il cui tema è stato “Scienza, tecnologia e fede”, si è svolto in coincidenza con l’80° anniversario del Consorzio dei Medici Cattolici di Buenos Aires e in omaggio al genetista francese Jerôme Lejeune.

La sessione inaugurale, che ha contato sulla presenza del Nunzio Apostolico, monsignor Adriano Bernardini, è stata presieduta, venerdì pomeriggio, dal presidente del Consorzio, il dottor Alejandro Nolazco, che nel suo discorso ha affermato che “l’aborto provocato è semplicemente un omicidio”.

Prima del suo intervento, il consulente ecclesiastico del Consorzio, il sacerdote Juan Claudio Sanahuja, ha letto un messaggio di Papa Benedetto XVI, che ha inviato la sua benedizione apostolica ai partecipanti al Congresso.

Dopo la lettura del messaggio del presidente della Federazione delle Associazioni Mediche Cattoliche, il dottor José María Simón Castellví, che non ha potuto recarsi all’incontro com’era previsto, è intervenuto il presidente della Federazione delle Associazioni Mediche Cattoliche Latinoamericane, il dottor Francisco Díaz Herrera, del Cile.

All’atto inaugurale hanno assistito diplomatici di Indonesia, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Paraguay, Perù e Porto Rico.

Omaggio a Lejeune

Rendendo omaggio al genetista Jerôme Lejeune, lo scopritore della causa della sindrome di Down – definito “saggio, scienziato e santo” e di cui due anni fa è stata avviata la causa di beatificazione –, il dottor Nolazco ha chiesto di pregare Dio perché “il suo processo di beatificazione abbia successo e così il suo esempio in difesa della vita umana nascente smetta di essere qualcosa di privato, e con questo riconoscimento da parte delle autorità della Chiesa sia possibile seguirlo e proporlo pubblicamente a tutti i nostri colleghi”.

Circa 400 persone hanno partecipato a 40 laboratori su numerosi temi del mondo medico e umano.

Tra le varie iniziative, sono state affrontate questioni importanti come “Aspetti etici nella manipolazione embrionale”, “Il medico come paziente”, “Silenzio sulla sindrome post-aborto”, “Trapiantologia e bioingegneria di sostituzione all’alba del XXI secolo”, “Sfide dei professionisti sanitari di fronte al flagello della droga”, “Programma nazionale di educazione sessuale integrale”, “Aids: fattori di rischio di trasmissione verticale”.

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ZENIT Staff

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