Il Papa: don Sturzo, “modello di servizio al bene comune”

Nel messaggio al Convegno internazionale apertosi oggi a Catania

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ROMA, venerdì, 2 ottobre 2009 (ZENIT.org).- Don Luigi Sturzo è ancora oggi per sacerdoti e laici un “modello di servizio al bene comune”. E’ quanto afferma il Papa, in una lettera a firma del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano, inviata al Convegno internazionale che si è aperto questo venerdì a Catania, alla presenza di oltre 1000 partecipanti.

“Don Luigi Sturzo, uomo dello Spirito” è il titolo dell’incontro che si svolge il 2 e il 3 ottobre presso il centro congressuale “Le ciminiere” di Catania, e il 4 ottobre presso la residenza estiva della famiglia Sturzo a Caltagirone.

Il convegno – organizzato in occasione del cinquantesimo anniversario della morte del fondatore del Partito popolare italiano – è stato inaugurato dai saluti dell’Arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina, dall’Arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo, e di mons Mariano Crociata, Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana.

I lavori sono organizzati per sessioni che – attraverso la lettura di brani sturziani, relazioni e dibattiti – sono dedicate, in successione, all’analisi della concezione cristiana della politica, della cultura, dell’economia, della società e della giustizia.

“La presenza al simposio di eminenti rappresentanti della Chiesa e dello Stato – si legge nel messaggio del Cardinale Bertone – attesta che la figura di don Luigi Sturzo conserva tuta la sua attualità per i sacerdoti e per i fedeli laici”.

“Per tutti i cittadini, e in special modo per quanti rivestono responsabilità amministrative e di governo – continua il messaggio –, egli è modello di integerrimo, competente e appassionato servizio al bene comune, in modo tale da anticipare, per molti aspetti, quella ‘Caritas in veritate’ che Sua Santità ha scelto quale tema centrale della sua recente enciclica di tagli sociale”.

“La figura di Sturzo – ha dichiarato Salvatore Martinez, Presidente di Rinnovamento nello Spirito Santo e della Fondazione ‘Mons. Francesco Di Vincenzo’, che hanno organizzato il convegno – a 50 anni dalla sua morte, continua ancora a veicolare i grandi valori della tradizione democratica, al di là delle appartenenze ideologiche”.

Nel suo discorso di saluto, mons. Mariano Crociata ha ricordato di don Sturzo “l’amore indefesso per il sacerdozio, la completa dedizione all’Eucarestia come sacramento vivificante e all’Eucarestia come popolo da edificare […] l’obbedienza alla Chiesa e ai superiori, la fortezza umana sposata ad una infinita umiltà, una salute che faceva penare, il coraggio di intraprendere cose nuove, il non fermare il proprio ministero sul sagrato dell’edificio di culto”

Don Sturzo, ha proseguito il Vescovo, “visse con una intensità resa possibile da un costante lavoro di distinzione del valore di questa azione sacramentale dal resto delle pratiche di devozione, che non disprezzò ma che seppe dimensionare orientando la propria vita di credente e di prete su ciò che noi oggi, grazie al Concilio, professiamo con rinnovata certezza quale fonte e culmine della vita cristiana”.

“Come ogni prete dovrebbe – ha proseguito –, si è speso per edificare il popolo, e per essere compagno degli uomini e delle donne di buona volontà”.

“Don Luigi ci ha insegnato quanto sia vero che nella Chiesa si può edificare senza primeggiare – ha ricordato –, si può fare molto con poco potere. Di quale magistero e di quale edificante testimonianza è stato capace permanendo nel servizio, quello vero e pesante, quello spesso incompreso, non quello che si menziona solo come fosse un soprannome dato a cariche, prestigio, o visibilità!”.

“Forse don Luigi non sarà un modello ripetibile – ha concluso –, ma di certo è testimone e sprone ad una misura elevatissima di intensità nella vita interiore, di intensità nell’obbedienza ecclesiale, di intensità nel coraggio dell’agonismo, e di intensità nel coraggio del rinnovamento”.

“La figura di Sturzo – ha dichiarato Salvatore Martinez Presidente RnS e fondazione “Mons. Di Vincenzo” – a 50 anni dalla sua morte, continua ancora a veicolare i grandi valori della tradizione democratica, al di là delle appartenenze ideologiche”.

“Questo Convegno – ha continuato – è dunque occasione di incontro tra anime diverse, ognuna chiamata a dare il proprio contributo per attualizzare il pensiero di Sturzo e dare risposte alla crisi morale ed economica che la nostra società sta attraversando”.

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ZENIT Staff

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