Svizzera: pellegrinaggio nazionale per l'unità della Chiesa

Convocato per le divisioni aggravate dall’avvicinamento ai lefebvriani

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di Patricia Navas

EINSIEDELN (Svizzera), venerdì, 5 giugno 2009 (ZENIT.org).- Circa 2.000 persone di tutte le regioni della Svizzera hanno partecipato questo lunedì nella Basilica dell’Abbazia di Einsiedeln al pellegrinaggio nazionale per l’unità della Chiesa.

Lo segnala un comunicato della Conferenza Episcopale Svizzera (CES), promotrice dell’iniziativa.

Il pellegrinaggio è iniziato con una celebrazione liturgica festiva in cui il Nunzio Apostolico in Svizzera, monsignor Francesco Canalini, ha rivolto ai presenti un saluto del Papa.

Il presidente della CES, monsignor Kurt Koch, Vescovo di Basilea, ha espresso la speranza che la Chiesa superi la formazione di fazioni opposte.

I Vescovi svizzeri hanno convocato il pellegrinaggio nazionale per l’unità della Chiesa e con Papa Benedetto XVI come risposta alle attuali divisioni interne alla Chiesa.

“Avvenimenti degli ultimi mesi e settimane come la remissione della scomunica ai Vescovi della Fraternità San Pio X hanno dato luogo a intensi dibattiti sul significato dell’unità della Chiesa, sull’interpretazione del Vaticano II e sull’atteggiamento della Chiesa per affrontare una forte polarizzazione”, indica il comunicato.

Nella sua omelia, pronunciata nelle quattro lingue nazionali, monsignor Koch ha invitato a “essere aperti, a perdonare, con la forza dello Spirito Santo, ciò che sembra umanamente imperdonabile”.

“Una riconciliazione ottenuta per questa via non è facile, richiede un duro lavoro che non teme di affrontare la verità”, ha indicato.

L’Arcivescovo ha lamentato che “la nostra Chiesa dà l’impressione di occuparsi meno del messaggio del Vangelo che delle persone e dei gruppi che si esprimono nell’opinione pubblica”.

Ha anche deplorato “la formazione di fazioni nella Chiesa che, come conseguenza dei loro diversi stili – conservatore o progressista, fondamentalista o liberale, reazionario o riformatore, come vengono chiamati – non si parlano né pregano insieme”.

Monsignor Koch ha ricordato che la fede in Gesù Cristo è fonte di unità e pace nella Chiesa.

“Non possiamo raggiungere da soli l’unità e la pace nella Chiesa”, ha detto, perché sono doni dello Spirito Santo.

“La Chiesa è comunione con il Dio vivo, è anche comunione di credenti”, ha aggiunto.

Il pellegrinaggio di lunedì è servito anche come inizio dell’assemblea ordinaria della Conferenza Episcopale Svizzera, celebrata dal 1° al 3 giugno.

Nell’assemblea, i Vescovi hanno condiviso le lamentele che hanno ricevuto da molti fedeli per il modo in cui alcuni mezzi di comunicazione hanno trattato la remissione della scomunica ai Vescovi ordinati dall’Arcivescovo Marcel Lefebvre e i viaggi del Papa in Africa e in Terra Santa.

“Buona parte dei mezzi di comunicazione informa correttamente, ma altri approfittano di queste opportunità per attaccare la Chiesa e il Papa in modo degradante”, hanno affermato i presuli.

“Come qualsiasi persona pubblica, anche il Papa ha diritto al rispetto della sua dignità”, hanno aggiunto, invitando i fedeli a intervenire direttamente in questi casi nei media che informano in modo non corretto.

[Traduzione dallo spagnolo di Roberta Sciamplicotti]

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ZENIT Staff

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