Discorso del Papa nel ricevere la cittadinanza onoraria di Mariazell

CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 22 gennaio 2009 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito il discorso che Benedetto XVI ha pronunciato questo mercoledì, nell’aula Paolo VI, nel ricevere la cittadinanza onoraria del Comune di Mariazell, in Australia.

 

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Eccellenza,

caro mons. Kapellari,

signor Sindaco,

caro padre Karl,

cari amici,

non riesco a nominare tutti quelli che dovrei elencare…

signor Ambasciatore, naturalmente!

In questo momento posso soltanto dire semplicemente un grazie di cuore, rispondere a un “Vergelt’s Gott”. Sono contento di essere ora un cittadino di Mariazell e di poter vivere così vicino alla Madre di Dio. Ovviamente, mi sono tornate alla mente le due visite che Lei ha menzionato: nel 2004, con i Notai europei avendo un tempo splendido. Insieme abbiamo allora percepito che cosa sia capace di costruire l’Europa, da dove essa provenga, in che cosa consista la sua identità, e attraverso che cosa l’Europa possa sempre nuovamente tornare ad essere se stessa: attraverso l’incontro con il Signore, al quale ci conduce sua Madre. Infatti, proprio nella Madre noi sentiamo che Dio è diventato uomo. E così abbiamo percepito la gioia dell’essere insieme, la forza delle nostre radici e con essa anche la possibilità di un nuovo futuro insieme.

Durante la visita pastorale è, invece, piovuto. Ma io trovo che proprio la pioggia ci ha fatto essere ancora più legati e più vicini: la pioggia ci ha avvicinati e ci ha dato ancora di più questa sensazione dell’”insieme”, dell’”insieme con il Signore e con sua Madre”. Mons. Kapellari allora coniò l’espressione: “i cattolici sono a prova di pioggia”. Abbiamo poi anche potuto constatare quanto fosse è vero. E così proprio nella pioggia è nata la gioia. Ci siamo accorti che a volte può essere positivo “stare sotto la pioggia”, che la pioggia può essere una grazia – il Direttore de L’Osservatore Romano coniò a sua volta un’espressione, scrivendo che questa sarebbe stata una “pioggia di grazie” – e che forse a volte anche nella storia può essere utile “stare sotto la pioggia”, perché ci si viene a trovare nel posto giusto per fare la cosa giusta.

Mariazell è molto più di un “luogo”: è l’attualizzazione di storia viva di un pellegrinaggio di fede e di preghiera nei secoli. E con questo pellegrinaggio di preghiera nei secoli, che si percepisce quasi fisicamente, non sono presenti solamente le preghiere e le invocazioni degli uomini, ma è presente anche la realtà di una risposta: noi sentiamo che la risposta esiste, che non allunghiamo la mano verso qualcosa di sconosciuto, ma che Dio c’è e che attraverso sua Madre Egli vuole essere particolarmente vicino a noi. Questo sentimento di gratitudine ci avvolge in quel luogo, e per questo, appunto, sono felice di essere con il cuore, e ormai anche – per così dire – “di diritto” domiciliato a Mariazell.

Secondo ogni probabilità, in questa vita non riuscirò più a recarmici in pellegrinaggio fisicamente, ma ora lì ci vivo veramente ed in questo senso sono sempre lì presente. E nelle passeggiate che faccio nei paesaggi dei ricordi, torno sempre a fare una sosta a Mariazell, proprio anche perché sento come la Madre, lì, ci viene incontro e ci riunisce tutti. La Madonna di Mariazell ha nomi imponenti – Magna Mater Austriae, Domina Magna Hungarorum, Magna Mater gentium slavorum – e questi grandi titoli esprimono come, là dove gli uomini vengono dalla Madre – e dal Padre –, lì diventano fratelli, lì nasce l’unità, c’è una forza unificante, e a partire da ciò si può poi costruire la comunione. E soprattutto: Maria è, sì, la Magna Mater, ma la sua grandezza si manifesta proprio nel fatto che Ella si rivolge ai piccoli ed è presente per i piccoli, che possiamo recarci da lei in qualunque momento, senza dover pagare alcun biglietto d’ingresso, semplicemente portando il cuore. Impariamo da lei, in questo modo, cosa è veramente “grande”: non il fatto di essere “inavvicinabile”, non la maestà esteriore, ma proprio la bontà del cuore che apre a tutti l’essere in comunione gli uni con gli altri.

Ecco, per concludere, ancora una volta vi dico di cuore “Vergelt’s Gott” e tante grazie per avere fatto di me un cittadino di Mariazell! Questo rimarrà profondamente radicato nel mio cuore. Caro mons. Kapellari, cari Professori, forse avrei dovuto dire qualcosa anche per il libro, ma la Madonna è così grande che il libro, poi, vi è incluso! Grazie di cuore per tutto!