CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 12 febbraio 2007 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ritiene che in tempi caratterizzati dal soggettivismo sia più necessario che mai nella vita pubblica il coraggio di dire e seguire la verità.

Lo ha constatato questo sabato ricevendo in udienza i membri di una delegazione dell’Accademia delle Scienze Morali e Politiche di Francia, di cui il Cardinale Joseph Ratzinger è stato eletto membro associato straniero il 13 gennaio 1992.

Il Papa occupa in questa istituzione il posto lasciato libero dal defunto premio Nobel per la Pace Andrei Dmitrievich Sajarov, fisico nucleare russo, attivista nel campo dei diritti umani.

L’Accademia, come ha ricordato il Papa, è un luogo di scambio che cerca di proporre a tutti i cittadini e ai legislatori riflessioni per aiutare a “trovare le forme di organizzazione politica più favorevoli al bene pubblico e allo sviluppo dell'individuo”.

Riferendosi al contesto culturale attuale, caratterizzato dal soggettivismo, “che fa sì che ognuno tenda a considerarsi come unico punto di riferimento e a ritenere che quello che lui pensa abbia carattere di verità”, il successore dell’apostolo Pietro ha chiesto di “formare le coscienze sui valori fondamentali, che non possono essere scherniti senza mettere in pericolo l'uomo e la società stessa”.

Raccogliendo l’eredità spirituale di Sajarov, ha ricordato che “è necessario, nella vita personale e nella vita pubblica, avere il coraggio di dire la verità e di seguirla, di essere liberi rispetto al mondo circostante che tende spesso a imporre i suoi modi di vedere e i comportamenti da adottare”.

“La vera libertà consiste nel procedere lungo il cammino della verità, secondo la propria vocazione, sapendo che ognuno dovrà rendere conto della propria vita al suo Creatore e Salvatore”, ha sottolineato il Pontefice.

Per questo, ha considerato che i giovani si trovano in questo momento davanti alla sfida di “non vivere semplicemente nell'esteriorità, nell'apparire, ma nello sviluppare la vita interiore, ambito unificatore dell'essere e dell'agire, luogo del riconoscimento della nostra dignità di figli di Dio chiamati alla libertà”.

“E’ importante che l'uomo non si lasci ostacolare da catene esteriori, come il relativismo, la ricerca del potere e del profitto a ogni costo, la droga, rapporti affettivi sregolati, la confusione nel campo del matrimonio, il non riconoscimento dell'essere umano in tutte le fasi della sua esistenza, dal suo concepimento alla sua fine naturale”.

“Dobbiamo avere il coraggio di ricordare ai nostri contemporanei cos'è l'uomo e cos'è l'umanità”, ha detto il Papa.

Per questo, ha concluso invitando “le Autorità civili e le persone che hanno una funzione nella trasmissione dei valori ad avere sempre questo coraggio della verità sull'uomo”.

[Per ulteriori informazioni sull’Accademia, http://www.asmp.fr]