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Yemen. La denuncia dei salesiani: “Il paese è un inferno”

I missionari continuano a rimanere accanto alla gente sofferente per la mancanza di cibo, acqua, medicinali ed elettricità

È una situazione ogni giorno più insostenibile quella che descrivono i salesiani presenti nello Yemen, i quali continuano a rimanere nel paese per stare vicino alla gente, attualmente bisognosa di assistenza umanitaria urgente, come riferito da organizzazioni internazionali. In particolare “i più poveri, come sempre, sono quelli che soffrono di più”, raccontano i salesiani all’agenzia Ans, “manca l’elettricità, solo in alcuni giorni si riescono ad avere 3 o 4 ore di energia, le infrastrutture sono distrutte dai bombardamenti, mancano i medicinali, l’acqua, il cibo…”.

Città come Aden e Taiz – spiega ancora l’agenzia salesiana – vengono devastate: “Ad Aden hanno luogo pesanti combattimenti e c’è una grande carenza dei bisogni più elementari. La vita lì è davvero miserabile”, affermano i missionari. A peggiorare le cose “sembra che ci sia una epidemia di Dengue“, causata probabilmente dalla mancanza di pulizia e dalla presenza di cadaveri nelle strade per giorni e giorni. Secondo quanto riferito dai salesiani, circa 5.000 persone sono stati colpiti e alcuni sono morti.

Ad Aden, in aggiunta, due delle tre chiese animate dai salesiani sono state saccheggiate e parzialmente distrutte. “Hanno rotto le immagini e hanno preso quel poco che c’era di valore, ma questi sono solo gli edifici. Abbiamo a cuore le persone che stanno cercando di sopravvivere”, hanno riportato i missionari alla Procura Missionari Salesiana di Madrid. “Milioni di persone vivono in modo veramente miserabile, continuamente nella paura dei bombardamenti. Molte sono mutilate o sono vittime di gravi ferite. Inoltre, il danno psicologico nei bambini e giovani è impossibile da calcolare”. 

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