Dona Adesso

Vocazione San Matteo, Caravaggio (1571 – 1610) / Wikimedia Commons - Paul Hermans, Public Domain

San Matteo e la via ‘misericordiosa’ alla legge

L’Ordinario Militare, mons. Marcianò, celebra la festa della Guardia di Finanza

Il messaggio della guarigione dal peccato raggiunge ognuno di noi, compresi gli uomini “a servizio dei cittadini, a servizio delle istituzioni, della legge”. Così avvenne con San Matteo, il pubblicano, “un peccatore salvato, un professionista guarito dal suo modo di considerare le cose e gli averi superiori alle persone”.

Con queste parole, monsignor Santo Marcianò, Ordinario Militare per l’Italia, ha introdotto l’omelia in occasione della festa di San Matteo, patrono della Guardia di Finanza, per la quale il presule ha celebrato messa ieri nel Salone d’Onore della Caserma “Gen. B. Sante Laria” – Roma.

Matteo, ha spiegato Marcianò, è “un uomo toccato dalla grazia di uno sguardo che gli ha svelato come non ci sia legge senza misericordia, giustizia senza verità, servizio senza amore”. Legge che, ha aggiunto l’Ordinario, va “anzitutto ascoltata” rileggendo in essa “una storia, una tradizione, una necessità che ha portato a formularla”.

Parimenti, gli uomini della Guardia di Finanza svolgono un “servizio alla storia del nostro Paese, alle sue radici antropologiche, al ricordo dello spessore umano, morale e spirituale dei tanti uomini che, nel tempo, hanno fatto l’Italia”, svolgendo anche un servizio alla “legalità”.

Ed è proprio quando la legalità è disattesa finanche dagli “uomini di legge” o “di Chiesa” che la cosa desta “scandalo”; lo stesso scandalo che Matteo percepisce quando decide di non imporre più agli altri “pesi che non si accetta di portare” e, quindi, di seguire Gesù.

La legge ha infatti un “grande valore pedagogico” e, nella sua trasmissione, c’è “un reale invito alla paternità” e “difendere la legge” significa custodire anche “coloro che la trasgrediscono, la rifiutano, la tradiscono”. Grazie a questa “esperienza di paternità e di misericordia”, ci ricordiamo che “non sono i sani che hanno bisogno del medico ma i malati”.

Essere uomini di legge significa “testimoniarlo ogni giorno” nelle attività ordinarie e la legge non è solo qualcosa da “ascoltare”, “seguire” e “raccontare” ma anche cui “appartenere”, in quanto appartenenti alla “casa comune”.

Appartenere” alla legge, vuol dire fare in modo che “le leggi, comprese quelle dell’economia e del mercato, non prendano definitivamente la strada” del “profitto” – come ammonisce anche papa Francesco – con la presunzione che i problemi della fame e della miseria nel mondo si risolvano semplicemente con la crescita del mercato.

San Matteo, quindi, dopo essere stato guardato da Gesù, ci insegna a “guardare in altro modo alla realtà e alla legge: non più come strumento di potere, disequità, arricchimento ma come via di fratellanza, amore e misericordia”, ha poi concluso monsignor Marcianò.

About Luca Marcolivio

Roma, Italia Laurea in Scienze Politiche. Diploma di Specializzazione in Giornalismo. La Provincia Pavese. Radiocor - Il Sole 24 Ore. Il Giornale di Ostia. Ostia Oggi. Ostia Città (direttore). Eur Oggi. Messa e Meditazione. Sacerdos. Destra Italiana. Corrispondenza Romana. Radici Cristiane. Agenzia Sanitaria Italiana. L'Ottimista (direttore). Santini da Collezione (Hachette). I Santini della Madonna di Lourdes (McKay). Contro Garibaldi. Quello che a scuola non vi hanno raccontato (Vallecchi).

Share this Entry

Sostieni ZENIT

Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare ZENIT a crescere con una donazione