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Quando la fede è nel buio

Mai scoraggiarsi! Anche quando sembra che Dio non parli, Lui c’è. E se abbiamo dubbi, ascoltiamo esperienze accadute ad altri fratelli nella fede

Come avrei voluto che tu fossi una mia prof!

Forse ora non starei così…forse avrei trovato da tempo il mio cammino e ora nel momento della tempesta mi affiderei al Signore con più fiducia e meno timore. Invece sono terrorizzata e quel che è peggio è che chi continua a passare le notti leggendo pregando e piangendo è una mamma che deve aiutare il suo bambino ma non trova la forza. È stato un anno difficile legato ad alcuni problemi di salute. È stato un anno anche prezioso per la nascita del mio secondo bimbo che invece mi guarda e guarda al futuro sorridendo, cercando a suo modo di dare alla sua mamma un po’ di forza. Io faccio di tutto per cercare di galleggiare in queste acque, cercando di rassegnarmi alla volontà di Dio, di sperare, di pregare…

Leggendo preghiere, letture e il tuo splendido blog che mi dà la forza di andare avanti giorno dopo giorno…ma l’acqua mi sovrasta e mi toglie il respiro. Io che ho sempre avuto una vita facile tutta in discesa ora mi trovo davanti ad una salita enorme e impossibile …leggo che il Signore è sempre al nostro fianco e non ci chiede di più di quanto possiamo dare… Ma mi accorgo di non avere fiducia a sufficienza per andare avanti e questo mi spaventa ancora di più perché mi fa capire che la mia fede vacilla e senza quella io sono finita…

Chiara

Carissima Chiara,

leggendo la tua lettera mi sembrava di rivivere il periodo difficilissimo che mi ha costretta a partorirmi di nuovo. Questo è il motivo per cui ti rispondo pubblicamente: sono infatti convinta che sia più utile condividere le nostre debolezze che non i nostri successi.

Intendiamoci: l’obiettivo del nostro camminare è la vittoria; il primo posto del podio! Un primo posto “personalizzato” che si conquista vincendo i nemici che sono dentro di noi. E di nemici che remano contro la nostra felicità ne abbiamo tanti. Uno di questi è l’angoscia.

L’angoscia bussa alla nostra porta e con paziente efficacia, ci piega (facendoci vedere solo la terra e mai il Cielo); ci squarcia l’anima (convincendoci che il nostro futuro sarà per sempre monocromatico e, ovviamente, nero) e ci immobilizza (togliendoci ogni energia vitale). E’ allora che inizia una lotta interiore pazzesca; una corsa controvento faticosa; un nuotare nonostante i crampi.

In quei momenti (la cui durata varia) c’è un parola che dobbiamo tenere sempre a mente: “Quando sono debole è allora che sono forte” (2 Cor 12). In quella frase intuisco che Dio è misteriosamente vicino ad ogni nostra lacrima, per darle un valore di forza futura. Ogni notte insonne passata a cercare disperatamente il Padre, ci fa appartenere ancora di più a Lui, inondando il prato della nostra anima di semi divini che fioriranno. Anzi: stanno già fiorendo.

Ogni preghiera arrabbiata e dolorante che facciamo, rinnova in noi l’antica scelta di Giobbe di ribellarsi a Dio dicendo con le labbra “Maledetto il giorno…” ma sussurrando con il cuore “Ti prego, non mi lasciare”. Ogni pagina della Bibbia letta nel buio dell’angoscia, ci fa ridire come Pietro: “Dove andare lontano da te, Signore? Tu solo hai parole di vita eterna”.

Sono momenti sacri che ci fanno intuire che per vedere l’arcobaleno bisogna apprezzare anche la pioggia. Sono trattative che si fanno con Dio, urlandoGli con tutta l’anima: “Dopo tutta questa fatica, io in fondo al tunnel non voglio la luce; voglio come minimo i fuochi d’artificio!”. E mentre ci arrampichiamo sulla montagna impervia della fede, aggrappandoci ad ogni più piccolo ramo, i nostri muscoli si rafforzano e l’orizzonte si riempie di promesse future. Di rami a cui aggrapparsi ce ne sono tanti. 

Un’amica che ha la parola giusta al momento giusto.

Un medico che dà l’indicazione corretta per affrontare una malattia.

Un libro che apre l’orizzonte che tu stavi cercando proprio in quel momento.

Un familiare che si sdraia al tuo fianco, finché non avrai anche tu la forza di rialzarti.

Un film che risolleva il tuo animo delicato, dicendoti: “E’ possibile farcela”.

Una passeggiata che fa entrare ossigeno pulito nei polmoni della tua mente.

Un sacerdote che ti ricorda che la fede coglie la verità molto prima dell’esperienza.

Un dialogare “continuo” con Dio, nonostante “continua” sia l’angoscia.

Un leggere la vita dei santi, per essere incoraggiati dalle loro debolezze.

Tanti rami messi lì, davanti a noi, non casualmente.

Ma che non esiste il caso, te ne accorgi dopo anni. Lì per lì il silenzio di Dio fa solo rimbombare domande antiche: “Dov’è Dio? Perché non mi parla?”. Niente sembra giovare. Buio e silenzio! E invece… E invece stiamo camminando; ci stiamo trasformando. Mai scoraggiarsi quindi! Dio c’è e quando abbiamo dei dubbi, ascoltiamo esperienze accadute ad altri fratelli nella fede. Le testimonianze vere ci incoraggiano più di mille parole!

Amo il Signore, perché ascolta
il grido della mia preghiera.

Verso di me ha teso l’orecchio
nel giorno in cui lo invocavo.

Ritorna, anima mia, al tuo riposo,
perché il Signore ti ha beneficato.

Sì, hai liberato la mia vita dalla morte,
i miei occhi dalle lacrime,
i miei piedi dalla caduta.

(dal Salmo 116)

P.S. Quando c’è di mezzo la salute e la salute dei bambini, ogni nostro grido di dolore intriso di rabbia, sale a Dio attirandoci la sua compassione. Nei salmi l’uomo sofferente si sfoga, urla e protesta contro Dio. E non mi pare che Dio si allontani dalla sua creatura per questo. E neanche si offende, stiamone certi. Lui sa…

[Fonte: www.intemirifugio.it]

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