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Mons. Auza: “L’umanità sia liberata dallo spettro di una guerra nucleare”

Intervenendo all’Assemblea Generale dell’Onu, l’osservatore vaticano torna a chiedere il totale disarmo e il rispetto del trattato di non proliferazione

Un nuovo accorato appello per il disarmo nucleare è arrivato dall’Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Onu, monsignor Bernardito Auza, intervenuto ieri alla 71° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

“La Santa Sede fa proprio il grido dell’umanità di essere liberata dallo spettro di una guerra nucleare”, ha dichiarato in primo luogo il rappresentante vaticano.

Le armi nucleari, ha denunciato il presule, offrono un “falso senso si sicurezza”, mentre è una “tragica illusione” pensare che esse possano funzionare da deterrente. Pertanto, ha aggiunto Auza, il possesso di tali armi è “moralmente sbagliato”, nonché un affronto “all’intero quadro delle Nazioni Unite”.

In linea con il pensiero di papa Francesco, l’Osservatore Permanente ha espresso l’auspicio per una pace che “porterà frutti in modi concreti” e che “le armi nucleari vengano vietate una volta per tutte”, non potendo affatto determinare “un mondo stabile e sicuro”.

La pace e la stabilità, ha sottolineato monsignor Auza, non possono essere assicurate con la “minaccia di annientamento totale”, né col mantenimento di un “equilibrio del terrore”, bensì – come raccomandò due anni fa il Santo Padre – “sulla giustizia, sullo sviluppo socio-economico, sulla libertà, sul rispetto dei diritti umani fondamentali, sulla partecipazione di tutti agli affari pubblici e sulla costruzione di fiducia fra i popoli”.

La Santa Sede conferma il proprio sostegno al Trattato di non proliferazione nucleare, constatando quanto esso non sia stato rispettato. Al tempo stesso viene richiesta per il 2017 la convocazione di una conferenza per un accordo “giuridicamente vincolante” per la definitiva messa al bando delle armi nucleari.

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