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Italian Foreign minister Paolo Gentiloni (R) and US Secretary John Kerry (L) during the International Conference on Libya

ANSA

La Libia verso un governo di unità nazionale

Trovato ieri a Roma l’accordo della comunità internazionale. Il 16 dicembre le firme in Marocco. Ma Kerry avverte: “Qualcuno lavora per farlo fallire”

Una prima pietra del futuro della Libia potrebbe esser stata posata ieri a Roma, durante la conferenza internazionale a cui hanno partecipato il segretario di Stato americano, John Kerry, l’inviato Onu, Martin Kobler, il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, e i rappresentanti di alcuni Paesi della regione.

Al termine della riunione, è stato annunciato l’atteso accordo dell’Onu sulla Libia, che prevede l’insediamento del governo di unità nazionale a Tripoli entro 40 giorni dalla firma. La prossima tappa è ora Skhirat, in Marocco, dove tra due giorni, il 16 dicembre, le parti libiche si incontreranno per mettere nero su bianco.

Cauto ottimismo da parte dei partecipanti alla conferenza di ieri. Kerry ha lanciato un monito: “C’è chi dentro e fuori la Libia lavora per far fallire l’accordo. Chi lo mina – ha avvisato  -ne pagherà il prezzo”. La mente corre all’Isis. A tal proposito, in un passaggio del documento firmato dai 17 Paesi presenti alla conferenza, si legge: “Esprimiamo la nostra determinazione, in collaborazione con il governo di unità nazionale, a sconfiggere l’Isis in Libia ed eliminare la minaccia che rappresenta per il Paese e la sicurezza globale”.

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