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Il Vangelo, “anima dell’economia nel tempo futuro”

Lettera aperta a Benedetto XVI del direttore di ACS

KÖNIGSTEIN, domenica, 12 luglio 2009 (ZENIT.org).- In occasione della diffusione della nuova Enciclica di Papa Benedetto XVI, Caritas in Veritate, il direttore dell’associazione caritativa cattolica Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) ha inviato una lettera aperta al Pontefice.

P. Joaquín Alliende, membro del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, che assiste il Papa nelle questioni sociali a livello internazionale, è coredattore di documenti episcopali latinoamericani dedicati alla solidarietà e alla giustizia.

Nella sua lettera, il sacerdote cileno ricorda di avere “il dono di ascoltare la voce dei poveri di più di 140 Paesi” e afferma di permettersi di “parlare a loro nome”.

“Grazie per il suo grido contro lo scandalo dell’ingiustizia – scrive il presbitero -. Grazie per averci mostrato la via della speranza che non è un’altra illusione, un’altra avventura verso un nuovo fallimento”.

“Le sue parole proclamano che la povertà e la disuguaglianza nel mondo non sono un evento fatale, una catastrofe della naturale”, scrive al Papa, sottolineando come questi esorti “a prendere coscienza della nostra libertà” e a risvegliare “la nostra responsabilità per plasmare un secolo XXI nella pace che nascerà dalla verità e dalla giustizia”.

“Lei ci comunica la saggezza di Cristo – prosegue p. Alliende -. Ci mostra l’amore intelligente, razionale ed efficace. La sua lettera apre l’orizzonte della fraternità pratica e solida”, in cui “risplende la verità essenziale dell’amicizia umana”.

Nella sua Enciclica, il Papa “risponde alle nostre domande chiave: gli abitanti della terra possono vivere come fratelli? Il più bisognoso può occupare il primo posto? Come potremmo essere fratelli senza che ciascuno sia figlio del Dio vivo?”.

Dopo il dramma della crisi finanziaria, constata il direttore di ACS, Benedetto XVI “segnala che la giustizia solidale non si stabilisce solo con un aggiustamento monetario”.

“Al di là del cambiamento di leggi e regolamenti”, il Pontefice “chiede una ferma decisione etica, nella convivenza nazionale e globale”, e “lo spazio della fraternità gratuita e creativa”, proponendo ai leader mondiali “il Vangelo come anima dell’economia del tempo futuro”.

“Grazie, Santo Padre, per il suo crudo realismo e per la verità dell’amore senza transazioni”, conclude p. Alliende.

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