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Election - a ballot box in France

© Wikimedia Commons

“Il popolo sloveno ha dato una lezione storica all’Europa e al mondo”

L'associazionismo pro-famiglia italiano commenta il referendum in Slovenia. Soddisfazione anche da parte della Chiesa slovena

L'eco del referendum che in Slovenia ha abrogato la legge che avrebbe introdotto matrimoni e adozioni omosessuali è giuntà in Italia, nonostante la notizia abbia avuto poco spazio tra i maggiori media. L'associazionismo familiare italiano scende in campo per raccogliere il messaggio popolare che è stato inviato dalla vicina Slovenia.

“Emozione e soddisfazione” esprime il sociologo torinese Massimo Introvigne, presidente dei Comitati Sì alla famiglia e vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica “Il governo, gran parte del mondo del business e la maggioranza dei media – spiega Introvigne – erano a favore del matrimonio e delle adozioni omosessuali. La Slovenia ci ha però insegnato che il popolo delle famiglie può sconfiggere i poteri forti e rifiutare quella che il Papa chiama colonizzazione ideologica”.

Secondo Introvigne, anche in Slovenia “i difensori della famiglia sono riusciti a far comprendere che è impossibile un matrimonio gay senza adozioni, perché una volta introdotto il matrimonio le adozioni sarebbero comunque imposte dai giudici europei sulla base di una giurisprudenza ormai consolidata, e che sono impossibili le adozioni senza aprire le porte all'odiosa pratica dell'utero in affitto”.

Il presidente di Sì alla famiglia conclude che “in Italia la situazione è analoga. Governo, lobby e media vogliono imporre le adozioni omosessuali, cui i sondaggi mostrano che oltre l'ottanta per cento degli italiani è contrario, e aprire all'utero in affitto, sostenuto solo da sparute minoranze. La lezione slovena mostra che il popolo delle famiglie può sconfiggere le lobby”.

Anche Generazione Famiglia invita a porre attenzione al messaggio contenuto nell'esito del referendum. “Il popolo sloveno ha dato una lezione storica all’Europa e al mondo: il piano di rottamazione della famiglia promosso dalla lobby Lgbt si può contrastare e affossare, per il maggior bene della società intera e soprattutto dei diritti dei bambini di avere una mamma e un papà”.

Così Filippo Savarese, portavoce di Generazione Famiglia, il quale ha aggiunto: “Negli ultimi due anni si è ricostituito in tutta Europa un vero e proprio popolo della famiglia, capace di spiegare al pubblico perché il 'matrimonio gay' o altri surrogati come le unioni civili non promuovono ma in definitiva ledono i diritti umani, visto che hanno l’unico scopo dipermettere alle coppie gay, spesso con l’utero in affitto, di procurarsi dei figli che naturalmente non potrebbero avere, violando il loro diritto di conoscere un papà e una mamma”.

Savarese, oltre ad annunciare che si sta lavorando per organizzare un nuovo Family Day a Roma, afferma che Generazione Famiglia propone la costituzione anche in Italia “di un referendum abrogativo se il Parlamento dovesse ignorare la volontà del popolo in difesa della famiglia e dei diritti dei bambini”.

Dal Parlamento italiano si alza la voce di Gian Luigi Gigli,  capogruppo di Per l’Italia-Centro Democratico in Commissione Affari Costituzionali. Secondo Gigli, i risultati del referendum rappresentano “un campanello d’allarme per quanti, all'interno del Partito Democratico, sembrano aver rinunciato a contrastare la deriva dei presunti diritti individuali”. “Anche i sondaggi condotti in Italia – ricorda Gigli – sembrano indicare che la società non è disposta a seguire le ‘avanguardie illuminate’ che hanno deciso di smantellare la cellula più forte su cui è fondata la coesione sociale: la famiglia voluta dai padri costituenti, costruita sull'unione stabile di un uomo e una donna e aperta alla vita”.

Soddisfatta la Chiesa della Slovenia, che si è battuta strenuamente a favore dell'abrogazione della legge. “Posso salutare con la gioia nel cuore questa vittoria del referendum sulla famiglia – afferma il vescovo ausiliare di Lubiana, mons. Franc Sustar, alla Radio Vaticana perché sembrava una vera battaglia, non solo negli ultimi mesi ma già da qualche anno: due anni e mezzo fa c’era già stato un referendum che aveva rifiutato una legge che voleva cambiare l’impostazione della famiglia”. Mons. Sustar esprime poi la sua gratitudine a papa Francesco: “Cinque giorni fa ha mandato un augurio, una preghiera per queste nostre situazioni e si è soffermato, sottolineandola, sull’importanza della famiglia e della lotta per la famiglia”.

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