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The Annunciation at the blessed Virgin Mary

ZENIT - HSM

Chi era la madre di Gesù? (Seconda parte)

Mons. Costantino Di Bruno tratteggia la figura della Vergine Maria nella sua dimensione umana e spirituale

Chi era Maria? Come ha fatto a concepire e partorire Gesù? Come era come madre? Sapeva che Gesù sarebbe morto in Croce? Come è entrata nella storia della salvezza? Perché torna in terra con le apparizioni? Questa ed altre domande, ZENIT le ha rivolte a monsignor Costantino Di Bruno. La prima parte di questa intervista è stata pubblicata ieri, mercoledì 17 agosto.

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Che tipo di madre è stata Maria nei confronti di Gesù?

È stata la Madre saggia, fedele, sempre obbediente a tutta la Legge del Signore. Questa verità l’attingiamo dal Vangelo secondo Luca: ”Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui” (Lc 2,39-40). Nel Vangelo secondo Matteo, Maria è la sposa sottoposta da Dio all’obbedienza a Giuseppe: “Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall’Egitto ho chiamato mio figlio” (Mt 2,13-15). È quanto oggi manca alle moderne famiglie, totalmente sganciate e liberate sia dalla Legge scritta che da ogni riferimento di sapienza e di scienza al nostro Creatore e Signore. L’obbedienza alla natura, agli uomini, a Dio secondo la Legge di Dio, è vita. Nella disobbedienza vi è solo morte. Altra verità, che va confessata su Maria, la vuole la “Vera Serva Fedele” ad ogni volontà e desiderio del Figlio. Del Figlio è la  perfetta discepola.

Qual è il mistero di Cana? Che significato hanno le parole di Maria quando chiede l’intervento di Gesù? E perché Gesù risponde un po’ irritato, dicendo che non è ancora giunta la sua ora?

 Gesù non è irritato. Le sue parole, lette secondo il linguaggio biblico, hanno significato ben preciso: “Tra la madre e il Figlio nessuna controversia per un miracolo”. La Vergine Maria sa cosa farà il Figlio e per questo chiede ai servi immediata e pronta obbedienza. Nell’episodio delle nozze di Cana, la Vergine Maria è la vera Donna che presiede all’economia della casa del Signore. Lei è attenta, osserva, vede, sa chi deve fare una cosa e chi un’altra. Chiede a Gesù e chiede ai servi.

Per questo suo intervento, le nozze si vivono bene dal principio sino alla fine. Pensiamo e chiediamoci: se la vergine Maria non fosse stata presente in quella festa, cosa sarebbe accaduto? La donna perfetta, di cui parla il Libro dei Proverbi (Pr 31,10-31), è solo una pallida figura della perfezione di Maria nell’amministrazione delle grazie del Figlio suo. Volutamente ci asteniamo da ogni interpretazione allegorica, simbolica, sapientemente esegetica. Oggi però – a Cana – Cristo Gesù non può ancora costituire la Madre sua vera Madre della Chiesa, vera Amministratrice di ogni sua grazia. Quest’ora sarà dalla Croce. Oggi non è ancora giunta. È verità: dove Maria è assente, nella Chiesa, nelle famiglie, nelle persone, lì vi è solo caos spirituale, materiale, economico, ecclesiale, familiare, politico, scientifico, dottrinale.

Come si spiega il silenzio di Gesù dai 12 fino ai 30 anni? Forse dopo la disputa al tempio Gesù ha preferito non dire di essere il Figlio di Dio perché avrebbe rischiato la condanna a morte?

Chi legge la Scrittura Santa, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, sa che si parla di una persona solo dal momento in cui avviene la chiamata da parte del Signore ed inizia la sua missione. Così è per Noè, Abramo, Geremia, Ezechiele e ogni altro chiamato. Di alcuni neanche sappiamo di una loro vita. Di Mosè vi sono le notizie della sua infanzia, un episodio avvenuto a quarant’anni e poi silenzio per altri quarant’anni. Gesù inizia la sua missione il giorno della discesa su di Lui dello Spirito Santo, dopo il Battesimo nel fiume Giordano. Da questo istante Lui è costituito Messia, Salvatore, Redentore. Da questo momento Lui deve essere conosciuto. Luca e Matteo antepongo due capitoli iniziali sui primi anni di Gesù. Marco inizia dalla predicazione di Giovanni il Battista. Giovanni parte dall’eternità e tralascia ogni cosa fino alla presentazione che fa di Lui il Precursore. Poiché il Vangelo è purissima testimonianza, essa inizia dalla chiamata dei primi discepoli che avviene subito dopo il Battesimo. Così Pietro nel Cenacolo, dopo l’ascensione di Gesù: “Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezione» (At 1,21-22). Sempre la Scrittura separa vita privata della persona e vita missionaria. Il Vangelo è la vita missionaria di Gesù. Lui è l’Inviato del Padre che parla a noi dal Padre e per noi dal Padre opera. Altre cose appartengono alla sua relazione intima con Dio e non sono rivelate.

Maria sapeva che Gesù sarebbe finito sulla Croce?

Sono notizie “personali” non contenute nel Vangelo. Due verità evangeliche vanno messe in luce. Simeone ha profetizzato a Maria il martirio dell’anima. Per Cristo vi è il martirio fisico: “Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori»” (Lc 2,33-35). Questa profezia è stata proferita al quarantesimo giorno dopo la nascita di Gesù. Gesù nella sua via pubblica per ben tre volte ha annunziato la sua crocifissione e anche la sua gloriosa risurrezione: “Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno” (Lc 9,22). Di certo anche a Maria è stata riferita questa parola del Figlio suo. Ma vi è una terza verità da prendere anch’essa in grande considerazione. Maria, come vera figlia d’Israele, conosceva le Scritture. Conosceva sia le profezie di Isaia, nelle quali il Messia, nelle vesti del Servo del Signore, è sottoposto alla morte in espiazione dei peccati del mondo, come anche le altre profezie, specie quella di Zaccaria, nella quale si parla di “Colui che hanno trafitto”. Tutto però Lei vive nella fede che le veniva dalla Parola e la fede per Lei è accoglienza della Parola e consegna ad essa. La fede di Maria non è solo sulla Parola che annunzia la croce, ma anche su quella che annunzia la vita. Gesù è il re dal Regno eterno.

Perché il Vangelo parla così poco di Maria? E perché ci sono così poche citazioni?

Nel Nuovo Testamento di Maria è detto tutto ciò che si deve sapere su di Lei. Ogni evento, letto e compreso nella luce dello Spirito Santo, è rivelatore di verità essenziali, che ancora sono assai lontane sia dalla nostra mente che dal loro giusto peso per la nostra vita. Gli Evangelisti Matteo e Luca dedicano a Maria i primi due capitoli del loro Vangelo. Giovanni racchiude il suo Vangelo dalle Nozze di Cana (Capitolo 2) al dono di Maria a Giovanni e di Giovanni a Maria come vero figlio e vera Madre (Capitolo 19). Nei Vangeli si parla ancora della visita dei parenti e della Madre a Gesù e della sua risposta che porta all’ascolto della Parola. Si parla anche della condizione di povertà nella quale versava la famiglia di Nazaret. Gli Atti degli Apostoli iniziano con la presenza della Madre di Dio nel Cenacolo, in preghiera con i discepoli, nell’attesa della discesa dello Spirito Santo. San Paolo dice che Gesù è nato da Donna (Gal 4). Nell’Apocalisse Maria è presentata come la Donna Vestita di sole (Ap 12). Vi è tanto di quel materiale scritturistico sulla Madre di Gesù da poter scrivere trattati e trattati di mariologia. Essendo la Vergine Maria la Madre della Chiesa, non vi è luogo sulla terra nel quale Lei non si sia manifestata e non vi è persona che non abbia sentito il profumo della sua vera maternità. Il profumo della verità di Maria si può anche soffocare, mai però eliminare dalla nostra vita.

Si presume che Maria fosse sempre vicina a Gesù anche nella vita pubblica, eppure la sua presenza e la sua rilevanza, almeno nei Vangeli è marginale. Perché?

La Vergine Maira è donna saggia e obbediente. Lei sa che il Figlio le è stato donato perché Lei ne faccia un sacrificio al Padre. Il sacrificio inizia dalla non interferenza nella sua vita neanche con un gesto di amore purissimo. Gesù mai dovrà essere da Lei, dovrà essere sempre e solo dal Padre, dalla sua divina volontà, a Lui comunicata dallo Spirito Santo. Maria, come Gesù, non è mossa dal suo cuore, ma dallo Spirito del Signore. Lo Spirito le ha chiesto il sacrificio del suo cuore e Lei lo ha offerto al Padre. Lo Spirito l’ha voluta presso la croce per offrire, come Abramo, Cristo Gesù al Padre, mentre Cristo si offriva e Lei era presente.

Lo Spirito Santo ispira gli Evangelisti perché mettano Gesù al centro dei loro Vangeli ed essi obbediscono. Allora è giusto che ci si chieda: cosa lo Spirito ci vuole insegnare? La risposta ci viene dal Vangelo secondo Giovanni. Presso la croce Maria è fatta la Madre del Discepolo, il discepolo prende il posto di Cristo. Da questo istante inizia la missione di Maria. Da questo momento essa dovrà avere il posto di Regina, Madre, Amministratrice, Coordinatrice nella Chiesa. È dalla Croce che inizia la missione della Madre di Dio per noi. Da questo momento per Lei e su di Lei lo Spirito Santo ogni giorno aggiunge una nuova pagina al suo Vangelo, al Vangelo della Madre di Dio. Prima era Madre di Cristo Gesù. Gesù ha il centro della storia. Ora è Lei la Madre della Chiesa. A Lei ora spetta il centro nella Chiesa, ognuno però nel suo ruolo: a Cristo come Redentore e Salvatore, a Maria come Amministratrice della grazia e della verità del Figlio.

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[La terza parte dell’intervista sarà pubblicata domani]

 

About Antonio Gaspari

Cascia (PG) Italia Studi universitari a Torino facoltà di Scienze Politiche. Nel 1998 Premio della Fondazione Vittoria Quarenghi con la motivazione di «Aver contribuito alla diffusione della cultura della vita». Il 16 novembre del 2006 ho ricevuto il premio internazionale “Padre Pio di Pietrelcina” per la “Indiscutibile professionalità e per la capacità discreta di fare cultura”. Il Messaggero, Il Foglio, Avvenire, Il Giornale del Popolo (Lugano), La Razon, Rai tre, Rai due, Tempi, Il Timone, Inside the Vatican, Si alla Vita, XXI Secolo Scienza e Tecnologia, Mondo e Missione, Sacerdos, Greenwatchnews. 1991 «L'imbroglio ecologico- non ci sono limiti allo sviluppo» (edizioni Vita Nuova) . 1992  «Il Buco d'ozono catastrofe o speculazione?» (edizioni Vita Nuova). 1993 «Il lato oscuro del movimento animalista» (edizioni Vita Nuova). 1998 «Los Judios, Pio XII Y la leyenda Negra» Pubblicato da Planeta in Spagna. 1999 «Nascosti in convento» (Ancora 1999). 1999 insieme a Roberto Irsuti il volume: «Troppo caldo o troppo freddo? - la favola del riscaldamento del pianeta» (21mo Secolo). 2000 “Da Malthus al razzismo verde. La vera storia del movimento per il controllo delle nascite” (21mo Secolo, Roma 2000). 2001 «Gli ebrei salvati da Pio XII» (Logos Press). 2002 ho pubblicato tre saggi nei volumi «Global Report- lo stato del pianeta tra preoccupazione etiche e miti ambientalisti» (21mo Secolo, Roma 2002). 2002 ho pubblicato un saggio nel nel Working Paper n.78 del Centro di Metodologia delle scienze sociali della LUISS (Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli di Roma) «Scienza e leggenda, l’informazione scientifica snobbata dai media». 2003 insieme a VittorFranco Pisano il volume “Da Seattle all’ecoterrorismo” (21mo Secolo, Roma 2003). 2004 ho pubblicato insieme a Riccardo Cascioli “Le Bugie degli Ambientalisti” (Edizioni Piemme). 2004 coautore con del libro  “Emergenza demografia. Troppi? Pochi? O mal distribuiti?” (Rubbettino editore). 2004 coautore con altri del libro “Biotecnologie, i vantaggi per la salute e per l’ambiente” ((21mo Secolo, Roma 2004). 2006 insieme a Riccardo Cascioli “Le Bugie degli Ambientalisti 2” (Edizioni Piemme). 2008 insieme a Riccardo Cascioli il libro “Che tempo farà… Falsi allarmismi e menzogne sul clima (Piemme). 2008, è stata pubblicata l’edizione giapponese de “Le bugie degli ambientalisti” edizioni Yosensha. 2009. insieme a Riccardo Cascioli “I padroni del Pianeta – le bugie degli ambientalisti su incremento demografico, sviluppo globale e risorse disponibili” (Piemme). 2010 insieme a Riccardo Cascioli, è stato pubblicato il volume “2012. Catastrofismo e fine dei tempi” (Piemme). 2011 Questo volume è stato pubblicato anche in Polonia con l’imprimatur della Curia Metropolitana di Cracovia per le e3dizioni WYDAWNICTTWO SW. Stanislawa BM.

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