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Il mistero di Maria (Prima parte)

Mons. Costantino Di Bruno risponde alle tante domande che avvolgono la figura della Madonna

Nell’incredibile vicenda che racconta di Gesù che morì in Croce e resuscitò si inserisce anche il mistero di Maria, la giovane donna che con grazia, fede e totale disponibilità accettò di concepire quello che era in Figlio di Dio. Un concepimento miracoloso, ed una storia piena di eventi misteriosi, difficili da comprendere e da spiegare. Per cercare di trovare risposte a questi misteri, ZENIT ha intervistato mons. Costantino Di Bruno, cappellano di Sua Santità dal 1993. Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ), di Bruno è dottore in Teologia, è stato parroco e penitenziere della Cattedrale di Lamezia Terme, attualmente assistente centrale del Movimento Apostolico.

Autore di innumerevoli pubblicazioni, tiene corsi settimanali di catechesi e di spiritualità a Catanzaro e a Lamezia Terme, ha compiuto studi di ricerca in Francia ed in Germania che manifestano come la sua cultura sia testimonianza di vita evangelica, della universalità della Chiesa e della particolare esperienza quotidiana, volta alla formazione ed alla guida verso la santità di giovani ed adulti. Quella che segue è la prima di tre interviste che pubblicheremo nei prossimi giorni.

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Chi era Maria? Dove è nata? Chi erano i suoi genitori? È veramente così bella come dicono i veggenti?

La prima parola che conosciamo della Madre di Dio è riferita dall’Evangelista Matteo. È parola senza tempo, senza luogo, senza alcun’altra indicazione: “Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto” (Mt 1,18-19). L’Evangelista Luca inizia, nominando la città nella quale Maria abitava: “Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria” (Lc 1,26-27). Solo alla fine del secondo capitolo, Matteo dona la notizia che Gesù andò ad abitare a Nazaret: “Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: “Sarà chiamato Nazareno” (Mt 2,22-23). I Vangeli sono libri di verità salvifica. Una “Donna vestita di sole, con sul capo una corona di dodici stelle, con la luna sotto i suoi pedi” (cfr. Ap 12,1) di certo sarà bellissima. Il “sole” è Dio e Maria è vestita di Dio, della sua luce divina.

Perché il Signore scelse di nascere da una donna? E perché scelse Maria?

La redenzione della carne avviene dalla carne. Sant’Anselmo nel suo “Cur Deus homo”, sintetizza così la “necessità” dell’Incarnazione: “Dio poteva salvare l’uomo, ma non doveva. L’uomo doveva salvare l’uomo, ma non poteva”. Nel Dio incarnato, abbiamo in un’unica Persona, nella sola Persona divina, il Dio che può e l’uomo che deve. Sublime è la sua teologia sulla persona di Cristo Gesù e sulle sue due nature: “Ut ergo hoc faciat Deus-Homo, necesse est eundem ipsum esse perfectum Deum et perfectum hominem, qui hanc satisfactionem facturus est, quoniam eam facere nec potest nisi verus Deus, nec debet nisi verus homo. Quoniam ergo servata integritate utriusque naturae necesse est inveniri Deum-hominem, non minus est necesse has duas naturas integras conveniri in unam personam – quemadmodum corpus et anima rationalis conveniunt in unum hominem-, quoniam aliter fieri nequit, ut idem ipse sit perfectus Deus et perfectus homo” (Cfr. Cur Deus Homo 2,7 – PL 158, 404 B – 405 A). La Lettera agli  Ebrei ci ricorda che è del fratello salvare il fratello: “Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita. Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo. Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova” (Eb 2,14-18). Rimane valido per sempre il grido teologico di Sant’Atanasio: “Quod non est assumptum non est sanatum”. Le scelte di Dio appartengo al suo mistero eterno, governato solo dalla sua divina sapienza e intelligenza. Sappiamo però che non è sufficiente che Dio scelga. È necessario anche che ci si lasci scegliere. Maria si è lasciata scegliere.

Come si spiega la docilità di Maria di credere l’incredibile, e cioè il concepimento senza aver conosciuto uomo? E soprattutto come fece ad accettare l’idea di far nascere il figlio di Dio? 

Il principio di lettura secondo verità di quanto avviene in Maria – sempre che si possa comprendere da una mente d’argilla quale la nostra, gravata dai molti pensieri di terra – lo troviamo nel saluto dell’Angelo: “Entrando da lei, disse: “Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te” (Lc 1,28). La Vergine Maria è piena di grazia, piena di Spirito Santo, piena di Dio. La pienezza della grazia non pone impedimenti all’accoglienza, anzi dona la sapienza per vivere il mistero secondo la verità del mistero. La sapienza di Maria è stata quella di chiedere all’Angelo le modalità di azione, necessarie da parte sua, per essere e rimanere sempre nella volontà del suo Signore. Non è però questa la vera questione. Essa è un’altra. La nostra fede non si fonda sull’intelligenza, ma sulla purissima e immediata obbedienza. Sappiamo dal Vangelo secondo Luca che non sempre la Vergine Maria comprendeva ciò che avveniva per Lei, attorno a Lei. Lei però obbediva, conservando ogni cosa nel suo cuore, in attesa dei tempi stabiliti dallo Spirito Santo per ogni comprensione. Sant’Agostino diceva: “Intelligo ut credam, credo ut intelligam”. In Maria vi è obbedienza immediata, accoglienza istantanea della Parola, fede senza riserve a quanto ascoltato. La Parola di Dio si comprende, donando ad essa piena obbedienza e trasformandola in nostra vita. Un’eternità non basta per comprendere il mistero di Dio in sé, ma neanche per comprendere il mistero di Dio in noi è sufficiente. Dinanzi al mistero ci si pone in adorazione, benedicendo e lodando il Signore con un ringraziamento senza fine.

In che modo Maria è riuscita a convincere i suoi genitori, i parenti, i conoscenti e Giuseppe del concepimento?

Non è Maria che deve convincere. Lei deve dire solo “il mistero” e viverlo in ogni sua conseguenza. Chi convince è lo Spirito Santo. Gesù non convinse nessuno del suo mistero. Lo visse però fin sulla croce. È questo un errore che anche oggi il cristiano commette: convincere il mondo della verità del Vangelo. Mai il mondo si convincerà. È il cristiano che deve vivere il Vangelo, mostrando al mondo la bellezza del Vangelo. Vivendo il Vangelo, lo Spirito Santo attrae al Vangelo. La vita di Maria è dalla volontà di Dio, nella volontà di Dio per tutti i suoi giorni. Mai è stata dai suoi pensieri.

In questo contesto perché la Chiesa ha dovuto stabilire un dogma per ribadire la verginità di Maria? La verginità è una prova che Gesù era figlio di Dio?

La verginità di Maria è esigenza di verità ontologica. Il Verbo Eterno è generato da Dio nell’oggi dell’eternità. “Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre”. Ogni persona può avere un solo padre. Poiché in Cristo vi è una sola Persona e non due, essa mai potrà essere il frutto di due Padri, Uno nell’eternità e uno nel tempo. Chi nasce è la Persona divina. Nasce il Verbo che si fa carne. Dio è il solo Padre di Cristo Gesù. Se la nascita di Cristo fosse avvenuta per concepimento umano, avremmo avuto in Cristo due persone separate e distinte. Nessuna redenzione sarebbe potuta avvenire. Il Figlio del Padre e il figlio di Giuseppe  avrebbero avuto al massimo una unione solo spirituale. Oggi non si vuole forse una paternità senza vera generazione ontologica? Dio anche ontologicamente è Padre di Cristo nella sua umanità. Gesù è stato concepito per la sua divina onnipotenza. È il mistero dei misteri. Oggi lo sfacelo è proprio questo: la distruzione dell’ontologia della persona umana. Ma senza il rispetto dell’ontologia, l’umanità si autodistrugge. Altro che progresso! Questa è la peggiore della catastrofi finora vissute dall’umanità. Urge riflettere. Madri surrogate, padri per fecondazione eterologa, uteri in affitto, figli di molte madri e differenti padri: è il caos ontologico, frutto della morte dello spirito nell’uomo. È questa la civiltà dalla bellezza divina così osannata? Ma non siamo forse anche noi cristiani costruttori, ingegneri, architetti, maestranze di questo caos infernale?

Di Giuseppe se ne parla poco. La sua figura scompare presto. Si conosce quando e dove è morto. Perché non si conosce neanche il luogo dove fu seppellito?

I Vangeli non sono libri di notizie storiche, ma pagine di salvezza. Di Giuseppe, l’Evangelista Matteo ci mostra qual è il suo cuore dinanzi a Dio. È un cuore giusto che riflette da giusto e da giusto anche decide. Da giusto pensa sia cosa buona per lui ritirarsi in silenzio dalla vita di Maria. Dalla giustizia che è obbedienza alla Parola scritta passa all’immediata obbedienza alla Parola a Lui direttamente annunziata. L’Angelo dice e Lui ascolta. Giuseppe è immagine del vero discepolo di Gesù. Dalla giustizia perfetta oltre la stessa lettera della Scrittura, all’obbedienza piena al suo Dio. È per questa obbedienza che la famiglia di Nazaret è tutta fondata sulla fede. Maria ascolta, accoglie la Parola, concepisce. Giuseppe ascolta, accoglie, prende Maria come sua vera sposa e nello spirito e nel cuore diviene vero padre di Gesù. Maria concepisce Gesù nel suo seno. Giuseppe per la fede lo concepisce, non però nel seno della Vergine Maria, ma nel suo cuore. Maternità e paternità differenti, ma vera maternità e vera paternità, nel più alto rispetto dell’ontologia della Persona divina.

[La seconda parte dell’intervista verrà pubblicata domani]

About Antonio Gaspari

Cascia (PG) Italia Studi universitari a Torino facoltà di Scienze Politiche. Nel 1998 Premio della Fondazione Vittoria Quarenghi con la motivazione di «Aver contribuito alla diffusione della cultura della vita». Il 16 novembre del 2006 ho ricevuto il premio internazionale “Padre Pio di Pietrelcina” per la “Indiscutibile professionalità e per la capacità discreta di fare cultura”. Il Messaggero, Il Foglio, Avvenire, Il Giornale del Popolo (Lugano), La Razon, Rai tre, Rai due, Tempi, Il Timone, Inside the Vatican, Si alla Vita, XXI Secolo Scienza e Tecnologia, Mondo e Missione, Sacerdos, Greenwatchnews. 1991 «L'imbroglio ecologico- non ci sono limiti allo sviluppo» (edizioni Vita Nuova) . 1992  «Il Buco d'ozono catastrofe o speculazione?» (edizioni Vita Nuova). 1993 «Il lato oscuro del movimento animalista» (edizioni Vita Nuova). 1998 «Los Judios, Pio XII Y la leyenda Negra» Pubblicato da Planeta in Spagna. 1999 «Nascosti in convento» (Ancora 1999). 1999 insieme a Roberto Irsuti il volume: «Troppo caldo o troppo freddo? - la favola del riscaldamento del pianeta» (21mo Secolo). 2000 “Da Malthus al razzismo verde. La vera storia del movimento per il controllo delle nascite” (21mo Secolo, Roma 2000). 2001 «Gli ebrei salvati da Pio XII» (Logos Press). 2002 ho pubblicato tre saggi nei volumi «Global Report- lo stato del pianeta tra preoccupazione etiche e miti ambientalisti» (21mo Secolo, Roma 2002). 2002 ho pubblicato un saggio nel nel Working Paper n.78 del Centro di Metodologia delle scienze sociali della LUISS (Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli di Roma) «Scienza e leggenda, l’informazione scientifica snobbata dai media». 2003 insieme a VittorFranco Pisano il volume “Da Seattle all’ecoterrorismo” (21mo Secolo, Roma 2003). 2004 ho pubblicato insieme a Riccardo Cascioli “Le Bugie degli Ambientalisti” (Edizioni Piemme). 2004 coautore con del libro  “Emergenza demografia. Troppi? Pochi? O mal distribuiti?” (Rubbettino editore). 2004 coautore con altri del libro “Biotecnologie, i vantaggi per la salute e per l’ambiente” ((21mo Secolo, Roma 2004). 2006 insieme a Riccardo Cascioli “Le Bugie degli Ambientalisti 2” (Edizioni Piemme). 2008 insieme a Riccardo Cascioli il libro “Che tempo farà… Falsi allarmismi e menzogne sul clima (Piemme). 2008, è stata pubblicata l’edizione giapponese de “Le bugie degli ambientalisti” edizioni Yosensha. 2009. insieme a Riccardo Cascioli “I padroni del Pianeta – le bugie degli ambientalisti su incremento demografico, sviluppo globale e risorse disponibili” (Piemme). 2010 insieme a Riccardo Cascioli, è stato pubblicato il volume “2012. Catastrofismo e fine dei tempi” (Piemme). 2011 Questo volume è stato pubblicato anche in Polonia con l’imprimatur della Curia Metropolitana di Cracovia per le e3dizioni WYDAWNICTTWO SW. Stanislawa BM.

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