Riforma Curia. Nulla di fatto, ma qualcosa appare all'orizzonte

Il Concistoro discute sulle proposte del C9. La più “matura” tra queste l’accorpamento di sei Dicasteri in due Congregazioni: Famiglia, laici,vita e Carità, giustizia, pace. Ma spunta un terzo organismo sull’ecologia

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Inizia a delinearsi qualcosa di questa riforma della Curia di cui si parla ancor prima dell’elezione di Bergoglio. Nulla di concreto per ora; si tratta più che altro di proposte e riflessioni che i 165 cardinali riuniti nel Concistoro, avviato stamane, hanno voluto esprimere sulla base della relazione elaborata dal Consiglio di nove cardinali, traccia dei lavori.

12 gli interventi nella prima sessione del Concistoro, di cui ha riferito ai media padre Federico Lombardi in un briefing in Sala Stampa vaticana. A prendere la parola sono stati anzitutto il cardinale Óscar Rodríguez Maradiaga, coordinatore del C9, che ha aperto il dibattito riepilogando il lavoro svolto dal Consiglio sin dalla sua nascita, e il segretario mons. Marcello Semeraro, che ha letto il documento inviato in anteprima ai cardinali in vista del Concistoro.

Il vescovo di Albano ha illustrato “i principi ispiratori e le linee-guida per il lavoro di riforma della Curia romana”, toccando tematiche come il rapporto con le Conferenze Episcopali, il coordinamento interno, la presenza dei laici nei diversi uffici vaticani, e alcune considerazioni sul personale, come: la qualità, una possibile “mobilità” e la formazione lavorativa e ‘spirituale’ degli impiegati.

Sono seguiti quindi gli interventi di una dozzina di porporati, in particolare – ha detto padre Lombardi – degli “esperti in materia”, quelli cioè più addentro a tematiche curiali che hanno voluto esprimere il proprio punto di vista circa le proposte del C9. “Nessuno si è alzato e ha detto: ‘No, io non sono d’accordo!”, ha chiarito il portavoce, ma intanto è già emersa qualche proposta emendativa.

D’altronde la Curia Romana, così come strutturata secondo la Pastor Bonus di Giovanni Paolo II, è una macchina complessa nella quale si intrecciano cavilli giuridici e burocratici, oltre che fattori teologici ed ecclesiologici.

Proprio su questa linea si sta muovendo la riflessione del Consiglio dei cardinali. Mons. Semeraro, nella seconda parte del suo intervento, ha approfondito infatti “il significato teologico ed ecclesiologico” dell’accorpamento di molti dei Pontifici Consigli esistenti. Perché “non si tratta solo di prendere un certo numero di organismi e metterli insieme per ragioni organizzative”, ha precisato padre Lombardi, “ma c’è dietro una visione spirituale”, che implica anche l’immagine che si vuole dare della Chiesa.

Dunque vi è una logica ben ragionata nella idea di accorpare sei Dicasteri in due nuove maxi Congregazioni. Questa sembra finora l’unica “proposta matura” di quelle avanzate dal C9. Più nel concreto – come già annunciato – si parla di una Congregazione che coinvolgerebbe Laici, Famiglia e Vita, a cui farebbe riferimento anche la Pontificia Accademia per la vita. Un modo, questo, per sottolineare “l’importanza del laicato” nella Chiesa alla luce anche delle indicazioni del Vaticano II. “Come c’è una Congregazione per i vescovi, il clero e via dicendo, è giusto che ci sia anche una Congregazione per i laici…”, ha sottolineato Lombardi, precisando tuttavia che è “impensabile” che un laico possa essere messo a capo.

La seconda congregazione si occuperà invece di Carità, Giustizia e Pace, tre ambiti “fondamentali per la missione della Chiesa”, in cui si potrebbe far rientrare anche la pastorale sanitaria e per le migrazioni. Tra questi due ‘giganti’ sembra poi spuntare una terza possibile Congregazione dedicata ad “un nuovo settore da sviluppare”, ovvero “l’ambiente e la salvaguardia del creato”, dal punto di vista anche dell’ecologia umana e sociale, non solo ambientale. “Sentiamo cresce la consapevolezza e l’importanza di studio su queste tematiche”, ha affermato il direttore della Sala Stampa vaticana. Molte indicazioni proverranno sicuramente dall’Enciclica sulla quale sta lavorando Papa Francesco. Sempre secondo ipotesi, in questo terzo organismo confluirebbero anche la Pontificia Accademia per le Scienze sociali e la Caritas internationalis.

Insomma una macchina complessa da ristrutturare questa Curia, come dicevamo poc’anzi, per cui la tempistica sarà decisamente lunga. È totalmente da escludere, infatti – ha rimarcato padre Lombardi – ogni possibilità che i lavori si concludano prima del 2015. “Non siamo con degli orizzonti di finalizzazioni imminenti” del documento che definirà la riforma, ha detto. Esso “deve essere maturato, studiato molto bene, anche dal punto di vista teologico e canonico, e finalizzato bene in tutti i suoi particolari. Quindi i tempi sono dei tempi abbastanza consistenti, abbastanza lunghi”.

Come lunghi e consistenti furono i tempi della elaborazione della Pastor Bonus, che richiese un lavoro estremamente accurato di consultazione di Conferenze Episcopali, cardinali e Dicasteri, del Collegio cardinalizio, chiamando in causa per certi passaggi anche canonisti e teologi. Tuttavia, “nulla – ha affermato Lombardi – impedisce che nel corso di questo processo di riforma si possano già avere attuazioni più specifiche in via sperimentale, poi riprese nella stesura finale”.

Tra queste è da scartare sicuramente il “moderator curiae”, figura tipica di molte curie diocesane suggerita nelle riunioni pre-Conclave dal cardinale Coccopalmerio. Il C9 aveva preso in considerazione l’idea, ma, dopo accurate riflessioni, ha deciso di non inserirla tra le proposte da presentare al Concistoro. Anche perché, in realtà – ha spiegato padre Lombardi – le competenze del “moderator” verrebbero già svolte dal Segretario di Stato e dal Sostituto della Segreteria di Stato.

A tal proposito, il portavoce della Santa Sede ha sottolineato che “per aiutare il Papa nel governo non c’è solo la Curia, ma anche il Collegio cardinalizio, il Concistoro, il Sinodo dei vescovi”. Realtà “che bisogna trovare il modo di valorizzare” in un’ottica di “collegialità”, parola più idonea rispetto a “sinodalità”, come hanno sottolineato due o tre interventi oggi.

I lavori proseguono quindi nel pomeriggio fino alle 17. Domani, inizieranno alle 9 del mattino, ed è prevista una relazione del prefetto della Segreteria per l’Economia, il cardinale australiano George Pell.  Sabato, poi, il Papa creerà 20 nuovi cardinali nel Concistoro straordinario nella Basilica di San Pietro, per poi concludere questa settimana di fuoco concelebrando la Messa domenica alle 11, sempre in Basilica, insieme alle vecchie e nuove porpore.

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Salvatore Cernuzio

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