Lettura

Per spiegare l’efficacia della preghiera e la necessità di pregare sempre, Gesù usa l’esempio di una donna impertinente e di un giudice disonesto. Certamente non sono modelli di vita, eppure nella loro vicenda è nascosto un significato molto importante. Se coloro che sono ingiusti sanno compiere atti di giustizia verso coloro che chiedono con insistenza, quanto più Dio, che è la Giustizia e l’Amore, non si farà prossimo a coloro che lo pregano con fede? La nostra fede, invece, è spesso fragile e soggetta alla stanchezza, per questo Gesù si chiede se troverà ancora fede quando ritornerà sulla terra. Non è quindi Dio ad essere sordo, siamo noi a pregare con poca fede. 

Meditazione

Spesso si può cadere nell’errore di considerare la preghiera come qualcosa da fare o delle parole da dire. Questo modo di intendere la preghiera genera inevitabilmente stanchezza, noia e persino tristezza. Eppure, la preghiera è la fonte primaria della gioia e della vita spirituale, poiché è la via per giungere all’intima comunione con Dio. Gesù, in questo brano evangelico, non parla dell’importanza di ricordarsi di pregare, quanto piuttosto della necessità di pregare sempre. La preghiera è uno stato costante di vita, è stare sempre alla presenza dell’Altissimo, è tenere il cuore costantemente aperto all’azione dello Spirito Santo, per essere e fare tutto con Dio, per Dio e in Dio. In questo contesto, le preghiere propriamente dette acquistano maggiore valore, come momenti forti ed esclusivi d’incontro d’amore con il Signore e non come atti isolati di doveroso e timoroso ossequio alla Divinità. La preghiera che giunge fino al cuore di Dio è quella costante, convinta, accorata, piena d’amore, che nasce dal cuore e che non si stanca mai. Dio ascolta sempre le nostre invocazioni e sempre le esaudisce, anche quando sembra che non ci ascolti. Solo Egli sa qual è il nostro vero bene, e viene in nostro soccorso non sempre come vorremmo noi, ma sempre come è meglio per noi. È con la fede che è possibile scorgere l’intervento salvifico di Dio nella nostra storia personale. Per questo ciò che va chiesto al Signore con insistenza è lo Spirito Santo, l’autore della fede e della carità in noi, Colui che prega in noi e per mezzo di noi. È lo Spirito Santo che può realizzare in noi la preghiera incessante chiesta da Gesù, attraverso la quale la fede si conserverà sulla terra fino al Suo ritorno. Perché nella preghiera la fede nasce, cresce e non si distrugge. 

Preghiera

Accresci, Signore, la nostra fede, donaci la Grazia di perseverare nella preghiera anche nei momenti di tristezza e solitudine, riempici del Tuo Santo Spirito e fa’ che possiamo sperimentare la tua giustizia grazie all’intermediazione di Maria, nostra potente avvocata. 

Agire

Oggi reciterò il santo Rosario in ginocchio per chiedere al Signore di perseverare nella preghiera e resistere alla stanchezza. 

Meditazione del giorno a cura di monsignor Giovanni Ricchiuti, vescovo eletto di Altamura - Gravina - Acquaviva delle Fonti, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ARTPer abbonamenti: info@edizioniart.it 

"Euntes docete"

Solenne Atto Accademico presso la Pontificia Università Urbaniana. Conferita la Laurea Honoris Causa al prof. Gerald H. Anderson e a S.E. Mons. Thomas Menamparampil

"Beati voi"

Il libro edito da ART e curato da Francisco Armengol presenta gli insegnamenti di base della morale cattolica con un linguaggio semplice e chiaro