Lettura

Con questo brano del Vangelo ha inizio il discorso di Gesù, riportato da Luca, sulla “fine del mondo”, un tema ed un argomento che ci incutono timori e paure, motivate anche da notizie e previsioni che di tanto in tanto ci pervengono attraverso i mezzi di comunicazione. In realtà, il Signore ha sì parlato con immagini sconvolgenti, ma fortemente simboliche sul cambiamento che “la fine dei tempi” porterà con sé. Molto più importante, sembra dirci il Signore, è avere fiducia nella Provvidenza di Dio, guardare con occhio saggio e sapiente a quanto accade nella storia, ritenere che tutto sia fragile e passeggero, e che soltanto le sue parole non passeranno. 

Meditazione

Siamo, come Chiesa, il popolo di Dio in cammino, protagonisti e spettatori allo stesso tempo di eventi che a volte portano il nostro sguardo con fiducia al futuro, a volte, al contrario, siamo anche noi sgomenti e senza parole. Gesù ci rassicura invitandoci ad aver fiducia in Lui, a seguire sempre la sua parola e a non andar dietro a chiacchiere e luoghi comuni. Il Concilio Vaticano II ci ha offerto un bel criterio di giudizio e di valutazione degli eventi storici: leggere i segni dei tempi. È ovviamente un criterio che ci riconduce alla fede come luce che illumina il nostro cammino di viandanti e di pellegrini nella storia. È la fede che ci invita ad affidarci a Dio, Padre di tutte le creature, e a non temere. È la fede che misteriosamente ci aiuta a comprendere che nessuna realtà mondana è eterna, che ogni cosa ha un suo limite e che tutto viaggia verso il momento in cui il Signore verrà ancora in questa realtà temporale e spaziale per consegnare tutto nelle mani di Dio. La testimonianza cristiana, in questa prospettiva, non è finalizzata alla svalutazione della vita, dei progetti e dei sogni dell’umanità. Al contrario, i discepoli del Signore sono chiamati all’impegno e alla responsabilità di preparare già da ora il futuro che non è nostro ma di Dio, perché a Lui appartengono il tempo e lo spazio. Dobbiamo vivere non in preda a terrori e paure ma aspettando, come servi buoni e fedeli, la “sorpresa” che ci è stata riservata perché, ci assicura la Parola, «ciò che occhio mai vide e orecchio mai sentì, tutto questo Dio sta preparando per coloro che Egli ama». Solo così la nostra esistenza acquista il suo più vero e più profondo significato. 

Preghiera

«Cosa buona è renderti grazie, onnipotente, eterno Dio. Disponga la tua provvidenza, per il meglio dei tuoi figli, le loro azioni e gli avvenimenti. La tua chiesa non cessi nella tribolazione di supplicarti e, nella gioia, di ringraziarti. Amen» (dal Sacramentario Leoniano). 

Agire

Dài testimonianza in questo giorno, ma possibilmente ogni giorno, con gesti e con parole, della tua fiducia in Dio e dell’attesa responsabile della venuta del Signore.  

Meditazione del giorno a cura di monsignor Giovanni Ricchiuti, vescovo eletto di Altamura - Gravina - Acquaviva delle Fonti, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ARTPer abbonamenti: info@edizioniart.it