"A tutti i giovani vorrei chiedere con forza: volete essere una speranza per Dio?"

Testo integrale dell’Udienza Generale di questa mattina e dell’appello del Santo Padre per la Giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria, Medio Oriente e nel mondo

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L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.30 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo. Nel discorso in lingua italiana, il Papa si è soffermato sul Suo recente Viaggio Apostolico in Brasile, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù. L’Udienza si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

***

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Riprendiamo il cammino delle catechesi, dopo le ferie di agosto, ma oggi vorrei parlarvi del mio viaggio in Brasile, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù. E’ passato più di un mese, ma ritengo che sia importante ritornare su questo evento, e la distanza di tempo permette di coglierne meglio il significato.

Prima di tutto voglio ringraziare il Signore, perché è Lui che ha guidato tutto con la sua Provvidenza. Per me, che vengo dalle Americhe, è stato un bel regalo! E di questo ringrazio anche Nostra Signora Aparecida, che ha accompagnato tutto questo viaggio: ho fatto il pellegrinaggio al grande Santuario nazionale brasiliano, e la sua venerata immagine era sempre presente sul palco della GMG. Sono stato molto contento di questo, perché Nostra Signora Aparecida è molto importante per la storia della Chiesa in Brasile, ma anche per tutta l’America Latina; in Aparecida i Vescovi latino-americani e dei Caraibi abbiamo vissuto un’Assemblea generale, con il Papa Benedetto: una tappa molto significativa del cammino pastorale in quella parte del mondo dove vive la maggior parte della Chiesa cattolica.

Anche se già l’ho fatto, voglio rinnovare il ringraziamento a tutte le Autorità civili ed ecclesiastiche, ai volontari, alla sicurezza, alle comunità parrocchiali di Rio de Janeiro e di altre città del Brasile, dove i pellegrini sono stati accolti con grande fraternità. In effetti, l’accoglienza delle famiglie brasiliane e delle parrocchie è stata una delle caratteristiche più belle di questa GMG. Brava gente questi brasiliani. Brava gente! Hanno davvero un grande cuore. Il pellegrinaggio comporta sempre dei disagi, ma l’accoglienza aiuta a superarli e, anzi, li trasforma in occasioni di conoscenza e di amicizia. Nascono legami che poi rimangono, soprattutto nella preghiera. Anche così cresce la Chiesa in tutto il mondo, come una rete di vere amicizie in Gesù Cristo, una rete che mentre ti prende ti libera. Dunque, accoglienza: e questa è la prima parola che emerge dall’esperienza del viaggio in Brasile. Accoglienza!

Un’altra parola riassuntiva può essere festa. La GMG è sempre una festa, perché quando una città si riempie di ragazzi e ragazze che girano per le strade con le bandiere di tutto il mondo, salutandosi, abbracciandosi, questa è una vera festa. E’ un segno per tutti, non solo per i credenti. Ma poi c’è la festa più grande che è la festa della fede, quando insieme si loda il Signore, si canta, si ascolta la Parola di Dio, si rimane in silenzio di adorazione: tutto questo è il culmine della GMG, è il vero scopo di questo grande pellegrinaggio, e lo si vive in modo particolare nella grande Veglia del sabato sera e nella Messa finale. Ecco: questa è la festa grande, la festa della fede e della fraternità, che inizia in questo mondo e non avrà fine. Ma questo è possibile solo con il Signore! Senza l’amore di Dio non c’è vera festa per l’uomo!

Accoglienza, festa. Ma non può mancare un terzo elemento: missione. Questa GMG era caratterizzata da un tema missionario: «Andate e fate discepoli tutti i popoli». Abbiamo sentito la parola di Gesù: è la missione che Lui dà a tutti! E’ il mandato di Cristo Risorto ai suoi discepoli: «Andate», uscite da voi stessi, da ogni chiusura per portare la luce e l’amore del Vangelo a tutti, fino alle estreme periferie dell’esistenza! Ed è stato proprio questo mandato di Gesù che ho affidato ai giovani che riempivano a perdita d’occhio la spiaggia di Copacabana. Un luogo simbolico, la riva dell’oceano, che faceva pensare alla riva del lago di Galilea. Sì, perché anche oggi il Signore ripete: «Andate…», e aggiunge: «Io sono con voi, tutti i giorni…». Questo è fondamentale! Solo con Cristo noi possiamo portare il Vangelo. Senza di Lui non possiamo far nulla – ce lo ha detto Lui stesso (cfr Gv 15,5). Con Lui, invece, uniti a Lui, possiamo fare tanto. Anche un ragazzo, una ragazza, che agli occhi del mondo conta poco o niente, agli occhi di Dio è un apostolo del Regno, è una speranza per Dio!

A tutti i giovani vorrei chiedere con forza, ma io non so se oggi in Piazza ci sono giovani: ci sono giovani in Piazza? Ce ne sono alcuni! Vorrei, a tutti voi, chiedere con forza: volete essere una speranza per Dio? Volete essere una speranza, voi? [Giovani: “Si!”] Volete essere una speranza per la Chiesa? [Giovani: “Si!”] Un cuore giovane, che accoglie l’amore di Cristo, si trasforma in speranza per gli altri, è una forza immensa! Ma voi, ragazzi e ragazze, tutti i giovani, voi dovete trasformarci e trasformarvi in speranza! Aprire le porte verso un mondo nuovo di speranza. Questo è il vostro compito. Volete essere speranza per tutti noi? [Giovani: “Si!”].Pensiamo a che cosa significa quella moltitudine di giovani che hanno incontrato Cristo risorto a Rio de Janeiro, e portano il suo amore nella vita di tutti i giorni, lo vivono, lo comunicano. Non vanno a finire sui giornali, perché non compiono atti violenti, non fanno scandali, e dunque non fanno notizia. Ma, se rimangono uniti a Gesù, costruiscono il suo Regno, costruiscono fraternità, condivisione, opere di misericordia, sono una forza potente per rendere il mondo più giusto e più bello, per trasformarlo! Vorrei chiedere adesso ai ragazzi e alle ragazze, che sono qui in Piazza: avete il coraggio di raccogliere questa sfida? [Giovani: “Si!”] Avete il coraggio o no? Io ho sentito poco… [Giovani: “Si!”] Vi animate ad essere questa forza di amore e di misericordia che ha il coraggio di voler trasformare il mondo? [Giovani: “Si!”]

Cari amici, l’esperienza della GMG ci ricorda la vera grande notizia della storia, la Buona Novella, anche se non appare nei giornali e nella televisione: siamo amati da Dio, che è nostro Padre e che ha inviato il suo Figlio Gesù per farsi vicino a ciascuno di noi e salvarci. Ha inviato Gesù a salvarci, a perdonarci tutto, perché Lui sempre perdona: Lui sempre perdona, perché è buono e misericordioso. Ricordate: accoglienza, festa e missione. Tre parole: accoglienza, festa e missione. Queste parole non siano solo un ricordo di ciò che è avvenuto a Rio, ma siano anima della nostra vita e di quella delle nostre comunità divina, contribuisce a costruire un mondo più giusto e solidale.

[Dopo la sintesi in diverse lingue, Papa Francesco ha rivolto particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. Ai francesi e agli inglesi ha detto:] 

Saluto con gioia i francofoni presenti, particolarmente i pellegrini venuti dal Belgio e dalla Francia. Cari giovani, siate una speranza per Dio e per la Chiesa. Siate anche quella forza d’amore e di misericordia che vuole trasformare il mondo per renderlo più giusto e più bello. Buon pellegrinaggio a tutti!

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente quelli provenienti da Inghilterra, Galles, Malta, Etiopia, Australia, Corea del Sud, Canada e Stati Uniti. Il vostro soggiorno nella Città eterna vi confermi nell’amore di Cristo e della Chiesa. Dio vi benedica tutti!

[Rivolgendosi ai pellegrini tedeschi ha invece detto:]

Saluto di cuore tutti i fratelli e sorelle di lingua tedesca, in particolare i pellegrini venuti in bicicletta in occasione del cinquantesimo anniversario della canonizzazione di San Vincenzo Pallotti, e i giovani del gruppo “Treffpunkt Benedikt” di Kre
msmünster in Austria. Lo Spirito Santo vi accompagni sempre sul vostro cammino.

[Poi il saluto a portoghesi e polacchi:]

Cari pellegrini di lingua portoghese: siate i benvenuti. Rivolgo un saluto particolare ai portoghesi di Bougado e ai brasiliani qui presenti, che ancora una volta voglio ringraziare per la bella accoglienza che mi hanno offerto. Veramente, ho molta saudade della mia visita ad Aparecida e a Rio. Vi chiedo: siate sempre testimoni gioiosi della fede in Gesù Cristo! La Madonna Aparecida protegga ognuno di voi! Grazie!

Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Fratelli e sorelle, come ho annunciato a Rio de Janeiro, l’appuntamento per la prossima Giornata Mondiale della Gioventù, nel 2016, sarà nella vostra patria, a Cracovia. Ringrazio tutti i connazionali del beato Giovanni Paolo II per aver assunto l’impegno di preparare questo incontro. A Cristo Misericordioso, per intercessione di Maria Regina della Polonia, affido questo importante evento. Di cuore imparto la mia Benedizione a voi qui presenti, ai vostri cari e a tutti i Polacchi.

[Il Papa ha poi espresso uno speciale indirizzo di saluto ai fedeli arabi, a cui ha detto:]

Cari fedeli di lingua araba, specialmente voi provenienti dall’Iraq, dalla Giordania e dall’Egitto: Unitevi sempre a Cristo edificando il suo Regno con la fraternità, la condivisione e le opere di misericordia. La fede è una forza potente capace di rendere il mondo più giusto e più bello! Siate una presenza della misericordia di Dio e testimoniate al mondo che le tribolazioni, le prove, le difficoltà, la violenza o il male non potranno mai sconfiggere Colui che ha sconfitto la morte: Gesù Cristo. A tutti voi imparto la Benedizione Apostolica!

[Infine, il saluto in lingua italiana:]

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana, alle numerose parrocchie, alle associazioni e ai gruppi vari, in particolare saluto i fedeli delle diocesi di Ivrea, Alba, Lodi, Padova, Crema, Volterra, Massa Carrara, Pontremoli, San Miniato, Spoleto, Norcia e Lucca, accompagnati dai rispettivi vescovi. Questo incontro sia per tutti uno stimolo a camminare in comunione sempre più profonda, in un impegno missionario, che spinga ad uscire dai propri recinti per incontrare ed ascoltare con amore ogni persona. Siate comunità unite nella fede, aperte all’incontro e alla testimonianza per portare a tutti l’annuncio di gioia e di pace del Vangelo. Un affettuoso pensiero rivolgo alle religiose qui presenti, come pure ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Esorto ciascuno a cogliere sempre più l’amore di Dio, sorgente e motivo della nostra vera gioia. Soprattutto con le persone più deboli e bisognose dobbiamo condividere quest’amore che cambia la vita. L’amore di Dio cambia la vita! Ci cambia a tutti noi, ci fa più buoni, più felici. Non dimenticate che ognuno di noi, diffondendo la carità divina, contribuisce a costruire un mondo più giusto e solidale.

[Dopo i saluti nelle diverse lingue, Papa Francesco ha rivolto un appello per invitare a vivere intensamente la Giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente, e nel mondo intero, in programma sabato prossimo, 7 settembre, in Piazza San Pietro:]

Sabato prossimo vivremo insieme una speciale giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente, e nel mondo intero. Anche per la pace nei nostri cuori, perché la pace incomincia nel cuore! Rinnovo l’invito a tutta la Chiesa a vivere intensamente questo giorno, e, sin d’ora, esprimo riconoscenza agli altri fratelli cristiani, ai fratelli delle altre religioni e agli uomini e donne di buona volontà che vorranno unirsi, nei luoghi e nei modi loro propri, a questo momento. Esorto in particolare i fedeli romani e i pellegrini a partecipare alla veglia di preghiera, qui, in Piazza San Pietro alle ore 19.00, per invocare dal Signore il grande dono della pace. Si alzi forte in tutta la terra il grido della pace!

[© Copyright 2013 – Libreria Editrice Vaticana]

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ZENIT Staff

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