Lettura

La Lettera di Paolo alla comunità di Tessalonica pone l’accento sulla significativa testimonianza che fu data “dai padri” all’intera comunità; non, però, per vana gloria, ma per ricordare, in un certo modo, che la testimonianza di chi ci ha preceduti deve spingerci a fare sempre meglio, orientandoci nel solco di amore che Dio ci ha consegnato. La Lettera di Paolo sembra quasi dire: “è possibile spendere la propria vita per il Vangelo”.

Meditazione

Ancora una volta ci troviamo nel lungo discorso di Gesù con i duri ed efficaci “guai a voi!”, “all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità”. È un versetto del Vangelo di Matteo di fronte al quale tutti, senza mezze misure, dovremmo elevare la nostra supplica di perdono a Dio. Infatti, dietro questo versetto si nasconde quello che è uno dei peccati e delle trappole in cui il cuore dei cristiani spesso è tentato di cadere: la “doppiezza”! Quante volte la gente lamenta la doppiezza, tra il dire e il fare; quante volte, invece, operiamo bene, ma dentro siamo bruciati da sentimenti tutt’altro che di bene; perché facendo questa o quella cosa abbiamo cercato solo il nostro interesse. Quante volte la nostra fede si riduce ad una fede di facciata, di apparenze, di vanità dietro cui si nasconde il vuoto del cuore. La doppiezza di vita: com’è brutta! Meditando questa pagina del Vangelo da un lato, proviamo davvero a chiedere a Dio perdono per tutte quelle volte che ci siamo rivestiti di tante apparenze; dall’altro, invece, proviamo a chiedere la Grazia che ci liberi dall’ipocrisia e da tutte le iniquità che affollano il nostro cuore. La doppiezza è il male più pericoloso per i cristiani; perché dove c’è apparenza il Vangelo si frena; dove c’è l’esteriorità il Vangelo non porta frutti; mentre lì dove c’è verità ed autenticità il Vangelo sconvolge, porta frutti di amore e converte.

Preghiera

Signore, liberami da tutte le doppiezze del cuore! Tante volte ci casco, anche senza volerlo, eppure eccomi con un bel viso; ma con il cuore inquieto! Liberami, o Signore, da tutto ciò che appesantisce il cuore e concedi alle mie azioni di essere tanto buone e sante, nella misura in cui il mio cuore è buono, santo e “amico tuo”.

Agire

In questa giornata vorrei impegnarmi a vincere tutte le mie doppiezze, e a far parlare più la vita che le apparenze.

Meditazione del giorno a cura di mons. Domenico Cornacchia, vescovo di Lucera-Troia, tratta dal mensile "Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti: 
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