Calo delle nascite nel 2009 negli USA

Il tasso di natalità fra le adolescenti tocca il livello più basso dal 1940

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di Paul De Maeyer

ROMA, giovedì, 6 gennaio 2011 (ZENIT.org).- Negli USA, le nascite sono calate nel corso del 2009. Lo dimostra un’analisi preliminare pubblicata il 21 dicembre scorso dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) [1] e basata sulla quasi totalità dei dati provenienti da tutti i 50 Stati e dal Distretto di Columbia (Washington D.C.).

Dal rapporto emerge che nel corso del 2009 sono nati 4.131.019 bambini negli USA, vale a dire un calo del 3% rispetto all’anno precedente, quando erano 4.247.694. Il dato comporta il secondo calo consecutivo del tasso di fecondità generale (GFR in acronimo inglese), da 68,6 a 66,7 nascite ogni 1.000 donne nella fascia d’età 15-44 anni. Il declino ha riguardato, d’altronde, tutti i gruppi etnici o razziali, inclusi i cittadini di origini ispaniche. In quest’ultimo gruppo, nel quale si registra un quarto di tutte le nascite, il calo è stato del 4%, ossia da 1.041.239 a 999.632 nascite.

Come ribadisce Rob Stein sul Washington Post (21 dicembre 2010), con un tasso di fertilità pari a circa 2,01 figli per donna, nel 2009 la fecondità americana è stata per il secondo anno consecutivo inferiore alla cosiddetta “soglia di sostituzione” (2,1 figli per donna). Per la prima volta in 35 anni, solo nel 2006 e nel 2007 le nascite hanno superato oltreoceano questa fatidica soglia.

Fra le donne della fascia 20-24 anni, il tasso delle nascite ha fatto registrare nel corso del 2009 un declino del 7%, scendendo da 103,0 nascite per ogni 1.000 donne a 96,3, cioè il calo più accentuato dal 1973. Meno forte è stata la diminuzione del tasso delle nascite fra le donne della fascia 25-29 anni, da 115,1 nel 2008 a 110,5 l’anno scorso.

Anche fra le donne trentenni il tasso delle nascite è calato: da 99,3 nascite ogni mille nel 2008 a 97,7 nel 2009 tra le donne della fascia d’età 30-34 anni e da 46,9 a 46,6 tra le donne della fascia d’età 35-39 anni.

Diversa è la tendenza fra le donne della fascia 40-44 anni. Anche se si registra in questa categoria un leggerissimo calo del numero delle nascite (da 105.973 a 105.813), il tasso di natalità è salito da 9,8 nascite ogni mille a 10,1, ossia il livello più alto dal 1967 (10,6). Invariato invece è rimasto il tasso delle nascite fra le donne della fascia 45-49 anni (che include anche le donne di 50 anni o più): 0,7 nascite ogni mille donne, nonostante un aumento del numero di nascite (+ 4%)  tra le donne cinquantenni o oltre.

Dal rapporto emerge inoltre che per la prima volta dal 1996-1997 il numero delle nascite fra le donne non sposate è calato nell’arco del 2009, del 2% circa (da 1.726.566 a 1.693.850), ma che la percentuale di nascite da donne non sposate continua a salire, dal 40,6% al 41%. Poco più di un quinto (il 21%) dei bambini nati al di fuori del matrimonio nel 2009 corrisponde a mamme teenager, un dato che conferma la tendenza al ribasso registrato negli ultimi decenni (nel 1975 era ancora più della metà, il 52%).  

Il dato che finora ha suscitato il maggiore dibattito è la forte diminuzione del tasso delle nascite fra le adolescenti: del 6%, il livello più basso dal lontano 1940. Tra le giovani della fascia d’età 15-19 anni il tasso di natalità è sceso infatti da 41,5 ogni 1.000 adolescenti nel 2008 a 39,1 l’anno scorso. Il dato riconferma la tendenza al ribasso cominciata dopo l’anno record 1991, interrotta solo nel 2006 e nel 2007. Fra le minorenni della fascia 10-14 anni, il tasso è sceso solo leggermente, da 0,6 a 0,5 ogni mille, comunque il livello più basso mai registrato.

La domanda che si pongono adesso i commentatori e gli esperti è: che cosa ha provocato questo declino? Secondo Sarah Brown, della Campaign to Prevent Teen and Unplanned Pregnancies, la spiegazione sta nella crisi economica. “Molti teenager vivono con adulti finanziariamente stressati e vedono vicini ed amici più anziani perdere il lavoro e persino la casa”, ribadisce la Brown, citata dal Washington Post. Una simile posizione assume Samuel Preston, professore di Demografia presso la University of Pennsylvania. “Non avrei pensato – così ha ammesso – che i teenager fossero così colpiti dalla contrazione economica, ma forse dobbiamo rivedere i nostri stereotipi”.

Altri sono convinti che il motivo dietro questo calo sono l’influsso sui giovani di programmi televisivi come “16 and Pregnant”, trasmesso per la prima volta dall’emittente MTV nel 2009, e l’accesso alla contraccezione. “Anche se sono dati preliminari, sembra che un uso migliorato dei contraccettivi stia spingendo il declino dei tassi di nascite da teenager”, sostiene John Santelli, della  Mailman School of Public Health della Columbia University di New York.

C’è però anche un altro possibile fattore o elemento di spiegazione, che secondo Michael J. New, professore assistente di Scienza Politica all’Università dell’Alabama e ricercatore del Witherspoon Institute a Princeton, nel New Jersey, ha ricevuto “come sempre” solo “scarsa” attenzione da parte di quasi tutti i media nelle loro analisi del declino: l’impatto dei programmi di educazione sessuale basata sulla “sola astinenza” e di una maggiore compostezza sessuale (National Review Online, 28 dicembre 2010).

Dei benefici dei cosiddetti programmi “abstinence only” è convinta Valerie Huber, della National Abstinence Education Association, che parla del “potere aderente” del messaggio dell’astinenza sui giovani. Secondo la Huber, citata dal Washington Post, il rapporto “dimostra che i comportamenti dei teenager rispecchiano sempre di più le abilità insegnate in un buon programma di educazione all’astinenza”. Della stessa opinione è Jeanne Monahan, del Family Research Council. Parlando sempre con il Washington Post, la Monahan teme però lo stop dei fondi governativi destinati ai programmi in questione – come sta facendo l’amministrazione Obama -, che potrebbe causare  un’inversione di tendenza negli anni a venire. 

Alla fine, rimane una domanda chiave: l’aborto ha giocato un ruolo nel calo delle nascite? Come ricorda Steven Ertelt, di LifeNews.com (21 dicembre 2010), gli ultimi dati nazionali al riguardo – resi pubblici nel gennaio 2008 in un rapporto del Guttmacher Institute (pro aborto) –  rivelano che il livello di abortività ha toccato nel 2005 un minimo storico negli USA (dal 1974, il primo anno completo dopo la nota sentenza “Roe vs Wade”). Se questo è ancora il caso, allora le adolescenti e le donne ventenni e trentenni ricorrono oggi meno all’aborto che negli anni precedenti. Un motivo questo per celebrare, secondo i gruppi pro vita.

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1) Il documento è consultabile in formato PDF all’indirizzo: http://www.cdc.gov/nchs/data/nvsr/nvsr59/nvsr59_03.pdf

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ZENIT Staff

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