di Carmen Elena Villa


ROMA, lunedì, 22 novembre 2010 (ZENIT.org).- Riferendosi al libro-intervista di Peter Seewald a Papa Benedetto XVI “Luce del mondo”, che verrà presentato questo martedì nella Sala Stampa della Santa Sede e dedica un passo all'uso del preservativo, il giornalista e scrittore Aldo Maria Valli ha affermato che in esso “il Papa non sostiene nulla di nuovo”.

“Nuova è semmai la forma, molto chiara, con la quale il Papa esprime il suo pensiero”, ha spiegato Valli, autore del libro “La verità del Papa. Perché lo attaccano, perché va ascoltato”. “Si tratta della dottrina del male minore”, ha puntualizzato parlando con ZENIT.

L'atteggiamento dei media di concentrare l'attenzione su questa pagina, ha osservato, “rischia di oscurare il resto del libro, nel quale il Papa fa capire molto bene come vive il suo mandato (come un servitore, non come un leader) e qual è lo scopo ultimo della sua missione: riavvicinare l'uomo a Dio”.

Attacchi e manipolazioni

Perché il contenuto del messaggio del Papa viene spesso ridotto ai temi più scottanti per l'opinione pubblica? Perché il Pontefice viene attaccato tante volte, il suo messaggio viene manipolato e le frasi estrapolate dal contesto?

“Perché è un Papa, un pastore, e un intellettuale e un uomo di cultura che parla di verità”, ha affermato Valli. Un secondo motivo è perché “parla di giustizia”. “Spetta a noi tutti, credenti e non credenti, interrogarci su questo tema”.

Benedetto XVI è un Pontefice che a volte risulta pericoloso per l'opinione pubblica, “per chi non vuole che esista la verità dell'uomo, per chi non vuole che ci sia una giustizia sociale”.

Nemico della ragione?

Non di rado, Benedetto XVI è dipinto come un Papa fideista e chiuso al dialogo. Valli, tuttavia, sottolinea in lui l'opposto: l'apertura nei suoi discorsi al tema della ragione, uno dei principali punti forti del suo pontificato.

“Ci sta facendo una proposta di fondamentale importanza per noi, i nostri figli, i nostri nipoti, per il destino della nostra società moderna”, ha commentato il vaticanista.

“Il Papa chiede alla cultura contemporanea occidentale di riflettere sul problema del divorzio tra libertà e verità e punta l’attenzione sulla ragione umana, articolando la proposta del Magistero”, ha aggiunto.

E' un tema che tocca “costantemente anche nei suoi viaggi all'estero”, risvegliando un “desiderio di conoscenza”, anche se il suo discorso può risultare “altamente destabilizzante per chi vuole il relativismo, per chi pensa che la Chiesa non collabora”.

Valli ha confessato che, come giornalista, ha il “grande compito” di “ricercare sempre la verità”. “Probabilmente non la raggiungeremo mai in termini umani, però questa tensione verso la verità fa parte di noi”, ha riconosciuto.

“Contribuire a stabilire la verità è un'opera dalla quale mi sono sentito attirato, nonostante le difficoltà e gli attacchi che uno riceve”.

Un Papa impopolare?

Aldo Maria Valli si è anche riferito al paragone compiuto non poche volte dai media tra il carisma di Giovanni Paolo II e il carattere riservato di Benedetto XVI. E' una “posizione scorretta, dalla quale noi cattolici dobbiamo guardarci”, ha avvertito.

“E' vero che Benedetto XVI non è un personaggio nel senso mediatico del termine”. “E' un uomo mite, un uomo riservato e addirittura timido”, “un tedesco che sta molto bene in compagnia dei suoi libri e che è quasi disarmato nei confronti degli altri, tutto il contrario del suo predecessore, che invece viveva volentieri tra le grande folle, stava volentieri sul palco”. “Questo è l'uomo Ratzinger”.

Ciò, secondo Valli, porta anche ad alcuni vantaggi: “Ci spinge a usare altri strumenti per conoscerlo, come la lettura dei suoi testi”, i testi di un uomo con una “grandissima lucidità” e “maturazione interiore”.

Le parole di Ratzinger, ha concluso Valli, sono “veramente per tutti, soprattutto per i nostri figli e per il destino della loro vita. Non a caso ha chiesto che possa avvenire un grande confronto tra la cultura di tipo religioso e di tipo ateo”.