ROMA, mercoledì, 26 maggio 2010 (ZENIT.org).- Il 23 maggio, il Rettor maggiore dei Salesiani, don Pascual Chávez Villanueva, a conclusione dell’Eucaristia, celebrata nella neo basilica di Colle Don Bosco, ha letto e consegnato nelle mani del Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, una lettera per il Sommo Pontefice.

A firmare il testo, oltre i membri del Consiglio generale, anche i Vescovi e i Cardinali radunati per il loro incontro a Torino in occasione del 150° della Congregazione salesiana, del centenario della morte del primo Successore di Don Bosco, il Beato Michele Rua e del 125° dell’ordinazione episcopale del primo Vescovo salesiano, mons. Giovanni Cagliero, in seguito elevato alla dignità cardinalizia.

Il motivo principale alla base della lettera, spiega il Rettor maggiore nel testo, “è quello di esprimere a Vostra Santità, l’affetto, la vicinanza, la piena disponibilità che Don Bosco ci ha insegnato a vivere, fin dai primi tempi della sua esperienza carismatica, nei confronti del Santo Padre e di tutta la Chiesa”.

“Con Vostra Santità – continua don Pascual Chávez Villanueva – condividiamo le preoccupazioni del momento presente, chiedendo al Signore di purificare la nostra vita e di purificare la Chiesa per poter essere degni annunciatori del Vangelo, soprattutto ai giovani, ai poveri, agli ultimi, a coloro che ancora non conoscono la Buona Novella”.

“In secondo luogo, Santità, vogliamo assicurare a Lei di voler coltivare nella Congregazione e nella persona di questi nostri fratelli Vescovi un profondo rinnovamento spirituale”.

“Il terzo motivo – prosegue –, come Figli di Don Bosco è quello di assicurare a Vostra Santità la preoccupazione per i giovani di oggi, che spesso appaiono come 'pecore senza pastore'”.

Raccogliendo l'appello lanciato dallo stesso Benedetto XVI, don Chávez rinnova l’impegno dei salesiani di farsi carico della “emergenza educativa” che colpisce le società e le culture contemporanee.

“In un mondo che pur con mille contraddizioni cerca di farsi carico di difendere i diritti della persona umana, vogliamo essere apostoli dei giovani, custodendo il loro diritto alla conoscenza di tutto quello che è 'nobile, giusto, puro, onorabile, degno di lode'”, conclude.