I nuovi media al servizio della Parola

Commento di Don Filiberto González, Consigliere per la Comunicazione Sociale dei Salesiani

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ROMA, domenica, 16 maggio 2010 (ZENIT.org).- “Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola” è il tema per la XLIV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebra nella solennità dell’Ascensione. Il Pontefice  invita i sacerdoti a essere missionari nel nuovo continente  digitale. Don Filiberto González, Consigliere per la Comunicazione Sociale, si rivolge ai salesiani e agli educatori rileggendo il tema alla luce dell’Ascensione.

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Oltre a quelli geografici, c’è un nuovo “continente”, quello digitale! Non ha un’estensione territoriale, ma abbraccia il mondo intero. Gli studiosi ritengono che a breve sarà il più popolato; frequentato soprattutto da ragazzi e giovani: i “nativi digitali”. Un “continente” giovane che non può lasciare indifferenti salesiani ed educatori. Non possiamo ignorarlo o rammaricarci per questo. È una nuova era che, come dice il Papa, offre grandi opportunità alla Chiesa per portare il Vangelo a chi non lo conosce. 

In questo continente, dove nuove regole guidano la ricerca della verità, vige una nuova cultura, un nuovo modo di relazionarsi con la natura, con gli altri e con Dio; essa, che si sviluppa rapidamente, ci avvolge. A noi scegliere se essere turisti o missionari; i primi vi passano, ammirano e prendono ciò che vogliono, gli altri si sentono inviati e si incarnano.

Il Papa esorta i sacerdoti, in questo anno a loro dedicato, a essere pastori del mondo digitale. Il mandato che Gesù affida ai suoi discepoli prima di salire al cielo – “mi sarete testimoni fino ai confini della terra” – spinge i salesiani e gli educatori a entrare in questa “nuova terra” con autenticità senza lasciarsi “inghiottire” acriticamente. 

Da Gerusalemme e dalla Galilea son partiti i primi testimoni di Gesù. Siamo chiamati a raggiungere questa nuova frontiera proponendo una pastorale del mondo digitale che, come dice il Papa, è “chiamata a tener conto anche di quanti non credono, sono sfiduciati ed hanno nel cuore desideri di assoluto e di verità non caduche, dal momento che i nuovi mezzi consentono di entrare in contatto con credenti di ogni religione, con non credenti e persone di ogni cultura”.

I primi testimoni di Gesù si mossero a piedi, poi a cavallo, in barca, in carrozza, in macchina, in aereo; oggi ci sono le fibre ottiche, i satelliti e la tecnologia digitale. È lo slancio missionario, il desiderio di vivere una gran passione per Dio e per la salvezza dei giovani, come fece Don Bosco. Essere fedeli al Vangelo, alla missione della Chiesa e al carisma salesiano ci spinge ad essere presenti in questo nuovo continente. Facciamo nostra, come esorta il Papa l’esortazione di san Paolo: “Guai a me se non annuncio il Vangelo!” (1Cor 9,16).

Si richiede una formazione diversa, più solida e profonda. “La fecondità del ministero sacerdotale – ricorda il Papa – deriva innanzitutto dal Cristo incontrato e ascoltato nella preghiera; annunciato con la predicazione e la testimonianza della vita; conosciuto, amato e celebrato nei Sacramenti, soprattutto della Santissima Eucaristia e della Riconciliazione”.

Così possiamo aiutare i giovani di oggi a scoprire il volto di Cristo, coniugando l’uso opportuno e competente dei mezzi, del linguaggio, acquisito anche nel periodo di formazione, con una solida preparazione teologica e una spiccata spiritualità religiosa o/e sacerdotale, alimentata dal continuo colloquio con il Signore. Tocca noi far trasparire il nostro cuore di consacrati, per dare un’anima non solo al proprio impegno pastorale, ma anche all’ininterrotto flusso comunicativo della “rete” e delle comunità nel “continente digitale”.

Finisco con le parole del Papa prese dal suo messaggio: “A voi, carissimi Sacerdoti (religiosi, educatori), rinnovo l’invito a cogliere con saggezza le singolari opportunità offerte dalla moderna comunicazione. Il Signore vi renda annunciatori appassionati della buona novella anche nella nuova ‘agorà’ della comunicazione digitale”.

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ZENIT Staff

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