USA: la libertà d'espressione dei cattolici è in pericolo

L’avvocato Bill Maurer spiega quali sono i pericoli

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di Annamarie Adkins

SEATTLE, lunedì, 26 ottobre 2009 (ZENIT.org).- Negli Stati Uniti, i cattolici e le Diocesi sono diventati vittime delle leggi sul finanziamento delle campagne in generale (non solo politiche), che violano la loro libertà d’espressione.

In risposta a questa emergenza, è stata creata una coalizione di organizzazioni che abbracciano tutto lo spettro politico con il nome di Citizens United.

Per comprendere meglio la portata delle leggi sul finanziamento delle campagne, ZENIT ha intervistato l’avvocato Bill Maurer, direttore esecutivo dell’Istituto per la Giustizia di Washington e uno dei membri più attivi di Citizens United.

Maurer ha condiviso con ZENIT le ragioni per le quali i cattolici, soprattutto per la loro storia di persecuzione e lo status di minoranza e di stranieri, dovrebbero essere scettici di fronte a leggi che limitano la possibilità di parlare di questioni politiche.

I cattolici devono sospettare della riforma delle leggi sul finanziamento delle campagne?

Maurer: Tutti i nordamericani dovrebbero nutrire sospetti di fronte ai tentativi del Governo di regolamentare e restringere l’attività politica. I cattolici, che in passato hanno subito discriminazioni da parte di una maggioranza ostile, dovrebbero preoccuparsi proprio per non dare al Governo strumenti da usare per mettere a tacere la voce di chi dissente.

Se il Governo ha la possibilità di determinare quando l’influenza di una delle parti di un dibattito politico diventa “eccessiva” o “indebita”, allora è il Governo stesso che avrà la capacità di far tacere una voce per far sì che il dibattito sia “giusto”.

Non sorprenderebbe nessuno se il Governo concludesse che le voci che bisogna mettere a tacere sono quelle di coloro che si oppongono al potere. A questo riguardo, i cattolici sono pienamente consapevoli della lunga tradizione per cui alcuni in questo Paese si sono lamentati dell’influenza “indebita” della Chiesa nelle questioni di governo.

Quanto al denaro in politica, in un Paese grande come questo i soldi sono uno strumento assolutamente fondamentale perché gli oratori arrivino al pubblico. Visto quanto il Governo fa a livello statale e federale, sorprende che i nordamericani non spendano più denaro per i discorsi politici.

Mentre il Governo si amplia e arriva a settori della vita delle persone ai quali non era mai giunto in precedenza, la necessità di un dibattito pubblico informato su ciò che accade a livello governativo diventa più pressante che mai. La capacità del pubblico di ascoltare le idee politiche non deve limitarsi a chi ha le risorse o la capacità di ascoltare un politico di persona.

Qual è l’impatto delle leggi sul finanziamento delle campagne sulla partecipazione politica sia dei Vescovi che dei laici? Può fornire degli esempi concreti?

Maurer: I Vescovi e altri membri del clero sono in genere piuttosto discreti circa le attività politiche, non tanto per le leggi sul finanziamento delle campagne, ma per le restrizioni alle attività politiche collegate al mantenimento dello status di esenzione dalle imposte della Chiesa.

Ad ogni modo, quando i Vescovi e il clero si impegnano in campagne concrete, come contro le iniziative dello Stato su temi relativi alla vita umana, incontrano le stesse restrizioni degli altri cittadini.

Ad esempio, se si organizzano per dedicare dei fondi a opporsi all’iniziativa “morte con dignità”, come quella dello Stato di Washington, devono formare un comitato sul tema e dichiarare nomi, indirizzi e le persone per cui lavorano, così che il Governo possa pubblicarli in una base dati su Internet.

Questi obblighi scoraggiano enormemente il coinvolgimento delle persone nell’attività politica. Ad esempio, chi ha contribuito all’iniziativa contro il matrimonio omosessuale in California (Proposizione 8) è diventato oggetto di minacce, boicottaggi, manifestazioni e rappresaglie economiche, dopo che quanti si opponevano all’iniziativa hanno visto le informazioni delle loro donazioni sulla pagina web dello Stato.

Allo stesso tempo, chi si opponeva alla misura ha affermato che quanti la proponevano hanno utilizzato queste informazioni per cercare di ricattare i donatori perché contribuissero allo stesso modo a favore dell’altra “fazione”. L’assillo politico è a volte un gioco di uguaglianza di opportunità.

Quanto ai laici, quando la gente si unisce e dedica le proprie risorse a perseguire un cambiamento politico, in genere scopre che i suoi sforzi sono subordinati alle leggi sul finanziamento delle campagne.

Una delle principali leggi sul finanziamento delle campagne degli ultimi cinque anni ha infatti avuto a che vedere con gli sforzi del Wisconsin Right to Life per esortare due senatori a votare i candidati giudiziari del Presidente Bush, un’attività che rientrava nelle restrizioni legali al finanziamento delle campagne perché uno dei due senatori cercava di essere rieletto.

Poco tempo fa, la Diocesi di Bridgeport è stata posta sotto inchiesta dallo Stato del Connecticut per la presunta violazione della sua legge sulla competenza associativa quando ha esortato i cattolici a opporsi a una legge che avrebbe avuto effetti sul governo della Chiesa. Che cosa è successo in quel caso? Crede che vedremo altri esempi di un atteggiamento del Governo volto a regolamentare la voce della Chiesa nel settore pubblico?

Maurer: Nel marzo scorso, l’Assemblea Generale del Connecticut ha sottoposto a dibattito una legislazione che avrebbe privato i sacerdoti e i Vescovi della possibilità di partecipare agli organismi delle corporazioni che controllano la proprietà parrocchiale nel Connecticut e che ordinava che gli organismi governativi di queste corporazioni fossero formati solo da membri laici della parrocchia.

In risposta a quella che è stata considerata una sfida diretta all’autorità della Chiesa sul funzionamento interno delle parrocchie, la Diocesi di Bridgeport ha posto informazioni sulla legge sulla sua pagina web e ha chiesto ai pastori di leggere una dichiarazione nella Messa domenicale esortando ad opporsi alla legge.

La Chiesa ha anche invitato i fedeli ad assistere a un incontro e a contattare i legislatori.

Questi sforzi hanno fatto sì che la Diocesi venisse indagata dal Connecticut Office of State Ethics (OSE) per aver violato la legge statale sulla competenza associativa, che esige la registrazione di fronte allo Stato se un’entità vuole “chiedere ad altri di comunicare con qualsiasi funzionario o con la sua équipe del ramo legislativo o esecutivo del Governo… con il proposito di influire su qualsiasi azione legislativa o amministrativa”.

La Diocesi ha avviato una causa presso il tribunale federale sfidando la costituzionalità di questa legge, ma dopo che il Procuratore Generale del Connecticut ha concluso che le attività della Chiesa rientrano in un’eccezione statutaria l’OSE ha smesso le sue indagini e la Diocesi ha ritirato volontariamente l’istanza.

L’esperienza dell’Arcidiocesi di Bridgeport è purtroppo molto comune. I nordamericani si vedono in genere coinvolti in ampissime e complesse leggi di finanziamento delle campagne quando si dedicano ad attività che considerano protette dal Primo Emendamento.

Pur non avendo violato alcuna legge, il costo emozionale ed economico di essere indagati dal Governo può essere schiacciante.

Qualsiasi Chiesa varchi la soglia della “competenza associativa” può subire lo stesso destino dell’Arcidiocesi di Bridgeport se esorta i suoi fedeli ad agire riguardo a temi pubblici fondamentali per la fede cattolica. Queste parrocchie possono vedere le loro risorse spese per difendersi dagli ispettori governativi anziché usate per portare avanti la loro missione apostolica.

Quali principi devono tenere a mente i cattolici quando valutano le varie proposte di riforma della partecipaz
ione al processo politico?

Maurer: In un momento in cui molti degli insegnamenti e delle convinzioni della Chiesa entrano in conflitto con le convinzioni dell’“establishment” politico del Paese, i cattolici dovrebbero ricordare che dare al Governo i mezzi per controllare il dibattito pubblico può avere come risultato il silenzio di quanti non sono d’accordo a livello politico.

Negli esempi che ho menzionato in precedenza – la Proposizione 8, il caso del Diritto alla Vita nel Wisconsin e le esperienze della Diocesi di Bridgeport –, le leggi sul finanziamento delle campagne sono state utilizzate per cercare di porre fine all’attività politica che sosteneva i punti di vista della Chiesa. La lezione è che quando il Governo ha il potere di regolare il discorso politico, qualunque oratore può vedersi ridotto al silenzio.

Il Governo non indaga e non registra più le attività dei politici stranieri, come ha fatto come i diritti civili e i movimenti contro la guerra negli anni Sessanta. Ora obbliga i cittadini a registrarsi e poi compila una base dati delle attività delle persone a disposizione di chiunque abbia accesso a un computer e a Internet.

Questo non può rappresentare uno sviluppo positivo per una Chiesa che parla così spesso contro i punti di vista predominanti tra chi è al governo.

Per ogni proposta di “riformare” le leggi sul finanziamento delle campagne, i cattolici dovrebbero chiedersi: (1) se questo incoraggerà o scoraggerà il discorso e l’attività politica, (2) se interferirà con la capacità di chi rappresenta una minoranza di esprimere senza riserve i propri punti di vista, (3) se questa proposta darà a chi è al potere uno strumento con cui sopprimere il punto di vista di chi la pensa diversamente.

In ultima istanza, i cattolici devono sostenere una sfera pubblica vivace e non irreggimentata, dove la verità e la saggezza dei temi che interessano la nostra vita possano essere dibattuti in modo libero e appassionato.

Per ulteriori informazioni, www.ij.or

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ZENIT Staff

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