La Caritas aiuta le vittime dei terremoti in Georgia e Albania

La terra ha tremato il 7 e l’8 settembre

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CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 15 settembre 2009 (ZENIT.org).- Le Caritas nazionali di Georgia e Albania hanno avviato piani d’emergenza per prestare aiuti di prima necessità alle vittime dei terremoti registrati in questi Paesi il 7 e l’8 settembre, che hanno provocato ingenti danni materiali.

Mille famiglie colpite in Georgia

Secondo i dati forniti da Caritas Georgia, all’alba dell’8 settembre un terremoto con epicentro situato a 12 chilometri da Oni, nella regione di Racha-Lochkhumi-Kvemo Svaneti, ha colpito 41 villaggi della regione, causando ingenti danni a case e infrastrutture comunitarie. Anche se per fortuna non ci sono state vittime, si calcola che circa 90 case siano rimaste distrutte e più di un migliaio siano state danneggiate.

Caritas Georgia ha avviato un piano d’azione diviso in due fasi. Nella prima si darà una risposta alle necessità più urgenti dell’emergenza, in coordinamento con le autorità locali.

Per questo si stanno identificando le priorità per le vittime, come alloggi d’emergenza, cibo, medicinali e utensili di uso personale e familiare. Una volta coperta la prima fase d’emergenza, la Caritas locale elaborerà un piano di ricostruzione di abitazioni e infrastrutture.

400 case distrutte in Albania

Il 7 settembre, un forte sisma di magnitudo 7 della scala Richter ha colpito gravemente varie zone dell’Albania. In base al rapporto della situazione diffuso dalla Caritas locale, le zone più danneggiate – le comunità di Gjorice, Shupenze, Ostren, Trebisht e Fushe-Bulqize – abbracciano una zona rurale che vive di agricoltura e allevamento, soggetta a un consistente esodo migratorio e con alti livelli di povertà e precarietà.

Secondo le prime stime, si calcola che il sisma abbia distrutto circa 400 abitazioni e ne abbia danneggiate altre 3.000, così come edifici pubblici, scuole, centri di salute e centri comunitari.

Caritas Albania ha lanciato una campagna d’emergenza per fornire, in modo immediato e con la collaborazione di personale tecnico locale e volontari, aiuti di prima necessità a migliaia di vittime, e a medio e lungo termine mettere a disposizione le risorse fondamentali per la sopravvivenza delle famiglie colpite ricostruendo le case e fornendo mobili.

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ZENIT Staff

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