Un documentario ricorda il viaggio papale in Polonia

Iniziativa del politico statunitense Newt Gingrich

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di Edward Pentin

ROMA, giovedì, 11 giugno 2009 (ZENIT.org).- Il 10 giugno di 30 anni fa si concludeva un avvenimento che avrebbe cambiato il mondo per sempre: in soli nove giorni, Giovanni Paolo II realizzò quello che fu probabilmente il più importante dei suoi viaggi, un pellegrinaggio nella sua terra natale, la Polonia.

Il Papa atterrò nella Varsavia comunista la vigilia di Pentecoste e pronunciò 37 discorsi e omelie che riassumevano quello che la maggior parte dei polacchi aveva sentito per anni: che la Polonia era un Paese cattolico oppresso da uno Stato comunista.

In questo modo, scatenò una rivoluzione spirituale e politica che avrebbe liberato l’Europa orientale e l’Unione Sovietica dalle catene del dominio marxista.

Concretamente, portò il Governo comunista della Polonia a concordare sulla legalizzazione del movimento sindacale Solidarność.

Accanto all’aiuto dei leader politici internazionali e della Chiesa, sarebbe diventata la forza che avrebbe portato alla caduta del regime comunista.

Ora, trent’anni dopo, un gruppo guidato dal politico statunitense Newt Gingrich (che è stato presidente della Camera dei Rappresentanti dal 1995 al 1999 e si è poi convertito al cattolicesimo) sta elaborando un documentario di 90 minuti su quel pellegrinaggio papale.

La pellicola si intitola “Nove giorni che hanno cambiato il mondo” e dovrebbe essere pronta nell’autunno prossimo. Il suo obiettivo è avvicinare lo spettatore a quegli avvenimenti fondamentali e spiegare il contesto della visita.

Il documentario inizia con l’elezione di Giovanni Paolo II e continua con brevi riferimenti alla vita di Karol Wojtyła, prima sotto il nazismo e poi sotto il regime di Stalin, e alla sua vocazione al sacerdozio.

Alcuni giorni fa, i responsabili hanno visitato Roma per girare nella Basilica di San Pietro.

Lo sceneggiatore, produttore e regista, Kevin Knoblock, ha spiegato a ZENIT di aver avuto l’idea del documentario dopo aver realizzato di recente un film su Ronald Reagan.

“Quando stavamo girando il film, abbiamo scoperto i tre fattori chiave nella fondazione del movimento di Solidarność – ha spiegato –. Reagan ha esercitato un’enorme influenza, e anche la Thatcher; quella più importante, però, è stata quella di Giovanni Paolo II”.

Il gruppo aveva già girato in vari luoghi del pellegrinaggio papale del 1979, tra cui Cracovia, Auschwitz, Czestochowa e Piazza della Vittoria a Varsavia, il luogo dell’affollatissima Messa papale che attirò 250.000 persone.

Il famoso motto di Giovanni Paolo II “Non abbiate paura” è stato, per Knoblock, non solo un’esortazione a non avere paura di spalancare le porte a Cristo, “ma anche a non aver paura dei cambiamenti e delle sfide che sarebbero sopraggiunti, delle sfide del regime sovietico e del totalitarismo”.

Allo stesso modo, ha ricordato che nove polacchi su dieci ascoltarono e videro il Papa parlare in quei nove giorni, e che ogni tentativo del regime di evitare che il pellegrinaggio avesse luogo fallì.

Nel materiale promozionale, i responsabili affermano che il documentario mostrerà come Giovanni Paolo II “abbia aiutato i polacchi a ritrovare il coraggio e a rivendicare la loro cultura”.

La pellicola, aggiungono, aiuta a esprimere il messaggio del Papa che ribatte alle menzogne del nazismo e del comunismo: che “la vera libertà umana è possibile solo attraverso la verità di Gesù Cristo”.

Questo continua ad essere importante anche oggi, spiega Knoblock. “Bisogna sempre ricordare ciò che può accadere sotto i regimi autoritari, ricordare la libertà e la libertà religiosa, e Giovanni Paolo II l’ha davvero portata al popolo polacco”.

Il documentario sarà disponibile in DVD in inglese, spagnolo, polacco, portoghese e francese.

Per ulteriori informazioni: ninedaysthatchangedtheworld.com

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ZENIT Staff

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