Messaggio del Card. Lozano per la Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra 2009

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CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 20 gennaio 2009 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito il Messaggio del Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, per la Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra che si celebrerà il 25 gennaio prossimo.

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Agli Ecc.mi Presidenti delle Conferenze Episcopali e

Vescovi Incaricati della Pastorale della Salute

La celebrazione annuale della “Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra” è un grande appuntamento di solidarietà con i fratelli e sorelle affetti dal morbo di Hansen, una malattia spesso ignorata dai mezzi di comunicazione che ancora oggi ogni anno colpisce nel mondo oltre 250.000 persone, la maggior parte delle quali vive in condizioni di indigenza.

Secondo le stime più recenti della “Organizzazione Mondiale della Sanità”, che si riferiscono al 2007, si sono registrati in quell’anno 254.525 nuovi malati di lebbra, con una presenza di 212.802 persone in trattamento.

E i bambini purtroppo non vengono risparmiati da questo morbo. Secondo stime dell’AIFO, – la « Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau » -, “ogni anno vi sono 40.000 bambini con la lebbra nel mondo, e circa il 12% di tutti i nuovi casi di lebbra sono bambini con meno di 15 anni”.

Nell’anno del “XXmo Anniversario della Convenzione dei Diritti dei Fanciulli”, memore della predilezione di Cristo Gesù per essi “perché di questi è il regno dei Cieli” (Mt 19, 14), faccio appello ai responsabili delle organizzazioni dei Governi affinché nell’attuare i programmi e i piani di salute nei diversi Paesi, riservino una speciale attenzione ai bambini malati di lebbra, i quali corrono il rischio di vedere ipotecato il futuro per le negative conseguenze del loro stato di malattia.

Da questo discende l’urgenza per le Istituzioni Pubbliche che venga attuato il “diritto a godere del miglior stato di salute possibile e di beneficiare di servizi medici e di riabilitazione” ad essi riconosciuti all’articolo 24 della “Convenzione su i Diritti dei Fanciulli”. Sul piano sociale ancora persistono purtroppo, seppure infondate, paure generate dall’ignoranza circa il morbo di Hansen. Queste generano sentimenti di esclusione e spesso di pesante stigma nei confronti dei malati di lebbra, rendendoli particolarmente vulnerabili.

Questa “56ma Giornata Mondiale” è quindi una opportuna occasione per offrire alla comunità degli uomini una corretta, larga e capillare informazione sulla lebbra, sugli effetti devastanti che può causare nei corpi se lasciati a se stessi, sulle famiglie e sulla società, e suscitare il dovere singolo e collettivo di una attiva fraterna solidarietà.

Ispirandosi all’esempio di Cristo Gesù, Medico del corpo e dello spirito, la Chiesa ha sempre avuto una speciale sollecitudine per i Malati di lebbra. Nel corso dei secoli si è resa presente con Istituzioni di Congregazioni di Religiosi e Religiose, e con Organizzazioni di Assistenza Sanitaria di Volontariato di fedeli laici, contribuendo in modo radicale alla loro piena integrazione sociale e comunitaria.

Il Beato Padre Damiano di Veuster, infaticabile ed esemplare Apostolo dei fratelli e sorelle affetti dal morbo di Hansen, faro di Fede e di Amore, è simbolo di tutti i Consacrati a Cristo con Voti Religiosi che ancora oggi dedicano la propria vita ad essi, mettendo a disposizione ogni risorsa per il benessere integrale dei Malati di lebbra in ogni parte del mondo.

Questi con il Beato Damiano stanno scrivendo le pagine più belle della storia Missionaria della Chiesa, inscindibilmente legati alla Evangelizzazione con la cura dei Malati, annunciando che la Redenzione di Cristo Gesù, e la sua Grazia salvifica, raggiungono tutto l’Uomo nella sua condizione umana per associarlo alla sua Gloriosa Risurrezione.

Accanto ad essi tanti Volontari, e Uomini di buona volontà, si fanno coinvolgere organizzando concretamente la solidarietà, mettendo a disposizione mezzi e risorse finanziarie agli Istituti di ricerca per una cura sempre più efficace per debellare il morbo di Hansen.

Il mondo del laicato cattolico ha il suo paladino in Raoul Follereau, ideatore e promotore di questa “Giornata Mondiale”, che continua la benefica azione con la “Associazione degli Amici” a lui dedicata. A Lui, e a quanti lo seguono nel tempo, va un plauso particolare e la nostra gratitudine per le tante iniziative che promuovono, con il merito di tenere sempre viva l’attenzione per i malati del morbo di Hansen, sensibilizzando l’opinione pubblica e suscitando coinvolgimento nel sostenere programmi e raccolte di risorse finanziarie.

E’ bello e consolante constatare che in questa lotta al morbo di Hansen sono presenti Associazioni e Organizzazioni non Governative che vanno oltre le appartenenze religiose, ideologiche e culturali, incontrandosi tutti nella comune finalità di portare a chi è malato l’oppor­tunità di ritrovare uno stato di benessere sociale, sanitario, spirituale.

In particolare alla “Sasakawa Foundation” va la nostra riconoscenza per l’apporto inestimabile che da decenni sta dando alla causa, sostenendo finanziariamente le Istituzioni della Comunità Internazionale nella ricerca nel campo terapeutico. Incoraggio la “Sasakawa Foundation” a proseguire con determinazione, perché ai positivi risultati finora raggiunti altri ancora e più avanzati vengano realizzati per il bene dei Malati di lebbra e delle loro famiglie.

Ai Malati del morbo di Hansen, ai Missionari Religiosi e Religiose impegnati sul campo, e agli Operatori Sociali e di Sanità che li assistono, esprimo la vicinanza di questo “Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute”, che esprime la sollecitudine e la vicinanza della Chiesa per i Malati e per quanti ad essi si dedicano.

L’Immacolata Madre di Dio, “Salus Infirmorum”, interceda dal Figlio Gesù “Medico dei corpi e delle anime” la salute globale ai Malati di Lebbra, e a quanti li assistono doni uno spirito materno.

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ZENIT Staff

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