Il Papa invita a una mini Giornata della Gioventù a Parigi

Questo venerdì sera accanto alla Cattedrale di Notre-Dame

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di Anita S. Bourdin

PARIGI, sabato, 13 settembre 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha dato inizio questo venerdì sera, accanto alla Cattedrale di Notre-Dame di Parigi, a una mini Giornata della Gioventù alla quale hanno partecipato circa 270.000 persone.

Dopo aver celebrato i vespri nel luogo simbolo del cattolicesimo francese, il Papa ha indirizzato ai giovani riuniti nell’atrio della Cattedrale alcune parole, seguite attraverso i maxischermi anche nelle vie adiacenti, lungo la Senna.

Vedendo l’enorme folla di giovani, il Pontefice ha confessato che l’incontro gli ricordava la Giornata Mondiale della Gioventù del luglio scorso e ha parlato di ciò che l’evento di Sydney ha fatto riscoprire a molti ragazzi: “l’importanza dello Spirito Santo nella nostra vita”.

I giovani erano arrivati molte ore prima per cercare di assicurarsi una buona postazione. Durante l’attesa, hanno seguito attraverso gli schermi il discorso del Papa al mondo della cultura, al Collegio dei Bernardini, e i vespri ai quali il Pontefice ha partecipato insieme a sacerdoti, religiosi, religiose, diaconi e seminaristi.

Un gruppo di venti giovani quattordicenni della scuola Giovanna d’Arco di Brétigny, località appena fuori Parigi, e i loro cinque accompagnatori hanno trasmesso il loro entusiasmo a ZENIT.

Milena ha confessato la sua sorpresa per la “fiducia” che il Papa ha espresso in varie occasioni durante il suo discorso. Hanno concordato su questo anche Matthieu e Julien. Del discorso del Pontefice, Baptiste è rimasto colpito dal “coraggio” che lo Spirito Santo dà nei momenti di prova. Mathilde ha invece sottolineato l’appello alla “condivisione”.

Loïc ha scoperto dalle parole del Papa che “Dio non ha terminato la creazione”, e che quindi non è inattivo. Rémy è stato colpito da ciò che Benedetto XVI ha detto circa la Parola di Dio e il rapporto tra l’Antico e il Nuovo Testamento. Si è resa conto che tutto è “unito”: gli uomini e la Chiesa, le persone e la natura.

Altri giovani di vent’anni, che ZENIT ha incontrato vicino a Notre-Dame, sono rimasti colpiti dall’esortazione del Papa a testimoniare e a farlo con urgenza. Benoît, seminarista della Diocesi di Pontoise, ha sottolineato i due “tesori” che il Papa ha affidato in modo speciale ai giovani: “lo Spirito Santo e la Croce”. Aude, dal canto suo, ha ricordato l’invito a “portare la croce”.

All’incontro erano presenti anche vari sacerdoti. Padre Jérôme Bascoul, vicario a Parigi, nella parrocchia di Saint-Médard, è stato colpito dal “volto raggiante del Santo Padre quando ha parlato ai giovani in questa luce stupenda” del tramonto, di fronte alla “gioia in pietra”, il trio di Notre-Dame, affidando ai ragazzi il “tesoro dello Spirito Santo”.

Responsabile del diaconato al seminario di Parigi, anche padre Denis Dupont-Fauville è rimasto colpito dal volto del Pontefice, così come dal suo “straordinario” discorso di fronte al mondo della cultura nel Collegio dei Bernardini, che diventerà anche un luogo di formazione per futuri sacerdoti.

“Ha affrontato il cuore di ciò che vogliamo fare. Sembra averci presentato un programma: ‘Ora et Labora’ – preghiera e lavoro –, secondo la Regola di San Benedetto”, ha dichiarato.

Padre Louis Marie, abate benedettino di Sainte-Madeleine du Barroux, è molto felice di constatare che il Papa cita continuamente San Benedetto. Al Collegio dei Bernardini, Benedetto XVI ha riflettuto sul monachesimo medievale per trarre dall’esempio dei monaci che hanno fondato il Collegio un insegnamento per oggi: “Ci ha ricordato che la nostra vocazione primordiale è la ‘ricerca di Dio’”.

L’abate ammira questa “straordinaria semplicità” di Benedetto XVI, la sua “bontà”, e ha sottolineato il passaggio in cui ha affermato che “non c’è cultura senza ricerca di Dio”. “Splendido!”, ha riconosciuto il religioso.

Parroco di San Giuseppe Artigiano, a Parigi, padre Hervé Guillez è rimasto colpito dalla “gioia” contagiosa che si respirava nella Cattedrale di Notre-Dame e dal vedere i sacerdoti e le religiose che scoprivano una sorta di “infanzia spirituale”.

Per suor Stella, religiosa dell’Assunzione italiana, Benedetto XVI è “un uomo totalmente dedito a Dio e al suo popolo, la Chiesa”. “E’ capace di adattarsi a qualsiasi età, un uomo che sa a chi si rivolge”. “Gli voglio molto bene”, ha confessato.

Per suor Caroline, Piccola Sorella dei Poveri, superiora della comunità di Saint-Denis, l’aspetto più eloquente è stato il legame creato dal Papa tra “tradizione” e “attualità”, invitando a “ricorrere a ciò che abbiamo ricevuto”: “la Chiesa è unita a tutto ciò che ha ricevuto dal passato e a ciò che è oggi”.

I giovani hanno poi continuato la mini Giornata della Gioventù, nella notte parigina, con momenti di preghiera e adorazione nelle chiese vicine.

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ZENIT Staff

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