Accolta una bimba sopravvissuta all’aborto

Di Antonio Gaspari

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ROMA, lunedì, 4 febbraio 2008 (ZENIT.org).- Il due febbraio, nel corso di una conferenza stampa, la Comunità Papa Giovanni XXIII, dopo un momento di preghiera per la vita nascente davanti all’ingresso dell’Ospedale Maggiore di Bologna, ha annunciato di aver accolto una bimba sopravvissuta all’aborto.

Si tratta di una bambina a cui era stata diagnosticata la mancanza dei globuli oculari (era quindi cieca). I genitori hanno optato per l’aborto, ma la piccola, già di 22 settimane, è nata viva e i medici si sono prodigati per assisterla e salvarle la vita, così come prevederebbe l’art. 7 della Legge 194, contro il parere di pochi giorni fa del Consiglio Superiore di Sanità – interpellato dall’ex Ministro Livia Turco per limitare l’assistenza ai prematuri -, che ne avrebbe sancito la morte.

I genitori hanno comunque deciso di non accogliere la bambina sopravvissuta, chiedendo che andasse in adozione. Perciò a 7 mesi la piccola è stata accolta da una casa famiglia della Comunità Giovanni XXIII.

Dalla testimonianza della mamma della casa famiglia che l’ha accolta, la bambina sopravvissuta all’aborto, è splendida, piena di vita e cambia il cuore di chiunque la incontri.

La storia di questa bimba è incredibile: sopravvissuta all’aborto è nata che pesava solo 562 grammi; ha subito un intervento al cuore a 10 giorni di vita, un’emorragia celebrale, infezioni varie, problemi respiratori ed alimentari.

Ora ha 15 mesi e pesa 6 kg. Si pensava che sarebbe vissuta in stato vegetativo, invece ha cominciato a ciucciarsi le dita, ride e si relaziona con tutti. La sua voglia di vivere è contagiosa, tutte le persone che l’incontrano, chiedono di tornare ancora.

Alla conferenza stampa ha partecipato anche una coppia bolognese che ha riportato la testimonianza dell’accoglienza del figlio a cui era stata diagnosticata una grave malformazione cardiaca.

Un’altra mamma presente ha raccontato di come 9 anni fa sia stata ripetutamente sollecitata ad abortire dai medici per ragioni di salute che poi si sono rivelate inconsistenti.

La Comunità Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, ha ribadito la propria adesione alla moratoria sull’aborto impegnandosi a livello nazionale e internazionale con proposte a tutela della maternità e della vita nascente affinché “ad ogni donna sia garantito il diritto di non abortire”.

Nel corso della conferenza stampa la Comunità ha annunciato che, dopo aver proposto delle linee guida alla Legge 194, “si sta preparando una proposta di legge a tutela della vita e della maternità, contro l’induzione all’aborto, per dare alla donna incinta la possibilità di trovare protezione e di denunciare coloro che le propongono di sopprimere il proprio figlio o che la inducono ad abortire con il ricatto o peggio con l’inganno”.

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ZENIT Staff

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