Benedetto XVI chiede di superare con il dialogo la grave crisi in Costa d’Avorio

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 22 gennaio 2006 (ZENIT.org).- Questa domenica, al termine di una settimana di gravi tensioni in Costa d’Avorio, Benedetto XVI ha fatto appello alla promozione del dialogo per giungere alla riconciliazione e alla pace in questa nazione africana.

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Dopo la preghiera dell’Angelus, il Pontefice ha confessato che “fra le tante preoccupazioni per la situazione internazionale, il mio pensiero ritorna oggi all’Africa ed in particolare alla Costa d’Avorio, ove persistono gravi tensioni fra le varie componenti sociali e politiche del Paese”.

“A tutti rivolgo un invito a proseguire nel dialogo costruttivo, in vista della riconciliazione e della pace”, ha affermato.

“Affido queste intenzioni all’intercessione della Vergine Santa, tanto amata dal popolo ivoriano”, ha poi concluso.

L’appello del Papa è risuonato quest’oggi dopo che nell’ultima settimana si sono verificati quattro giorni di disordini sulle strade di Abidjan, la capitale economica della Costa d’Avorio, promossi dai “Giovani patrioti”, simpatizzanti estremisti del Presidente Laurent Gbagbo, che si oppone alla riduzione del suo potere in applicazione del piano di pace.

La situazione in Costa d’Avorio è precipitata soprattutto dopo che il Gruppo di Lavoro Internazionale, incaricato di seguire l’evoluzione del processo di pacificazione tra le fazioni opposte, ha deciso di non prolungare il mandato scaduto a dicembre dell’Assemblea nazionale, che è composta in maggioranza dai partigiani di Gbagbo.

Durante i disordini sono stati presi di mira con pietre e bombe incendiarie, basi, veicoli e personale dei Caschi Blu dell’ONU e delle truppe francesi – la Costa d’Avorio si è dichiarata indipendente dalla Francia il 7 agosto 1960 –. Diverse persone hanno trovato la morte in questi disordini.

Nel frattempo, quasi 7.000 Caschi Blu e circa 4.000 soldati francesi sono impegnati nel tentativo di mantenere la pace nel maggiore produttore mondiale di cacao, che si è spaccato a partire dal settembre 2002 in seguito ad una guerra civile scoppiata fra il Sud governativo e il Nord controllato dai ribelli.

I mediatori internazioni – fra i quali ci sono anche l’ONU e l’Unione africana – hanno chiesto ai capi dei ribelli e del Governo di applicare l’accordo di pace, che stabilisce il disarmo, la riunificazione e le elezioni ad ottobre.

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ZENIT Staff

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