BALTIMORA, venerdì, 4 febbraio 2005 (ZENIT.org).- “Caritas Internationalis” (CI), la federazione internazionale di agenzie umanitarie cattoliche, ha raccolto circa 320 milioni di dollari per aiutare le comunità colpite dallo “tsunami” del 26 dicembre scorso.

Il fenomeno è costato la vita a circa 300.000 persone, soprattutto nei Paesi del sud-est asiatico, colpendo soprattutto le popolazioni costiere e spazzando via le fonti di sostentamento delle comunità pescherecce, le più danneggiate.

Confermando la cifra globale raccolta da CI, in una nota inviata a ZENIT, questo giovedì, la “Caritas” degli Stati Uniti – “Catholic Relief Service” (CRS), che fa parte di CI – ha annunciato la sua decisione di incrementare il suo impegno iniziale portandolo da 25 milioni di dollari a 80 milioni per 5-7 anni per aiutare i sopravvissuti dello “tsunami” in India, Sri Lanka ed Indonesia a ricostruire la propria vita, le fonti di sostentamento e le comunità.

“Il fatto che sia passato già abbastanza tempo ci permette di vedere più chiaramente l’entità del lavoro che sarà necessario per aiutare” il recupero delle persone danneggiate, ha spiegato il presidente di CRS, Ken Hackett.

“Mentre continuiamo a fornire aiuti d’emergenza ai bisognosi, stiamo già entrando in una fase di recupero a lungo termine che richiederà più milioni di quelli previsti all’inizio”, ha spiegato.

Basandosi su analisi in loco, l’agenzia ha deciso di incrementare i propri aiuti. Gli 80 milioni di dollari previsti finanzieranno una serie di programmi volti a ripristinare i mezzi per vivere, ricostruire strade, ponti, strutture pubbliche e case, così come a migliorare l’autosufficienza delle popolazioni locali.

I programmi potranno essere ampliati a seconda della modifica delle necessità e del loro chiarimento nei prossimi mesi.

Da quando è accaduta la tragedia, il CRS ha raccolto oltre 69,5 milioni di dollari grazie alla generosa risposta della comunità cattolica statunitense e ad altri appoggi, per cui l’organismo non continuerà a sollecitare attivamente ulteriori fondi.

“Abbiamo presente la nostra responsabilità per assicurare che i fondi vengano utilizzati per il proposito stabilito: aiutare i sopravvissuti a riprendersi e a recuperare il loro stile di vita”, ha aggiunto Hackett.

In India, ad esempio, il CRS sta lavorando sia con entità ecclesiali che con altre agenzie umanitarie per implementare un programma che fornisca sistemi di acqua potabile ed aiuti medici ad oltre 350.000 persone e contribuisca a comprare imbarcazioni, reti da pesca ed altri strumenti che aiutino la gente a ripristinare le loro fonti di sostentamento e a ricostruire scuole che permettano ai bambini di riprendere ad istruirsi.

In Indonesia, il Paese più colpito dalla forza dello “tsunami”, il CRS e i suoi associati aiuteranno circa 240.000 persone nelle zone di Meulaboh e di Banda Aceh a lasciare le abitazioni di fortuna per trasferirsi in case nuove costruite da operai locali, dando alle comunità un lavoro e la speranza di una vita nuova. L’agenzia aiuterà i sopravvissuti ad affrontare le perdite con una consulenza professionale e dando loro l’opportunità di imparare nuove competenze professionali o di ristabilire la loro attività commerciale.

Oltre 170.000 persone riceveranno aiuti per ricostruire la propria casa nello Sri Lanka, e verranno assicurate loro l’alimentazione adeguata e l’assistenza sanitaria, così come l’assistenza e l’appoggio necessari per costruire un futuro per sé ed i propri figli.

Il CRS lavora da più di 60 anni nel sud e nel sud-est asiatico portando aiuti d’emergenza ed assistenza allo sviluppo a lungo termine.

L’agenzia è l’organizzazione umanitaria ufficiale della comunità cattolica degli Stati Uniti e fornisce assistenza in 99 Paesi e territori bisognosi, senza distinzione di razza, credo o nazionalità.

[Per ulteriori informazioni: www.catholicrelief.org]