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© Save The Children

Ventimiglia. Il Papa ringrazia il vescovo per l’accoglienza ai profughi

Francesco invia un messaggio a mons. Suetta ringraziando la Comunità diocesana che incoraggia a proseguire nella solidarietà “per diventare sempre più Chiesa in uscita”

Un grazie per “gli sforzi” a sostegno dei profughi e un incoraggiamento “a proseguire nel generoso impegno dell’accoglienza e della solidarietà, per diventare sempre più ‘Chiesa in uscita’”. Così Papa Francesco nel messaggio inviato a mons. Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia – San Remo, rivolto all’intera Comunità diocesana.

La missiva del Pontefice, inviata il 17 agosto scorso, ma resa pubblica ieri nella Solennità di San Secondo, è una risposta alla lettera inviata a sua volta dal vescovo al Papa, con la quale lo informava della “difficile situazione della città di Ventimiglia, a motivo della presenza di numerosi migranti e profughi che aspirano a varcare il vicino confine italo-francese”.

Francesco si dice “spiritualmente vicino con l’affetto e la preghiera a Lei, all’intera Diocesi e a quanti si adoperano per venire incontro alle necessità di questa gente che scappa dalla guerra e dalla violenza, in cerca di speranza e di un futuro di pace”.

“Desidero ringraziarLa tanto – scrive il Santo Padre – per gli sforzi che codesta Comunità diocesana sta dispiegando con ammirevole carità evangelica, ponendo risorse umane, logistiche ed economiche a sostegno di questi nostri fratelli e sorelle che vivono un immenso dramma”.

Quindi l’incoraggiamento al vescovo e a tutti i sacerdoti, le persone consacrate, gli operatori pastorali e le varie realtà ecclesiali “a proseguire nel generoso impegno dell’accoglienza e della solidarietà, per diventare sempre più ‘Chiesa in uscita’, annunciatrice gioiosa del Vangelo della misericordia e testimone di speranza”.

In conclusione il Papa assicura “un orante ricordo per tutte le necessità della cara Chiesa di Ventimiglia – San Remo” e, prima di impartire la Benedizione Apostolica, “pegno della mia cordiale benevolenza”, chiede come di consueto preghiere per sé stesso.

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