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Una rete oltre le sbarre

Ieri, presso il carcere romano di Rebibbia, è andata in scena una partita tra detenuti e rappresentanti del Forum Nazionale dei Giovani, nell’ambito delle iniziative di “Fuorilfuturo”

Uno spirito di fraternità e di gioia è riuscito ad attenuare l’insopportabile canicola estiva. È successo all’interno della Casa circondariale di Rebibbia, precisamente nel campo da calcio in erba sintetica sul quale si sfidano di solito i detenuti.

Ieri mattina, 20 luglio, una rappresentativa di questi ultimi ha ingaggiato una gara all’insegna del sorriso contro una rappresentativa del Forum Nazionale dei Giovani, l’unica piattaforma nazionale di organizzazioni giovanili italiane, con più di 75 organizzazioni che rappresentano circa 4 milioni di giovani.

L’evento di ieri si inserisce sulla scia di quanto creato dal Forum con il “Gruppo Emergenza Carceri”, coordinato da Luigi Iorio. Il Gruppo ha l’obiettivo di portare all’attenzione il tema del sovraffollamento e delle altre condizioni di disagio che tutti gli attori coinvolti – detenuti e agenti – vivono all’interno delle carceri italiane. A tal proposito è stato realizzato un documento che ha raccolto l’adesione di circa 60 parlamentari di ogni schieramento e che è stato presentato a Bruxelles, lo scorso aprile, da alcuni eurodeputati italiani.

Tra le varie iniziative del “Gruppo Emergenza Carceri”, esiste il progetto “Fuorilfuturo”, ideato da Matteo Guidoni, membro del Consiglio direttivo del Forum. Ieri, con l’iniziativa sportiva presso Rebibbia, “Fuorilfuturo” ha ricevuto il suo battesimo ufficiale. Attraverso incontri, percorsi e attività ricreative e lavorative, il progetto ha lo scopo di offrire ai giovani detenuti delle carceri italiane possibilità di riscatto sociale e di interazione, così da rendere più umana la propria detenzione.

In procinto di svilupparsi su tutto il territorio nazionale, “Fuorilfuturo” sta attuando una ricerca riguardo la percentuale della popolazione carceraria tra i 18 e i 35 anni e sui motivi prevalenti che portano i più giovani dietro le sbarre. L’idea – che ha dato lo spunto al nome del progetto – è quella di contribuire ad un futuro migliore dei giovani detenuti una volta scontata la loro pena.

I momenti di svago all’interno del carcere rappresentano, pertanto, degli utili strumenti volti a questo scopo. Momenti di svago come la partita andata in scena ieri a Rebibbia, grazie alle istituzioni della casa circondariale per la disponibilità e all’associazione “Gruppo Idee”, che da nove anni si prodiga per il recupero e il reinserimento dei detenuti.

Malgrado le temperature proibitive, non sono mancati virtuosismi degni di un campo da calcio d’altra categoria. Il risultato ha abbondantemente premiato la maggiore preparazione atletica e tecnica dei detenuti, ma ciò che contava era il senso dell’incontro.

Al termine dello stesso, i rappresentanti del Forum hanno consegnato delle targhe di riconoscimento al direttore del carcere di Rebibbia, Mauro Mariani, il quale non è potuto esser presente ma ha mandato dei saluti ai partecipanti all’iniziativa, al commissario Massimo Cardillo (Comandante di Reparto) e al Sostituto Commissario di Polizia Penitenziaria, Luigi Giannelli.

Matteo Guidoni ha dichiarato a margine dell’iniziativa a ZENIT: “Come Forum Nazionale dei Giovani non potevamo non occuparci della realtà carceraria, che ha ormai assunto nel nostro Paese le dimensioni di una vera e propria emergenza”. Guidoni sottolinea che le iniziative di “Fuoriilfuturo” sono finalizzate “a far incontrare ai ragazzi delle nostre associazioni coetanei che vivono condizioni distanti dalle loro e molto particolari”. Di qui un “arricchimento reciproco” attraverso esperienze dirette “come quella di oggi”. Che nasce dalla corsa dietro a un pallone, attività che unisce i giovani d’ogni cultura ed estrazione e regala sorrisi anche in un contesto angusto come quello di un carcere.

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