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Un campione di pugilato in udienza dal Papa

Francesco ha incontrato stamattina Vincenzo Cantatore. I due hanno parlato di un progetto che prevede la cura del Parkinson e dei disagi psichici attraverso l’allenamento pugilistico

L’attività pugilistica come panacea del male fisico e psichico. È il tema che è stato al centro del colloquio intercorso stamattina in piazza San Pietro, al termine dell’Udienza generale, tra papa Francesco e l’ex pugile Vincenzo Cantatore. Quest’ultimo, in tasca una laurea in scienze politiche e un titolo di campione europeo dei massimi leggeri, da quando è sceso dal ring ha iniziato una serie di attività solidali al fianco di detenuti, bambini ricoverati in ospedale e giovani con disturbi mentali.

Sulla scia di questo suo impegno per il prossimo, da qualche mese Cantatore sta portando avanti un progetto sulla falsariga di quanto ideato anni fa negli Stati Uniti da Kristy Follmar, anche lei titolata ex pugile. Attenta osservatrice, la Follmar si accorse che gli esercizi preparatori del pugilato producevano, nei pazienti affetti dal morbo di Parkinson, miglioramenti alla mobilità degli arti.

I riscontri positivi sono stati constatati anche da ricercatori americani, i quali hanno inoltre scoperto che il raggio di beneficio prodotto da questi esercizi travalica il Parkinson. Del resto le persone che svolgono livelli di attività fisica intensi riducono il rischio di depressione di circa il 30% e coloro che hanno un livello medio-alto di attività lo riducono del 20% rispetto a coloro con un basso livello di attività.

Ricerche più recenti hanno confermato che un’attività sportiva di particolare intensità e varietà di esercizio fisico stimola la produzione di dopamina. L’innalzamento del livello di dopamina, permettendo al cervello di inviare comandi altrimenti difficoltosi in soggetti sofferenti, gioverebbe a persone con disturbi depressivi, psicotici trattati con neurolettici, disturbi da dipendenza da sostanze e, appunto, malati di Parkinson.

Alla luce di queste verifiche, negli Stati Uniti si è diffuso l’utilizzo dell’allenamento pugilistico come strumento per aiutare i malati. Ad oggi sono 59 le palestre che Oltreoceano, sostenute dal Dipartimento della Salute degli Stati Uniti, offrono sul ring un allenamento specifico indirizzato a persone affette da Parkinson e da disturbi psichici.

Tiberio Roda, imprenditore lombardo a cui nel 2013 è stata diagnosticata una leggera forma di Parkinson, per saperne di più è andato personalmente a Indianapolis, dove questo metodo di allenamento è molto attivo grazie al progetto Rock Steady Boxing dell’ex procuratore Marion County. Roda è rimasto impressionato dalla natura dinamica e dall’efficacia del programma, a tal punto da mettersi a cercare una palestra che potesse aiutarlo a proporre questo progetto anche in Italia.

Il destino di Roda si è incrociato con quello di Cantatore a Milano, durante uno degli stage che l’ex pugile propone abitualmente in giro per l’Italia. I due hanno condiviso e sviluppato insieme l’interesse per questo metodo d’allenamento. Ed oggi si stanno facendo interpreti del progetto No Contact Boxing insieme anche al dott. Santo Rullo, già presidente della Società Italiana di Psichiatria Sociale e fondatore di Villa Letizia, comunità terapeutica per persone che soffrono di disagio mentale, dove adotta un metodo riabilitativo incentrato sullo sport.

Il progetto – spiega a ZENIT Vincenzo Cantatore a margine dell’incontro con il Papa – “prevede la creazione di un gruppo unico di allenamento pugilistico senza contatto, indirizzato a persone affette dal morbo di Parkinson e da disagi psichici o dovuti a tossicodipendenza”. Già, perché le sostanze stupefacenti riducono il livello di dopamina, che l’allenamento pugilistico riesce invece a riequilibrare. Cantatore ha già iniziato a lavorare in tal senso, ricevendo i primi risultati incoraggianti con pazienti di “Villa Maraini”.

L’ex pugile ha parlato anche di questa sua più recente esperienza al Santo Padre, il quale è rimasto positivamente colpito dal progetto, soprattutto per il suo aspetto di gratuità. Cantatore sottolinea infatti che l’intento è quello di rendere accessibile anche ai meno abbienti questo tipo di allenamento. Per questo – osserva l’ex pugile – “sarà indispensabile sensibilizzare le Istituzioni e ricevere da loro un sostegno concreto al fine di rendere il progetto alla portata di tutti”. Intanto il sostegno al progetto è giunto da papa Francesco. E non è poco.

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