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Regno Unito: polemica per le pubblicità che invitano ad abortire

I messaggi hanno iniziato ad essere trasmessi questo lunedì

di Carmen Elena Villa

LONDRA, martedì, 25 maggio 2010 (ZENIT.org).- “L’aborto non è un servizio al consumatore”, hanno affermato in un comunicato stampa i Vescovi di Inghilterra e Galles dopo la diffusione nel Paese del primo messaggio pubblicitario sull’aborto.

Il messaggio è promosso dall’organizzazione femminista Marie Stopes International e ha iniziato ad essere trasmesso questo lunedì. Una voce fuori campo pone la domanda: “Hai un ritardo?”, riferendosi al ritardo nel ciclo mestruale.

Il messaggio pubblicitario non menziona la parola “aborto”, ma mostra un’adolescente a una fermata dell’autobus, una madre con due bambini che camminano e una ragazza in un bar che guarda in strada.

“Se hai un ritardo, potresti essere incinta. Se sei incinta e non sai cosa fare, Marie Stopes International può aiutarti”, suggerisce la pubblicità.

Per i Vescovi del Regno Unito, “non si dovrebbe permettere di pubblicizzare sui mezzi di comunicazione” questo tipo di procedure.

I presuli hanno affermato che questi messaggi “erodono il rispetto per la vita”, e li hanno definiti “ingannevoli e molto dannosi per le donne, che possono essere persuase a prendere una decisione rapida”.

Questa pubblicità, sostengono i presuli, “non è nell’interesse della salute o del benessere psicologico delle donne”.

I Vescovi hanno anche approfittato per invitare le donne che si trovano in difficoltà a rivolgersi a organizzazioni “che offrono informazioni confidenziali, assistenza e aiuto pratico alle donne che pensano all’aborto, che soffrono dopo la fine di una gravidanza o cercano di andare avanti dopo un aborto”.

Tra queste entità, i Vescovi hanno sottolineato l’opera dell’organizzazione britannica pro-vita Life, che cerca di fornire sostegno alle donne in stato di gravidanza, di offrire trattamenti di fertilità che non compromettano la vita di altri embrioni e di curare la vita dei concepiti.

Michaela Aston, portavoce di questa organizzazione, ha affermato in alcune dichiarazioni alla stampa che questo messaggio pubblicitario “creerà offese e angoscia”.

“Siamo molto preoccupati perché il messaggio è indirizzato specificatamente a donne incinte, e anche se sembra inoffensivo credo che molte donne che hanno una gravidanza che crea loro problemi non si renderanno conto che chiameranno quel numero sperando di ricevere aiuto e invece sentiranno parlare di aborto”, ha segnalato.

“Non posso credere che le autorità permettano la trasmissione di questo messaggio quando un sondaggio recente ha rivelato che la gente in generale si oppone alla propaganda dei servizi abortivi”, ha concluso la portavoce del gruppo Life.

[Traduzione dallo spagnolo di Roberta Sciamplicotti]

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