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José María Zavala - © JMZ

Quando Madre Speranza “lesse nell’anima di Jacqueline Kennedy”

Un libro dello scrittore spagnolo José Maria Zavala rivela particolari inediti della fondatrice del santuario di Collevalenza: dai miracoli in vita agli incontri con Giovanni Paolo II, Padre Pio ed Josemaria Escrivà

Madre Esperanza. Los milagros desconocidos del alma gemela del Padre Pío (Madre Speranza. I miracoli sconosciuti dell’anima gemella di Padre Pio) è il titolo del libro che approfondisce la vita e le opere della religiosa fondatrice del Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza. Una donna che “ha letto nell’anima di Jacqueline Kennedy” e che è stata beatificata nel 2014. L’autore del volume, José Maria Zavala, ha vuto accesso agli archivi della Congregazione, alla Positio e, soprattutto, ai testimoni e ai due diari inediti di persone assai significative che conobbero Madre Speranza e che rivelarono dettagli sconosciuti sui suoi rapporti con San Giovanni Paolo II, Padre Pio e San Josemaria Escrivà de Balaguer. La prima edizione del libro si è esaurita nel giro di 24 ore, il giorno successivo alla presentazione da parte di Iker Jiménez, durante il programma televisivo Cuarto Milenio, cui anche l’autore collabora.

Com’è nata l’idea di scrivere questo libro?

Pura provvidenza. L’anno scorso mi trovavo con la mia famiglia a Murcia, a riflettere su varie questioni lavorative. Eppure, nel momento più insperato, un sacerdote mi ha parlato per la prima volta di Madre Speranza, dicendomi: “Devi scrivere la sua biografia per farla conoscere in Spagna”. Mi lasciò in opuscolo su di lei ed io, leggendolo, mi convinsi che dovevo scrivere questo libro. A partire da allora, mi avventurai per un viaggio a Collevalenza e a Roma, dove ho potuto intervistare alcuni testimoni ancora viventi, che hanno frequentato Madre Speranza per molti anni, e accedere al formidabile Archivio del Santuario dell’Amore Misericordioso.

Come si è svolta la procedura di documentazione?

Avere a che fare con la Positio, ovvero leggere le carte del processo di canonizzazione di Madre Speranza, come mi successe riguardo alla sua giornata con Padre Pio, per realizzare un libro che ha tagliato il traguardo delle dieci edizioni in Spagna ed è stato tradotto in Italia, è stata un’esperienza meravigliosa e un immenso privilegio. Nella Positio vi è un autentico arsenale di documenti, molti dei quali inediti, emersi oggi nel libro, assieme anche ai diari sconosciuti di padre Mario Gialletti, segretario di Madre Speranza fino al momento della sua morte, e di Pietro Iacopini, uno dei suoi figli spirituali più amati.

Oltre a far conoscere Madre Speranza, cos’altro offre questo libro?

Ad esempio, la testimonianza scritta appositamente per il libro dai genitori di Francesco Maria, il bambino la cui guarigione miracolosa è servita a papa Francesco per autorizzare il decreto di beatificazione di Madre Speranza nel 2014. E molte altre cose: il 13 maggio 1981, giorno in cui Madre Speranza iniziò a vomitare sangue, arrivando a impregnare quattro asciugamani interi, sapendo che mancavano poche ore all’attentato di Ali Agca contro Giovanni Paolo II, in piazza San Pietro. Quella stessa mattina, avvertirono il medico personale della religiosa, Tommaso Baccarelli, il quale, quando vide la paziente, le praticò con urgenza una trasfusione di sangue, per salvarla da morte sicura. Tuttavia, mentre le praticavano le analisi del caso, per definire il suo gruppo sanguigno, il dottor Baccarelli si stupì nel constatare che la sua quantità di globuli bianchi era assolutamente nella norma. Ciononostante Madre Speranza non smise di vomitare sangue fino a quando la vita di Giovanni Paolo II non fu dichiarata fuori pericolo. La ricostruzione di quello che era successo quel giorno nella cella di Madre Speranza, ho potuto farla con i testimoni che lavorano sulla Positio, tra i quali spicca la dichiarazione di Suor Amada, che è stata tutto il tempo al suo fianco e che l’ha conosciuta di persona a Collevalenza.

Perché viene chiamata “l’anima gemella di Padre Pio”?

Spiritualmente parlando, erano come due gocce d’acqua. Entrambi portarono le stimmate di Gesù Cristo sulle mani, sui piedi e al costato per più di mezzo secolo, ed entrambi ebbero il dono della bilocazione, dell’introspezione delle coscienze, delle guarigioni miracolose, della profezia… Madre Speranza, in particolare, moltiplicava gli alimenti, riuscendo a sfamare più di 3000 persone ogni giorno a Roma, durante la Seconda Guerra Mondiale. Come se non bastasse, riusciva a trasformare l’acqua in vino. Padre Pio e Madre Speranza furono uniti anche dalla dolorosa persecuzione che entrambi soffrirono all’interno della Chiesa.

Come avvenne il suo incontro con Jacqueline Kennedy?

La vedova del presidente degli Stati Uniti giunse a Collevalenza, il 15 novembre 1967. La più giovane first lady della storia del suo paese, dopo il terribile attentato che era costato la vita a suo marito quattro anni prima, aveva allora 38 anni e mezza vita davanti a sé ma la sua anima si dibatteva in forti convulsioni. Quel giorno la accompagnava l’ambasciatore spagnolo presso la Santa Sede, Antonio Garrigues y Díaz-Cañabate, al quale le malelingue (o le indiscrezioni) attribuivano un’inconfessabile relazione con la bella ed elegante ex first lady nordamericana. La vedova di JFK si ritrovò assieme a Madre Speranza che, dopo averle letto nell’anima, le diede alcuni consigli per avvicinarsi a Dio e dare senso alla propria vita piena di sofferenze.

Perché ritiene che la vita di Madre Speranza sia poco conosciuta in Spagna?

Effettivamente, lei esemplifica molto bene che nessuno è profeta in patria. Le dico anche, però, che vi sono migliaia di persone che adesso la stanno conoscendo attraverso il suo libro, la cui prima edizione è andata esaurita in 24 ore, dopo la presentazione al programma Cuarto Milenio, condotto da Iker Jiménez, per il quale collaboro. Ieri notte non riuscivo a prendere sonno per le centinaia di messaggi di persone che avevano visto il programma e che erano rimasti impressionati dalla figura di Madre Speranza.

Lei ha avuto accesso a due diari inediti di persone che hanno conosciuto Madre Speranza e che hanno rivelato dettagli sconosciuti sui suoi rapporti con San Giovanni Paolo II, con Padre Pio e con San Josemaria Escrivà de Balaguer. Ci può anticipare qualcosa in merito?

Inizierei, se preferisce, con San Giovanni Paolo II. Nel 1964, quando ancora era arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyla visitò Madre Speranza a Collevalenza, con l’obiettivo di farsi dare la chiave per sbloccare il processo di beatificazione di Suor Faustina Kowalska… e lei gliela diede! Fu Padre Pio a metterli in contatto. Padre Pio e Madre Speranza si incontrarono per un anno intero in bilocazione al Sant’Uffizio ed entrambi si mandavano reciprocamente anime da affidare. San Josemaria Escrivà de Balaguer mantenne stretto contatto con lei a Madrid nel 1935. Il fondatore dell’Opus Dei risiedeva allora all’Accademia DYA, che si trovava nella stessa Calle Ferraz dove viveva Madre Speranza. San Josemaria la andava spesso a visitare in compagnia di Isidoro Zorzano, uno dei primi numerari dell’Opus Dei e cercava di consolarla per la brutale persecuzione che lei stessa soffriva all’interno della Chiesa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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