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Quando a convertire è l’esempio più che la Dottrina

Storie di misericordia tra cristiani e musulmani  

Raccogliendo testimonianze sulle Opere di Misericordia, da inserire nel mio libro: Misericordia Missione della Chiesa (che ha visto la terza edizione in soli due mesi), mi ha sempre particolarmente colpito la testimonianza sulla Misericordia raccolta, direttamente o indirettamente, da amici musulmani. Con loro abbiamo parlato del Giubileo della Misericordia, indetto da Papa Francesco, e li ho trovati sempre contenti dell’iniziativa: questo è stato anche un momento felice di dialogo interreligioso.

Avverto subito che per ovvi motivi non potrò fare né nomi di persone né di località ma sono felice di offrire queste testimonianze di fede e di pace in un momento in cui in mezzo mondo dalla Francia, al Belgio, alla Germania, all’Africa e a paesi del Medio ed Estremo Oriente accadono crimini impossibili da definire, con la morte brutale di masse di persone innocenti, cristiane e musulmane.

Un mio confratello missionario, che vive da anni tra musulmani, richiesto da me, mi ha raccontato: “Alcuni amici musulmani raccontano volentieri la loro fede. Una giovane donna… si definisce assetata di Dio e scrive: “E’ una gioia per me dire il centro della mia vita, la mia relazione con Allah. La prima parola che mi viene per avvicinarmi a quello che sento nel mio cuore verso il mio Dio è Misericordia e Amore.

Come non amare chi è sempre con me, mi sente, mi conosce e tutto ciò per proteggermi, aiutarmi e guidarmi in un mondo dove sono così debole, fragile e impotente. Quante volte mi sono sentita sola, e solo Lui toglieva la solitudine del mio cuore appena mi rivolgevo a Lui. Quante volte ero in piena confusione e Lui solo mi recava con dolcezza estrema il conforto e la guida la più illuminata. Non posso che sciogliermi d’amore al ricordo di tutte le volte che mi sono diretta verso Lui, divorata da un dolore profondo. Come lo zucchero si scioglie nell’acqua, così il mio male si scioglieva nella misericordia del Misericordioso e questo subito dopo la mia preghiera. Non posso contare i miei errori e il male che mi hanno prodotto.

Ma Lui non smette mai di promettermi il suo perdono ogni volta che glielo chiedo. Perché Allah ci offre una misericordia così grande? Una sola è la risposta: Ci ama. E’ vero che lo amo, ma è lui che mi ha amata per primo”.

Mentre arrivano notizie terrificanti da varie parte del mondo, il mio confratello missionario mi mostra il testamento scritto dal musulmano Mohammed Mouchikhi, l’autista del vescovo di Orano mons. Claverie Il loro sangue si era mescolato nell’attentato del 1986 in cui persero la vita entrambi e insieme… Mohammed aveva fatto sapere che più volte era stato minacciato di morte per la sua amicizia con il vescovo.

Il vescovo di Orano, mons Paul Vesco, succeduto a mons. Claverie, ha ritrovato il testamento e ha commentato che i due, pur diversi per maturità e identità di fede, erano uniti e tale unità aveva prodotto il frutto del dono della vita.

Ecco il testamento:“In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Prima di alzare la penna, vi dico: La pace sia con voi. Ringrazio chi leggerà il taccuino dei miei ricordi e dico a tutte le persone che ho conosciuto nella vita che le ringrazio. Dico che all’ultimo giorno troveranno la ricompensa da parte di Dio.

Addio a chi ho fatto del male. Che mi perdoni. Perdono chi mi perdonerà il giorno del giudizio. La persona a chi ho fatto del male mi perdoni. Domando perdono a chi ha sentito dalla mia bocca una parola cattiva e chiedo perdono agli amici per la mia giovinezza. Ma mentre vi scrivo penso al bene fatto nella mia vita. Che Dio nella sua potenza faccia che gli sia sottomesso e gli accordi la sua tenerezza”.

L’assassinio dei monaci di Tiberine è accaduto nel 1996, quando sette monaci trappisti furono sequestrati dal loro monastero presso Tiberine, nel sud dell’Algeria, nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996, e uccisi il 21 maggio seguente. Nel suo Testamento spirituale Padre Christian de Chergé aveva scritto: “Se mi capitasse un giorno (e potrebbe essere anche oggi) di essere vittima del terrorismo, che sembra voler coinvolgere ora tutti gli stranieri che vivono in Algeria, vorrei che la mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia si ricordassero che la mia vita era donata a Dio e a questo paese… Che sapessero associare questa morte a tante altre ugualmente violente, lasciate nell’indifferenza dell’anonimato. »

Una giovane mamma musulmana scrisse: “Volevo dire loro il messaggio di amore per Dio e per gli uomini. La solidarietà umana e l’amore dell’altro è un itinerario che va fino al sacrificio, fino al riposo eterno, fino in fondo. Io e i miei figli siamo molto toccati da una così grande umiltà, un così grande cuore, dalla pace dell’anima e dal perdono. Il testamento di Christian è molto più di un messaggio: è come un sole che ci è trasmesso, ha l’inestimabile valore del sangue versato. Nostro compito è quello di continuare il cammino di pace, di amore di Dio e dell’uomo nelle sue differenze.

Nostro compito è innaffiare i semi affidatici dai nostri fratelli monaci affinché i fiori crescano un po’ ovunque, belli nella loro varietà di colori e profumi. La chiesa cristiana con la sua presenza tra noi continui a costruire con noi l’Algeria della libertà delle fedi e delle differenze, l’universale e l’umanità. Sarà un bel mazzo di fiori per noi e una grande opportunità per tutti e per tutte. Grazie alla chiesa di essere presente in mezzo a noi oggi. Grazie a ciascuno e a ciascuna”.

Ecco alcune testimonianze raccolte nel mondo islamico. Il Giubileo straordinario della Misericordia deve aiutarci ad amare, a perdonare, a donare misericordia a tutti perché Dio è misericordioso con tutti. Dobbiamo fare nostra, soprattutto in questo Giubileo, la preghiera di santa Faustina: “Aiutami, Signore, a far sì che il mio cuore sia misericordioso, in modo che partecipi a tutte le sofferenze del prossimo. A nessuno rifiuterò il mio cuore. Mi comporterò sinceramente anche con coloro di cui so che abuseranno della mia bontà, mentre io mi rifugerò nel misericordiosissimo Cuore di Gesù”.

La mia esperienza personale come missionario della Misericordia, e in tutto il mondo, mi porta a concludere che dovunque sto vedendo con gioia i frutti stupendi delle Opere di Misericordia. Ne cito uno per tutti. Un ragazzo musulmano di un Paese del Medio Oriente si è convertito al cristianesimo osservando come il sacerdote cattolico usava misericordia con tutti. Ora è in seminario per prepararsi a diventare sacerdote!

 

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