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Daily meditation on the Gospel

Pixabay CC0 - PD

Passò la notte pregando

Meditazione sulla Parola di Dio di martedì 6 settembre 2016 – XXIII Settimana del Tempo Ordinario

Lettura

Davanti alle liti tra cristiani, Paolo ricorda ciò che il Signore ha fatto per loro: li ha salvati, li ha giustificati. Nel Vangelo, dopo una notte di preghiera, Gesù sceglie dodici uomini tra i molti discepoli che lo seguono, e li costituisce suoi Apostoli.

Meditazione

Guardando Gesù che, prima di scegliere i dodici apostoli, passa tutta la notte in preghiera, viene spontaneo chiedersi: come pregava Gesù, cosa diceva? L’evangelista Luca riporta il contenuto di alcune sue preghiere a cui possiamo guardare per imparare da lui. Il primo testo si trova in Lc 10,1-2 ed è una preghiera di esultanza e di lode che Gesù innalza contemplando il modo sorprendente in cui si manifesta l’opera di Dio. Scriveva il Card. C. M. Martini, nel suo Qualcosa di così personale: «Anche noi siamo invitati a fare spazio alla gioia creativa e sorgiva che è dentro di noi, perché emerga attraverso i blocchi del cattivo umore o della fatica o della noia o dell’insofferenza e perché la verità di noi stessi zampilli a vantaggio di altri come lode ed esultanza» (p. 43). Nel Getsemani, Gesù prega lasciando emergere i suoi desideri più profondi: “se vuoi, allontana da me questo calice”, “non la mia, ma la tua volontà”. È la preghiera nel tempo della prova, in cui siamo chiamati a lasciar emergere tutta l’angoscia e la paura, perché non soffochino il nostro desiderio di continuare a compiere la volontà del Padre. Le ultime parole di Gesù in croce sono una preghiera di affidamento, in cui riprende Sal 30,2.6: nel momento della morte, si consegna completamente al Padre. Scriveva ancora il Card. Martini: «Quando il Signore ci guida verso il culmine della preghiera che è preghiera di affidamento (…), in quel momento abbiamo raggiunto l’atteggiamento fondamentale, primario e sorgivo dell’esistenza, perché l’esistenza dell’uomo è affidarsi e sapersi fidare» (id., p. 54). Guardando a Gesù, possiamo soffermarci a riflettere sul nostro modo di pregare. Ci ricordiamo di portare davanti al Signore la nostra gioia e le nostre paure, affidandoci completamente a lui?

Preghiera:

«Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode» (Sal 34,1): con le parole del Salmo, alimento il mio desiderio di esprimere la mia gioia davanti al Signore.

Azione:

Durante la giornata cercherò di dedicare del tempo alla preghiera.

***

Meditazione a cura di Marzia Blarasin, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di EdizioniART. Per abbonamenti: info@edizioniart.it.

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