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Cardinal Pietro Parolin

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Parolin incontra i seminaristi di Timor Est: “Preparatevi per diventare discepoli e missionari”

Il Segretario di Stato, nel paese asiatico per le celebrazioni del V centenario dell’evangelizzazione, ha presieduto ieri la Messa nel Seminario maggiore della capitale Dili

Dopo la sosta in Indonesia per il bilaterale a Giacarta, il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, è giunto a Timor Est, a Dili, in occasione delle celebrazioni di domani 15 agosto, festa dell’Assunzione di Maria, dedicate al V centenario dell’evangelizzazione del paese. Il porporato – che ha firmato oggi  un “Concordato” con il governo – ha celebrato ieri la Messa nel Seminario maggiore per tutti i futuri sacerdoti che ha esortato a prepararsi per diventare “discepoli” e “missionari”. 

“Tutti i giorni – ha detto il cardinale nella sua omelia, riportata in stralci dalla Radio Vaticana – rinnovate il sentimento che tutto è gratis, il sentimento di gratuità della elezione di ognuno di voi… Nessuno di noi la merita”. “Cosa vi è chiesto di fare ‘tutti i giorni’?”, ha aggiunto. “Prima e soprattutto vi viene richiesto di entrare profondamente nel percorso di formazione con impegno e sincerità. Sì, Dio vi ha chiamato e con coraggio e fede voi avete risposto. Siete venuti in seminario per vedere, per capire e discernere la validità di questa chiamata”.

In questo percorso, ha affermato Parolin, bisogna porsi davanti ad un altro interrogativo: “È veramente il Signore che mi chiama?”. La risposta la offre il profeta Geremia: “Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato”. “In tutto il viaggio della vostra vita in seminario questa profonda convinzione deve essere nei vostri cuori: è il Signore che vi chiama, è il Signore che vi ha scelto, ed è il Signore che vi sta tenendo la mano per portarvi a essere un operaio nella sua vigna”, ha rimarcato il Segretario di Stato.

E ha esortato ad approfondire questa chiamata attraverso la quotidianità in seminario che – ha detto – può essere vissuta per crescere, con l’aiuto del direttore spirituale, tanto sul piano “umano”, in modo da sviluppare soprattutto la “capacità di interazione con la gente”, quanto sul piano “intellettuale”, al fine di “sviluppare la capacità di abbracciare la conoscenza” e “di comprendere e risolvere le sfide”. Poi c’è un piano “spirituale”, ha sottolineato, nel quale bisogna rinforzare il rapporto con Dio, approfondendo “il vostro dialogo con Lui, parlargli e ascoltarlo”.

Questo rapporto, ha proseguito il porporato, deve portare a scoprire Gesù Cristo, “volto della misericordia del Padre”. Poprio questo “senso di misericordia ci forma e ci plasma a diventare discepoli di misericordia”, ha assicurato Parolin. Pertanto è necessario che ‘tutti i giorni’ ci sentiamo nel profondo del cuore che siamo stati toccati da Dio”.

Infine, un invito ad andare verso gli “emarginati” e  i “dimenticati”: questo “è l’obiettivo primario del nostro ministero e dell’attività sacerdotale – ha detto -: andare alle periferie, a coloro che vivono in periferia ‘fisicamente, socialmente, psicologicamente e spiritualmente’”.  Chi “è costretto a vivere separato dagli altri” – ha concluso il Segretario di Stato – bisogna “reintegrarlo nella famiglia di Dio e nella società cui appartiene”.

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