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Madri cristiane e musulmane insieme per liberare i figli dal terrorismo

Liana Marabini racconta il suo ultimo film “Mothers”, in cui genitori musulmani e cristiani si battono per liberare i figli dall’utopia fondamentalista

È drammatico vedere giovani europei che militano nelle milizie terroriste dell’Isis o della jihad. Ancora più doloroso è pensare ai genitori di questi ragazzi e, in particolare, alle loro madri che darebbero la vita per liberarli da questa utopia nichilista. Sulle storie delle mamme che si battono per liberare i figli dalla follia terrorista, la regista, produttrice ed editrice, Liana Marabini, presidente del Festival del Film Cattolico ‘Mirabile Dictu’, ha voluto costruire il suo nuovo film. Si tratta di una delle prime pellicole che tratta il difficile tema dei foreign fighters. La pellicola è stata presentata negli Stati Uniti l’11 settembre, e uscirà nelle sale italiane a novembre. Il film, che è stato girato in inglese e avrà una distribuzione internazionale. Per saperne di più ZENIT ha intervistato Liana Marabini.

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Di cosa parla il film Mothers? Chi sono gli attori coinvolti?  

Mothers è un film a sfondo sociale, di grande attualità: chi si aspetta un film anti-islamico rimarrà deluso. È un film sensibile e ben documentato che descrive il dramma dei genitori, musulmani e cristiani (e soprattutto delle mamme) i cui figli scelgono l’islam radicale e la jihad. Il cast del film è internazionale e vede, accanto ad attori come Christopher Lambert, Remo Girone, Rupert Wynne-James e Victoria Zinny,  giovani promettenti come Mara Gualandris, Francesco Riva, Margherita Remotti e Francesco Meola. Le mamme sono Fatima e Angela, due donne del tutto distanti ma che si trovano unite dalla stessa tragedia: i loro figli rispettivi, Taarik e Sean, abbracciano il terrorismo islamico, il secondo addirittura convertendosi all’islam.

Due madri, una cristiana ed una musulmana, con figli che diventano foreign fighters. Da dove ha preso spunto per questa storia?

Tutti noi vediamo ciò che sta accadendo. I giornali sono pieni di storie come quella descritta nel mio film. Ci sono persone che hanno subìto questa tragedia: genitori di figli partiti per la jihad, che con questa scelta hanno cambiato le vite delle loro famiglie per sempre. In Francia, ma anche in Gran Bretagna, negli Usa e in Italia, ci sono giovani che si convertono all’islam e partono per la Siria. Sono destinati ad una fine drammatica, una corsa verso la morte che i genitori, vittime delle scelte dei figli, non possono impedire. Il film mostra come la scuola e la famiglia si trovano inermi davanti a questa realtà.

C’è il fallimento di un modello educativo? O l’incapacità di rispondere alla solitudine dei giovani?

Sì, ci sono entrambe queste cose. Ma c’è soprattutto la ricerca da parte dei giovani di un ideale, a volte religioso, e il bisogno di ordine e di disciplina. La nostra società occidentale è lassista su questi aspetti. Dobbiamo avere più coraggio nel fare vedere la bellezza della nostra fede, dobbiamo fare i missionari all’interno della società, riempire di Dio il vuoto che c’è nell’anima dei giovani. I reclutatori della jihad, trovano terreno facile in tutto questo deserto spirituale: non hanno paura di parlare della loro religione e di distribuire estratti con le parole del Profeta. Fanno quello che dovremmo fare noi nelle scuole, nelle famiglie e nella società, ma che non facciamo per non “scioccare”, per non “forzare”, per non “influenzare”. Perché il politicamente corretto ha ucciso la Verità.

Perché l’utopia terrorista, crudele e disumana, riesce ad attrarre giovani europei?

Prima di tutto perché nel modello che propone è inclusa la disciplina. I giovanni hanno bisogno di disciplina, anche se non ne sono consci. Ma la disciplina è una parte importante della formazione della personalità e dei suoi valori. Orbene, la nostra società è strutturata basandosi sulla mancanza di disciplina, in tutti i suoi aspetti, mentre l’islam è fatto di regole. In secondo luogo, quell’utopia da l’impressione ai giovani coinvolti che avranno potere. E’ facile accarezzare l’ego e la vanità di un giovane che dentro di sé ha il vuoto spirituale. Dobbiamo farci un dovere di riempire quel vuoto, come dicevo prima. Riempirlo con Gesù e con la sua forza e bellezza, altrimenti verrà riempito in altri modi.

È l’Europa che non riesce a dare ragioni di vita buona o è il nichilismo, la cultura della morte, ad essere più attrattiva?

Direi che dobbiamo parlare non solo dell’Europa ma anche degli Stati Uniti: sono due realtà ugualmente colpite dal fenomeno dei foreign fighters. Due realtà basate sul capitalismo. E’ una cosa strana, perché in fondo, con tutti i suoi difetti, il capitalismo rimane il modello migliore e più giusto di vita, in tutta la storia dell’umanità. E’ un sistema basato sul rispetto dei diritti umani, sulla democrazia, sulle pari opportunità, sull’uguaglianza tra uomo e donna. Eppure, qualcuno di questi giovani che apparentemente hanno tutto, sono alla ricerca di ideali lontani dalle loro radici, facendo diventare i paesi capitalisti dei serbatoi di reclutamento dei foreign fighters.

Qual è un messaggio che il film vuole comunicare?

Il messaggio è di speranza: anche se fino adesso le cose sono andate così, non è mai tardi per prendere in mano seriamente l’educazione e la formazione spirituale e psicologica dei nostri giovani, di accompagnarli sulla via giusta, quella della vita, non della morte. Di insegnare loro la bellezza dei Vangeli, che è l’unica fonte che spegne la sete e la forza di Gesù, che è l’unico modello che non tradisce. Avere il coraggio di queste parole. Essere noi stessi testimoni.

Può fornirci un po’ di informazioni su dove e quando il film uscirà nelle sale? 

Negli Stati Uniti, in Canada, Gran Bretagna, Australia e Italia uscirà a novembre, negli altri paesi man mano che avremmo venduto i diritti. I dvd saranno disponibili, in inglese e italiano, da Natale.

About Antonio Gaspari

Cascia (PG) Italia Studi universitari a Torino facoltà di Scienze Politiche. Nel 1998 Premio della Fondazione Vittoria Quarenghi con la motivazione di «Aver contribuito alla diffusione della cultura della vita». Il 16 novembre del 2006 ho ricevuto il premio internazionale “Padre Pio di Pietrelcina” per la “Indiscutibile professionalità e per la capacità discreta di fare cultura”. Il Messaggero, Il Foglio, Avvenire, Il Giornale del Popolo (Lugano), La Razon, Rai tre, Rai due, Tempi, Il Timone, Inside the Vatican, Si alla Vita, XXI Secolo Scienza e Tecnologia, Mondo e Missione, Sacerdos, Greenwatchnews. 1991 «L'imbroglio ecologico- non ci sono limiti allo sviluppo» (edizioni Vita Nuova) . 1992  «Il Buco d'ozono catastrofe o speculazione?» (edizioni Vita Nuova). 1993 «Il lato oscuro del movimento animalista» (edizioni Vita Nuova). 1998 «Los Judios, Pio XII Y la leyenda Negra» Pubblicato da Planeta in Spagna. 1999 «Nascosti in convento» (Ancora 1999). 1999 insieme a Roberto Irsuti il volume: «Troppo caldo o troppo freddo? - la favola del riscaldamento del pianeta» (21mo Secolo). 2000 “Da Malthus al razzismo verde. La vera storia del movimento per il controllo delle nascite” (21mo Secolo, Roma 2000). 2001 «Gli ebrei salvati da Pio XII» (Logos Press). 2002 ho pubblicato tre saggi nei volumi «Global Report- lo stato del pianeta tra preoccupazione etiche e miti ambientalisti» (21mo Secolo, Roma 2002). 2002 ho pubblicato un saggio nel nel Working Paper n.78 del Centro di Metodologia delle scienze sociali della LUISS (Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli di Roma) «Scienza e leggenda, l’informazione scientifica snobbata dai media». 2003 insieme a VittorFranco Pisano il volume “Da Seattle all’ecoterrorismo” (21mo Secolo, Roma 2003). 2004 ho pubblicato insieme a Riccardo Cascioli “Le Bugie degli Ambientalisti” (Edizioni Piemme). 2004 coautore con del libro  “Emergenza demografia. Troppi? Pochi? O mal distribuiti?” (Rubbettino editore). 2004 coautore con altri del libro “Biotecnologie, i vantaggi per la salute e per l’ambiente” ((21mo Secolo, Roma 2004). 2006 insieme a Riccardo Cascioli “Le Bugie degli Ambientalisti 2” (Edizioni Piemme). 2008 insieme a Riccardo Cascioli il libro “Che tempo farà… Falsi allarmismi e menzogne sul clima (Piemme). 2008, è stata pubblicata l’edizione giapponese de “Le bugie degli ambientalisti” edizioni Yosensha. 2009. insieme a Riccardo Cascioli “I padroni del Pianeta – le bugie degli ambientalisti su incremento demografico, sviluppo globale e risorse disponibili” (Piemme). 2010 insieme a Riccardo Cascioli, è stato pubblicato il volume “2012. Catastrofismo e fine dei tempi” (Piemme). 2011 Questo volume è stato pubblicato anche in Polonia con l’imprimatur della Curia Metropolitana di Cracovia per le e3dizioni WYDAWNICTTWO SW. Stanislawa BM.

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