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Daily meditation on the Gospel

Pixabay CC0 - PD

L’eternità nel tempo

Meditazione della Parola di Dio di domenica 25 dicembre (Messa della Notte), Natale del Signore, Solennità con Ottava

Lettura

L’evangelista Luca introduce il racconto della nascita del Salvatore con una serie di riferimenti storici: compare il nome dell’Imperatore Augusto, del governatore Quirinio, il decreto del censimento che mette in moto tante persone verso la propria città d’origine. Questi nomi costituiscono la cornice dell’evento che celebriamo, e ne attestano la veridicità. Il Verbo che si fa carne entra nei meandri della storia per salvarla dall’interno.

Meditazione

Il censimento di Cesare Augusto mette per strada anche Maria e Giuseppe, che si recano a Betlemme per essere registrati. Natale è sempre per strada, è sempre in viaggio: Dio in viaggio verso la storia mette in cammino e in comunicazione tutti gli uomini. Da Roma giunge il decreto e raggiunge tutte le province, anche la Palestina; qui sta per nascere un Re che unificherà il mondo intero. Di qui partiranno Pietro e Paolo per compiere un cammino inverso, che renderà Roma centro della cristianità. Con poche pennellate essenziali Luca parla dei giorni che si compiono per Maria incinta, per il mondo intero che giunge a un punto di non ritorno. Una mangiatoia fa da culla al Figlio di Dio perché “per loro non c’era posto nell’alloggio”, una mangiatoia nella “Casa del Pane” fa sentire il profumo di pane croccante in questo paese fornaio, e desta appetito in un uomo che sta per morire di anoressia. “Oggi è nato per voi un Salvatore”: oggi, non duemila anni fa, perché il Vangelo è contemporaneo di tutti, e la liturgia è l’eterno oggi nella storia degli uomini. La grazia di quella Notte Santa è in questa notte, e tu puoi accedere alla Grazia del Salvatore, alla Grazia che è il Salvatore, “un Bambino avvolto in fasce e adagiato in una mangiatoia”. Un Grande mistero in uno spazio angusto, Dio immenso e immortale nella nostra carne mortale, l’eternità entrata nel tempo. Non devi più guardare in alto per incontrare Dio, perché Egli si è chinato sul mondo e si è reso visibile, accessibile, manducabile. Non chiedere ragioni alla ragione, ma interroga il cuore che stanotte è il tuo cuore bambino, con occhi grandi davanti al presepe, pronto a credere a una Storia mai raccontata. Sorrisi, adorazione, gioia, lacrime, certezza d’essere salvi nonostante tutto, davanti a Dio che si fa uomo perché l’uomo diventi dio.

Preghiera:

Fammi tornare bambino stanotte con te Bambino, Signore, per capire ciò che nessun altro potrà spiegarmi, insegnami la follia dell’amore che non bada a prezzi e non fa calcoli pur di salvare l’amato. Quanto ti è costato amarmi tanto, Signore, fino a questo punto: insegnami che il legno della mangiatoia è già quello della Croce, e che a me non resta altro che la resa. Non è mai stato così bello perdere e perdersi nella vastità di un amore che mi precede, mi accompagna, mi attende.

Agire:

Quando tutti saranno andati a letto, mi fermerò a pregare, al buio, davanti al Presepe.

***

Meditazione del giorno a cura di mons. Arturo Aiello, Vescovo di Teano-Calvi, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti info@edizioniart.it

 

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